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Vittorio Camaiani: da San Benedetto del Tronto alla Grecia 'Sotto il segno dei pesci'

Un viaggio creativo dalla propria terra verso il bianco abbagliante e il blu profondo delle isole greche. Così la collezione S/S 2019 dell couturier marchigiano racconta il mare, l'unione di due mondi, i luoghi simbolo di una bellezza antica e senza tempo

» Protagonisti Francesca Nanni - 20/04/2019
Fonte: Foto ©Angelo Apolito

di FRANCESCA NANNI - “Osservare lì dove gli altri sanno solo vedere” diceva il grande fotografo Henri Cartier-Bresson. Così, se per molti il mosaico dei pesci della Palazzina Azzurra, luogo storico degli Anni Trenta di San Benedetto del Tronto, è solo un’opera da ammirare, per lo stilista Vittorio Camaiani è la porta d’accesso ad un mondo visionario che unisce due luoghi. Dalle Marche alla Grecia, solcando il Mare Adriatico attraverso lo Ionio, in una successione di visioni di luoghi conosciuti della sua terra, il viaggio stilistico e simbolico di questo grande couturier culmina nell’Egeo alla scoperta dell’ignoto ed isole remote, per un viaggio stilistico unico nel suo genere che prende vita nella collezione spring/summer 2019 ‘Sotto il segno dei pesci”.

Presentata in anteprima nazionale lo scorso 30 marzo nella suggestiva cornice settecentesca della Coffee House di Palazzo Colonna a Roma, con il patrocinio della Città di San Benedetto del Tronto, la nuova collezione di Camaiani incanta per lo stile pulito, lineare ma deciso, caratterizzato da quella meticolosa ricerca di elementi estetici e di design sempre diversi che definiscono da sempre la sua moda. Suggestioni in tessuto che arrivano dai tanti viaggi in Grecia dove lo stilista si è lasciato rapire dalla bellezza assoluta, a tratti violenta, delle isole Cicladi, Paros, Amorgos e Santorini. Perle bianche spazzate dal vento e sospese in quel mare dai colori sempre diversi.



Introdotte dal Direttore Eventi della Coffee House, Elena Parmegiani, cinta un abito iconico di
Camaiani dalla collezione ‘L’Egitto d’Inverno’, le creazioni in passerella raccontano il mare e il suo simbolo per eccellenza, i pesci, che il couturier vede sui pescherecci dell’isola di Paros, qui trasformati in garbati dettagli decorativi su maglie a righe di allure marinaro; giocano con gli orli degli abiti in lino, “migrano” sapientemente ricamati su cappe da sera di seta color tortora, per  chiudere in vita, come in un abbraccio, gli abiti-scultura che omaggiano l’antica Grecia. E ancora “volano” dipinti a mano su disegno dello stilista sui batik di top, pantaloni e caftani. Mare, ma anche vele, come i triangoli di tessuto impalpabile che si appoggiano al capo, e corde delle barche che diventano cinte per bermuda azzurri e blu o chiudono pantaloni sciolti di lino color sabbia.



Visioni architettoniche delle isole greche omaggiano Santorini attraverso la pittura a mano nei batik di completi-caftano dal taglio asimmetrico mente le croci delle chiese vengono richiamate nel taglio di tute e di abiti da sera in cady e duchesse, e nei ricami di cristalli swarovski su abiti e pantaloni in marocaine e organza. Nell’orlo di gonne in lino e dell’abito da sera rosso in seta jacquard, prendono vita le tipiche scale del villaggio di Oia e il celebre tramonto di Santorini. Fra le nuance utilizzate il celeste tipico delle cupole greche, il rosso che evoca i tramonti suggestivi di Santorini, il bianco delle case marine. Tra le nuances marine del bianco, dell’azzurro e del blu profondo, tra il color sabbia e il rosso, questa collezione scenografica veste una donna originale e ironica, moderna esploratrice di luoghi che sono al contempo reali e immaginari, simbolo di una bellezza antica e senza tempo.


[Foto ©Michele Simolo]

L’abito nunziale, dallo scollo all’orlo doppio in taffetà e plissé di tulle, fermato da un’immaginaria conchiglia in chantung di seta ricamata di cristalli formava quasi due pesci innamorati. Una creazione unica incorniciata in maniera perfetta dalle suggestive conchiglie decorate da Francesco Mancini nel romantico affresco del 1730 di ‘Amore e Psiche’ del salone Coffee House allestita per questa occasione a forma di croce a richiamo delle croci delle chiese bizantine ortodosse.



[Foto ©Angelo Apolito]


[Foto ©Angelo Apolito]
 


[Foto ©Angelo Apolito]


[Foto ©Angelo Apolito]


[Foto ©Angelo Apolito]

[Foto ©Angelo Apolito]

[Foto ©Michele Simolo]


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Foto ©Alessandro Calligaro]