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Veterinari si cambia: in programma una riforma del sistema previdenziale

Il presidente dell'Enpav, Gianni Mancuso, annuncia nuove regole per ridefinire le questioni nebulose del settore, così come vuole il Ministero. "Dal 2008 al 2011 - dice- il calo dei redditi dei professionisti è stato di 20 punti percentuali"

» Professioni Aura De Luca - 02/07/2012

"Il primo appuntamento cui il nuovo Consiglio di Amministrazione verrà chiamato sarà una nuova riforma del nostro sistema previdenziale, visto che entro settembre si dovrà concludere la verifica dei conti prospettici e sarà necessario definire gli interventi da adottare per rispondere alla richiesta ministeriale di un saldo previdenziale positivo a 50 anni". L'annuncio è presidente l'Ente nazionale di previdenza e assistenza dei veterinari (Enpav), Gianni Mancuso, da poco riconfermato per un altro quinquennio, che sottolinea come "il tema centrale del precedente mandato è stato senza dubbio quello della sostenibilità del sistema previdenziale che ci ha portato all'adozione della riforma del 2010 che ha garantito proiezioni dei conti positive fino a 30 anni e un patrimonio in attivo oltre i 50 anni".

Fondamentale, secondo Mancuso, l'attenzione alle esigenze degli iscritti che, al 31 dicembre 2011, erano 26.727, di cui 15.534 uomini e 11.193 donne. "Oggi, credo che i medici veterinari - spiega Mancuso - chiedano al proprio ente di previdenza soprattutto la garanzia di pensioni certe e con un tasso di sostituzione, ovvero il rapporto tra l'ultimo reddito da lavoro percepito e il primo assegno pensionistico, dignitoso". "Questo è il fine ultimo della riforma del 2010 e anche di quella che ci apprestiamo a intraprendere - prosegue - che si costruirà sulle linee della precedente, nel tentativo di chiedere i minori sacrifici possibili agli iscritti, pur rispondendo alle richieste ministeriali".

"Fuori dalla tematica previdenziale - aggiunge il presidente dell'Enpav - la categoria ha senz'altro bisogno di vedere alleggerito il carico fiscale che sopporta e di ricevere importanti aiuti al reddito. È di oggi la notizia che, dal 2008 al 2011, il calo dei redditi dei professionisti è stato di almeno 20 punti percentuali. Tenendo conto che i professionisti non pesano sulle casse statali né dal punto di vista previdenziale né sotto il profilo assistenziale, ritengo che sarebbe quantomeno giusto concedere loro un accesso agevolato al credito, in particolar modo quando esso viene richiesto per il sostegno e lo sviluppo della propria attività professionale"

La categoria dei medici veterinari è una di quelle che vede "continuare a crescere - sottolinea Mancuso - la femminilizzazione della categoria; le donne, infatti, sono oramai pari al 40 per cento del totale degli iscritti. Le dinamiche demografiche e l'allungamento della speranza di vita pesa naturalmente sull'equilibrio intergenerazionale, per noi come per tutti gli enti previdenziali pubblici e privati. Ma, anche grazie alle citate riforme, il nostro sistema è stabile e le nostre erogazioni previdenziali rispettano tutti i vincoli di sostenibilità".

Uno degli obiettivi dell'attività del presidente Mancuso sarà, dunque, quella di avvicinare i giovani della categoria al tema previdenziale, come spiega lui stesso: "Dagli incontri svoltisi sul territorio - spiega - ho percepito che i giovani sono molti distanti dalle tematiche della previdenza". "Pertanto - conclude - uno strumento per sviluppare un dialogo con loro e coinvolgerli su questi argomenti, potrebbe essere quello di istituzionalizzare una o più borse di studio all'anno a favore dei neolaureati che formuleranno un progetto su un tema attinente alla coscienza e conoscenza previdenziale e che, quindi, dimostrino una particolare sensibilità verso la programmazione del futuro previdenziale dei giovani professionisti".