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Rinvio delle nuove uscite dei titoli e cassa integrazione: effetto Covid-19 sull'editoria

La pandemia blocca le nuove uscite editoriali, 21mila titoli pubblicati in meno mentre aumenta la cassa integrazione. Levi: "È tempo di stare uniti e di muoversi coordinati. Il Governo sostenga il settore con misure economiche per la filiera"

» Cronaca Libri Redazione - 23/04/2020
Fonte: Photo by Nick Fewings on Unsplah

Librerie, biblioteche ed editori ai tempi del Coronavirus. “Nella Giornata mondiale del Libro, ribadiamo l’appello a Governo e Parlamento lanciato con bibliotecari e librai e chiediamo di riconoscere, sostenere e celebrare l’importanza dei libri e dei contenuti per l’istruzione, la formazione professionale, l’università, adottando misure di sostegno economico per l’industria editoriale e la filiera del libro”. Così il Presidente dell'Associazione Italiana Editori (AIE), Ricardo Franco Levi nella Giornata mondiale del Libro, il 23 Aprile 2020, in cui le associazioni di bibliotecari e librai hanno ribadito l’appello alle Istituzioni di ripartire dai libri.

L’ITALIA EDITORIALE E I DANNI DEL LOCKDOWN. Questo perché lo ricordiamo, dall’inizio della pandemia e del lockdown che ne è seguito, la chiusura delle librerie ha generato perdite che solo a marzo hanno toccato 25 milioni euro; sono state chiuse 11mila biblioteche in tutta Italia e 600 di queste hanno cercato di non interrompere il loro legame con i lettori con iniziative di vario genere anche online. Un circuito, quello delle biblioteche anche legato a scuole e università, luoghi di scambi culturali chiusi anch’essi.

IL RINVIO DELLE NUOVE USCITE. E poi c’è il settore delle “nuove uscite”: ad oggi - fa sapere AIE - si stimano 21mila titoli pubblicati in meno nel corso dell’intero anno, 12.500 novità in uscita bloccate, 44,5 milioni di copie che non saranno stampate e 2.900 titoli in meno da tradurre. Per il periodo maggio-agosto la percentuale di chi decide di temporeggiare con le uscite rimandandole ulteriormente sale al 42 per cento (era il 34 per cento il 30 marzo). Si punta in modo particolare sull’ultima parte dell’anno: solo l’8 per cento degli editori, in calo rispetto alle precedenti rilevazioni (era il 13 per cento il 30 marzo), immagina di rinviare i titoli di settembre-dicembre, sperando in un recupero natalizio. Tengono solo eBook e audiolibri, con gli editori che testano la tenuta del mercato sugli store online: nel primo semestre solo l’1 per cento degli editori dichiara infatti di aver riprogrammato al ribasso le uscite degli eBook. Il 10 per cento quelle degli audiolibri.

EDITORI E CASSA INTEGRAZIONE. Sempre più editori ricorrono alla cassa integrazione, le nuove uscite vengono riprogrammate e cresce il numero di chi si dice preoccupato dalla crisi: l’emergenza sanitaria travolge la filiera del libro secondo l’ultima rilevazione (la terza, riferita ai dati raccolti al 15 aprile) dell’Osservatorio dell’Associazione Italiana Editori (AIE) sull’impatto che il Covid-19 avrà quest’anno sull’intera editoria italiana. In quindici giorni - dal 30 marzo al 15 aprile - si passa da un 31 per cento che iniziava a farvi ricorso a un 52 per cento. Nel complesso tra chi vi sta già facendo ricorso e chi “non ancora, ma ci sta pensando” (o magari sta espletando la documentazione) dal 64 per cento di fine marzo si passa in quindici giorni al 70 per cento delle imprese.

LA RICHIESTA DI AIUTO DEGLI EDITORI. E il grido che si alza nella Giornata del mondiale del libro e del diritto d’autore si fa ancora più drammatico: “I dati sono la voce degli editori - prosegue Levi -. Sono una richiesta d’aiuto, molto chiara e con conseguenze di grande impatto. Richiedono una risposta, con misure a doppia velocità: misure immediate, che sostengano la crisi di liquidità del settore, e misure strutturali per aiutare il mondo del libro a risollevarsi”. “È tempo di stare uniti e di muoversi coordinati - ha concluso Levi -. In questo spirito abbiamo lanciato un appello congiunto insieme ad AIB, l’associazione dei bibliotecari, e ALI, i librai, che indica una strada precisa per sostenere tutta la filiera, una strada che mi auguro governo e istituzioni vogliano intraprendere”.