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Finalmente in Italia Edgar Degas e i Capolavori dal Musée d'Orsay di Parigi

A Torino una mostra dedicata al grande Maestro francese. Fassino: "Un viaggio nelle suggestioni dell'arte del Novecento che hanno segnato anche la formazione della cultura della nostra città e del nostro Paese"

» Mostre Redazione/GP - 30/10/2012
Titolo: 'La famiglia Bellelli', 1858-1869

"Questa mostra, voluta fortemente dalla Città di Torino, è un'altra occasione importante che conferma la scelta dell'Amministrazione di guardare ai grandi temi dell'arte e della cultura come a una delle leve fondamentali di crescita e di sviluppo: le circa ottanta opere che documentano, in una straordinaria rassegna, l'attività dell'autore, rappresentano un corpus di eccezionale valore storico e artistico". Con queste parole il sindaco di Torino, Piero Fassino, ha inaugurato il 18 ottobre scorso la retrospettiva dedicata ad uno dei grandi maestri dell'arte moderna, Edgar Degas, aperta al pubblico fino al prossimo 27 gennaio 2013.

Un'esposizione i cui capolavori arrivano direttamente dal Musée d'Orsay di Parigi e che, ha spiegato ancora il primo cittadino della città piemontese "contribuisce a rafforzare ulteriormente i rapporti culturali tra Italia e Francia, due paesi che sono stati fondamentali per la formazione di Degas". "Gli ottanta capolavori, esposti per più di tre mesi al Valentino, nello spazio della Promotrice di Belle Arti - ha precisato Fassino - saranno una meravigliosa occasione, per i torinesi, i visitatori italiani e stranieri che potranno ripercorrere e analizzare lo squisito tocco artistico di uno dei principali protagonisti della cultura e scultura europea".

Quella di Degas si presenta visitatori come la più importante mostra che l'Italia abbia dedicato all'artista negli ultimi decenni e resa possibile grazie alla collaborazione del comune di Torino con il gruppo Skira e il Musée d'Orsay di Parigi e che abbraccia tanto il versante editoriale quanto l'ideazione e produzione di grandi mostre. Così, il Musée d'Orsay, che conserva le opere più rappresentative dell'opera di Edgar Degas, accetta di privarsi per quattro mesi di ottanta capolavori, tra dipinti, disegni e sculture. La straordinaria rassegna che ne emerge è curata Xavier Rey, conservatore presso il Musée d'Orsay e grande specialista di Degas.

LA MOSTRA DI EDGAR DEGAS PRESENTATA DAI SUOI CURATORI


EDGAR DEGAS, L'IMPRESSIONISMO E L'IMPORTANZA DEL DISEGNO. Celebre pittore francese, tra i protagonisti della stagione artistica impressionista della seconda metà dell'Ottocento, di cui ha condiviso l'aspirazione a una pittura più libera e aderente al vero, partecipando a quasi tutte le esposizioni del gruppo, Edgar Degas, ha assunto tuttavia una posizione del tutto autonoma all'interno del movimento, affrontando differenti temi e padroneggiando le più svariate tecniche di realizzazione. Degas ha attribuito sin dall'inizio grande importanza al disegno, rivelando nel tempo uno straordinario talento: preferisce fare rapidi schizzi dal vero, che poi riporta su tela o carta in studio con un'attenta costruzione della composizione definitiva. La sua pittura trascura l'immediatezza degli impressionisti basata sulle sensazioni visive e coglie magistralmente l'essenza di un momento. Nella retrospettiva si potranno ammirare tutti i temi della sua copiosa produzione: l'ambiente familiare; l'esperienza italiana; il mondo parigino degli artisti, della musica e dei caffé; il paesaggio; i cavalli e le corse; le celeberrime ballerine; il nudo. Due straordinari ritratti aprono la mostra: l'Autoritratto del giovane artista (1855) e quello del nonno Hilaire de Gas (1857), che si era trasferito in Italia e da cui il nipote soggiorna per tre anni all'inizio della sua attività. 

'LA FAMIGLIA BELELLI', UN OMAGGIO ALL'ITALIA. All'esperienza italiana di quegli anni si collega anche l'eccezionale presenza in mostra di La Famiglia Bellelli (Ritratto di famiglia, 1858-1869), opera che solo in rarissime occasioni ha lasciato il museo parigino, anche per le sue considerevoli dimensioni (2 x 2,5 metri). Si tratta di uno dei capolavori più conosciuti e apprezzati dell'intera opera di Degas, che con fine indagine psicologica indaga i rapporti di questa famiglia italiana. 

DEGAS E LA SUA PASSIONE PER I PASTELLI. Verso la fine degli anni Settanta Degas perfeziona ulteriormente la tecnica del pastello, associando ad esso la tecnica del monotipo: sulla carta crea con il monotipo una prima immagine di fondo, su cui interviene poi a pastello. In questo modo accende i toni e dà maggiore incisività alle figure. Seguono i soggetti più popolari dell'opera di Degas: i cavalli, cui Degas comincia ad appassionarsi dal ritorno a Parigi nel 1859, frequentando a lungo l'ippodromo di Longchamp. In mostra ci troviamo i celeberrimo quadri nati da questi studi. In questi lavori, così come nei ritratti di musicisti, letterati, artisti, figure prese dalla strada, Degas inizia a concentrarsi sulla resa del movimento e lo studio dei colori: ha conosciuto infatti Gustave Moreau ed Edouard Manet che lo stimolano a una pittura più aderente al reale e a una gamma cromatica più ampia.

E POI LORO…LE BALLERINE. Si continua con le celeberrime ballerine, opere che costituiscono una delle cifre stilistiche di Degas, presenti in mostra in tutte le tecniche utilizzate dal maestro - olio, pastello, gouache - e in diverse inquadrature di scena o di prova, tra cui spiccano autentici capolavori come Prove di balletto in scena (1874), Fin d'arabesque (Ballerina con bouquet) (1877), Arlecchino e Colombina (1886-1890). In queste opere, Degas appare sempre più impegnato nell'intento di rendere l'energia e vitalità delle sue figure. Coglie dal vero l'immediatezza di un gesto, la spontaneità di un movimento, la fugacità di uno stato d'animo, disegnandola magistralmente; in studio la riprende e cerca di renderla sulla tela o la carta. Ottiene l'incisività della composizione attraverso prospettive asimmetriche, tagli obliqui e inconsueti. Moltiplica le prospettive con porte e specchi, curando attentamente gli effetti di luce. Maestro indiscusso nella resa del movimento, influenzerà molti artisti della sua epoca, tra cui Toulouse-Lautrec.

DEGAS E IL NUDO FEMMINILE. E infine il nudo femminile - figure di donne riprese nell'atto di lavarsi, di pettinarsi, dopo il bagno -, che vede la presenza in mostra di Donna alla toilette che si asciuga il piede (1886), uno dei più importanti pastelli dedicati da Degas a questo tema, lavoro molto amato dal pubblico, accanto a Donna che fa il bagno, bellissimo studio a matite colorate e pastello del 1892. Qui Degas abbandona la pennellata e i tratti di pastello nervosi e vibranti per una maniera più fluida, dove i contorni tendono a dissolversi, in opere di grande bellezza che restano impresse nella nostra memoria. Completano la mostra alcune altre piccole sculture in bronzo, figurine femminili dinamiche anch'esse riprese nell'intimità quotidiana.

MATERIALI
- 'Degas o l'ossessione della tradizione', di Xavier Rey
- 'La grazia si trova nell'ordinario': Degas e la figura umana, di di Xavier Rey

INFORMAZIONI
Titolo:
'Edgar Degas e i Capolavori dal Musée d'Orsay'
Quando: Dal 18 ottobre 2012 al 27 gennaio 2013
Dove: Torino, Palazzina Della Società Promotrice delle Belle Arti
Orario: Tutti i giorni dalle 10 alle 19.30, giovedì dalle 10 alle 22.30 Chiuso al martedì (la biglietteria chiude un'ora prima)
Ingresso: Intero €12,00, ridotto €9,00, gruppi € 8,00, scuole € 5,00, famiglia € 24,00(2 adulti+1 ragazzo di età inferiore a 14 anni), bambini (sotto i 6 anni) gratuito
Telefono: 011.5790095
Sito web: www.mostradegas.it