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Al Museo H.C. Andersen di Roma la 'Memoria obliterata' di Hannu Palosuo

La personale dell'artista finlandese esplora in modo sorprendente la bellezza e i suoi simbolismi. Attraverso la scultura e la pittura diventa artefice di una moderna figurazione che rivela come una tematica ricorrente possa risultare ancora attuale

» Mostre Redazione - 12/03/2013
Titolo: L'artista finlandese Hannu Palosuo con una delle sue opere
Fonte: © Giorgio Benni

Immagini di persone, lampadari e fiori che si mescolano in una densa foresta di simboli in cui significati e riferimenti diversi scivolano insieme con una sorta di logica indistinta, come in un sogno. Indistinta poiché gli eventi e le cose sono chiari ma i loro rapporti richiedono un'interpretazione. Esplorazione della bellezza attraverso la scultura e la pittura. Questo il senso delle opere dell'artista finlandese Hannu Palosuo, dal 15 marzo al 26 maggio in mostra al Museo H.C. Andersen di Roma. Così, sull'evocazione della memoria e del ricordo, la quotidianità diventa la protagonista dei dei dipinti dell’artista con toni contrapposti ma concordanti per evidenziare il positivo e il negativo dell'immagine, la sua presenza e il suo vuoto.

Nei sogni passato e futuro, realtà e desiderio e altri umori contrapposti si legano fra loro in
maniera fluida e diretta. Nei sogni la complessità del mondo è rivelata. In questo senso il sonno è un cugino dell'Arte poiché entrambi condividono una complessità e una molteplicità di significati. Se nelle tele l’annullarsi del soggetto avviene attraverso una vera e propria azione fisica dell’artista che finisce nel momento della realizzazione del dipinto, nelle sculture al contrario l'annullarsi del soggetto è affidato all'erosione naturale nel tempo del materiale utilizzato, iniziando il processo di sottrazione all'immagine reale a partire dal compimento tecnico dell'opera stessa.


[Foto di Giorgio Benni]

I soggetti, lavorati quindi per sottrazione e cancellazione, intessono un rapporto strettissimo
con le diverse tecniche e i diversi materiali che li esprimono. In queste opere di Palosuo il mondo pieno si contrappone al mondo vuoto e il mondo delle illusioni diventa proprio quello dell'osservatore che riceve imput e completa i soggetti in diverso modo accennati. Se in passato Palosuo ha prediletto principalmente i colori pastello nelle sue opere, ora la sua tavolozza si è ravvivata, almeno temporaneamente. I pastelli creano un umore protetto; un soffio di affascinante sensibilità, o un intenso profumo di gigli sembra pervadere l'aria.


[Hannu Palosuo e alcune delle sue opere Foto di Giorgio Benni]

Nelle opere di Palosuo la bellezza risulta quasi estorsiva in quanto il loro spirito è spesso legato ad una sorta di consiglio. Esse sembrano dire: "Guarda ancora, osserva e ripensaci". Palosuo continua a lavorare secondo modalità in cui la serializzazione ha un ruolo fondamentale. Nelle sue serie crea storie e allusioni a diversi significati culturali. Anche le immagini delle opere formano un interessante universo stratificato e denso di riferimenti. Le ultime opere di Hannu Palosuo sono in linea con la sua produzione precedente per il fatto di dipendere dal fascino e, simultaneamente e distintamente, dall'orrore della bellezza. Rispetto alle opere precedenti l'artista si è spinto verso significati ancora più liberi utilizzando simboli multi-direzionali come lampadari e fiori.


[Foto di Giorgio Benni]

Questi dipinti sono legati più strettamente alla tradizione della storia dell'arte occidentale
e contengono pochi o nessun riferimento alle nuove culture Nordiche o Finlandesi. Esse non rinnegano le origini dell'artista ma funzionano come dei paradossi riusciti, quasi come tele vuote su cui l'osservatore può proiettare i propri significati. La trasparenza è, tuttavia, solo la seconda metà del paradosso. Le opere sono piene di riferimenti, ma sono anche sale deserte di specchi, che ci tentano a prendere parte a rituali ed incontri segreti.

MATERIALI
- Intervento del Direttore Museo Andersen, Matilde Amaturo
- Intervento del Curatore della mostra, Marco Ancora

INFORMAZIONI
Titolo: 'Memoria obliterata'
Quando: 15 marzo 2013-26 maggio 2013
Dove: Roma, Museo Hendrick Christian Andersen della Galleria Nazionale d'Arte Moderna
Orario: Da martedì a venerdì h. 9.30-18.30 (ingresso fino alle 18). Sabato e domenica, 9.30-19.30 (ingresso fino alle 19.00). Chiuso lunedì e il 1° maggio
Ingresso: gratuito
Telefono: 06.3129089
Sito web: www.museoandersen.beniculturali.it