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Uffici stampa elettorali e il silenzio dalla classe politica sullo sfruttamento dei giornalisti

Il Coordinamento Errori di Stampa lancia una campagna per la dignità della professione contro il lavoro nero nella comunicazione elettorale. EDS: "Ai colleghi chiediamo di segnalare quanto accade, noi diffonderemo i nomi di chi ne approfitta"

» Professioni Francesca Nanni - 05/02/2013

Accanto alla campagna elettorale, oramai entrata nel vivo, c'è un'altra campagna che ad essa si lega, che "sfrucuglia" i nervi scoperti del lavoro nero e per questo definita scomoda. È la Campagna "Contro il caporalato elettorale" lanciata il 16 gennaio scorso dal Coordinamento Errori di Stampa (EDS) sullo sfruttamento della professione giornalistica durante l'attività mediatico-politica dei candidati al voto. In apparenza un'ottima occasione per molti precari del giornalismo in cerca di un lavoro, l'attività giornalistica in questi contesti significa, invece, sfruttamento, accettando condizioni prossime al caporalato: paghe a nero, spesso giustificate sotto la voce "rimborso spese", nessun contratto e nessuna garanzia post-elettorale, anche in caso di vittoria del candidato.

Una situazione paradossale se si pensa che ad alimentare questo meccanismo, sono proprio coloro che dovrebbero combattere il lavoro nero e garantire il principio di legalità. Ecco perché Errori di Stampa, insieme agli altri Coordinamenti nazionali, ha lanciato questa campagna in cui si invitato i colleghi che vivono questa situazione a segnalare in anonimato quanto accade. Da parte sua EDS promette pubblicità per quei candidati virtuosi che sottoscriveranno il loro codice etico, di contro farà i nomi di quelli che sotto segnalazione abbiano fatto "proposte indecenti" e non abbiano onorato con un contratto il rapporto di lavoro.

"Purtroppo finora sono arrivate poche denunce vere e proprie - spiega a NanniMagazine.it Matteo Valerio, portavoce del Coordinamento Errori di Stampa -, mentre abbiamo ricevuto molte richieste di informazioni. Ci siamo resi conto che esiste un certo disorientamento da parte dei colleghi a cui viene proposto di lavorare come ufficio stampa elettorale, soprattutto sulla tipologia contrattuale da pretendere". "Questo perché è abitudine diffusissima, direi predominante - prosegue Valerio -, quella di servirsi del lavoro di questi addetti stampa senza contratto, con un rimborso spese, o con generici contratti di collaborazione".

"Quello che consigliamo a chi si rivolge a noi, invece, è 'pretendere' un co.co.co. giornalistico, un contratto articolo 2 del cnlg. Tra l'altro, va detto che ogni caso i colleghi devono aver garantito il versamento dei contributi all'Inpgi2 gestione separata, e questa è un'altra puntualizzazione che chiediamo di pretendere". Sul fronte reazione da parte dei diretti interessati, quindi i politici che si avvalgono di addetti stampa, Valerio fa notare "il forte silenzio della classe politica. Nessuno - dice - ha preso un impegno formale per il rispetto della professione". "In altre occasioni, come ad esempio nel caso della legge sull'equo compenso, c'era stato interesse e appoggio da Nichi Vendola su tutti, ma anche da alcuni esponenti del Pd".

A questo proposito il portavoce di Errori di Stampa spiega che "la legge sull'equo compenso è stata pubblicata in Gazzetta ufficiale ma non è ancora applicabile tout court, ci vorranno almeno altri due, mesi per la sua definizione da parte della Commissione che deve ancora essere nominata e che dovrà definire le varie tipologie di lavoro giornalistico da tutelare". "E noi speriamo davvero che si possa regolamentare anche il settore dell'ufficio stampa temporaneo". Garantire trasparenza e regolarità nei contratti ed emersione del lavoro nero attraverso la sottoscrizione dal parte della classe politica di un codice etico basato su tre principi fondamentali:

1. che i giornalisti siano regolarmente assunti con contratto di collaborazione o con emissione di regolare fattura nel caso in cui si lavori con Partita Iva

2. il contratto deve specificare bene la mansione svolta dal giornalista-addetto stampa

3. il contratto deve prevedere il regolare pagamento dei contributi Inpgi2 (la gestione separata dell'Inpgi per il lavoro giornalistico autonomo).


PER LE SEGNALAZIONI
E-mail: erroridistamparm@gmail.com

MATERIALI
- Carta di Firenze
- Legge su equo compenso