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Tra lusso ed eleganza le porcellane Ginori alla corte di Napoleone Bonaparte

In occasione dei quarant'anni dalla apertura del Museo delle Porcellane di Palazzo Pitti, il Museo degli Argenti a Firenze espone un'importante collezione nata dalla produzione delle porcellane di Doccia nel periodo compreso tra il 1800 e il 1830

» Mostre Aura De Luca - 06/04/2013
Titolo: Manifattura di Sèvres, Servito della granduchessa Elisa, 1809-1810

Mentre futuro della manifattura Ginori a Sesto Fiorentino, sembra tingersi di speranza dopo la decisione del brand Gucci di voler rilevare l'azienda, evitando così la chiusura della struttura e salvando il posto di lavoro di 230 lavoratori, il Museo delle Porcellane di Palazzo Pitti a Firenze celebra i suoi quarant'anni di attività con una straordinaria mostra presso il Museo degli Argenti dedicata proprio ai preziosi manufatti lavorati a mano. Oltre 150 opere, 20 delle quali inedite provenienti dai musei italiani ed esteri e da numerosi privati che hanno generosamente reso visibili al pubblico le opere in loro possesso.

LE PORCELLANE GINORI TRA STORIA E CURIOSITÀ. I visitatori avranno dunque la possibilità di ammirare produzioni tanto lussuose quanto eleganti e raffinate, alcune per particolari curiosità e pregio come, ad esempio, la serie di piatti destinati al Kedivé d'Egitto commissionati alla Ginori negli anni 1822-1824 dal granduca Leopoldo II per ringraziare il Kedivé per il suo dono di una giraffa, tutt'ora conservata al museo della Specola di Firenze. Oppure il tavolo del Re di Etruria che torna a Pitti dal Museo Correr, un manufatto che viene citato il 29 agosto 1801 tra i regali per Ludovico di Borbone I,  Re di Etruria, e la consorte Maria Luisa di Borbone inviato da Napoleone per la nuova coppia regnante che, al suo arrivo a Firenze, trovò la Reggia di Palazzo Pitti, disadorna e carente di arredi, suppellettili e persino di stoviglie. Il tavolo seguì poi i Borbone-Parma nelle intricate vicende relative al possesso dei diversi regni: compare inventariato nel Palazzo Ducale di Lucca, sin dal 1820, passò quindi a Parma e il 5 febbraio 1865 a Piacenza, per giungere infine a Venezia.

IN MOSTRA PER LA PRIMA, LE LASTRE DI CONSTANTIN ISPIRATE A TIZIANO E RAFFAELLO. Una serie di lastre di porcellana su cui l’artista ginevrino Abraham Constantin (1785-1855) dipinse alcune copie di opere di antichi e pregevoli maestri quali Raffaello, Tiziano, Carlo Dolci, Andrea del Sarto, Ludovico Cigoli. Oggi quelle placche saranno visibili al pubblico, e per la prima volta tutte insieme, all'interno dell'esposizione grazie alla collaborazione con il Museo di Sèvres, la città della Francia celebre per le sue ceramiche, dove Constantin fu particolarmente attivo con il suo lavoro. È documentato, infatti, che anche Stendhal era convinto dell’importanza di preservare ai posteri testimonianza di queste opere, tanto che affermava: "Tra duecento anni, si conosceranno gli affreschi di Raffello solo grazie al signor Constantin". Va aggiunto, infatti, che prima dell'avvento della fotografia queste opere erano vere e proprie "icone" del patrimonio culturale europeo.

ALLA FAMIGLIA de' MEDICI LA PORCELLANA, AI GINORI L'IMPORTAZIONE DELLA TECNICA ORIENTALE. Fondata nel 1737 dal marchese Carlo Ginori a Doccia, presso Sesto Fiorentino, la manifattura Ginori, allora modernissima, fu “impiantata in singolare e certo non programmata coincidenza - scrive la Soprintendente per il Patrimonio Storico Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini - con l'anno della morte di Gian Gastone de' Medici, ultimo granduca della sua stirpe, quasi a segnare l'inaugurazione simbolica di una nuova era che sotto i Lorena, e specialmente sotto Pietro Leopoldo, avrebbe visto affermarsi in Toscana la crescita imprenditoriale e tecnologica". "Se i Medici dal tempo del principe Francesco, in pieno XVI secolo, erano riusciti a produrre una sperimentale pseudo-porcellana, sarebbe toccato ai Ginori importare in Toscana, nella scia delle più avanzate manifatture europee, la tecnica dell’autentica porcellana orientale".

LA PORCELLANA GINORI E IL LEGAME CON L'IMPERO NAPOLEONICO. Il cambiamento che l’avvento dell'impero napoleonico portò nel governo della Toscana ebbe i suoi riflessi nelle discipline artistiche fin dal regno di Etruria (1801-1807) con Luisa di Borbone Parma, ma soprattutto negli anni della presenza di Elisa Baciocchi. Sorella di Napoleone, dapprima principessa di Lucca e Piombino (1805-1809) e poi granduchessa di Toscana (1809-1814), Elisa promosse un rinnovato interesse per le arti di cui da tempo si sentiva la mancanza. Il suo mecenatismo non soltanto richiamò a Firenze scultori, pittori e musicisti, ma sostenne anche le industrie artigiane toscane, incentivando la lavorazione della seta, della mobilia e della porcellana.

L'INFLUENZA DELLO STILE FRANCESE NELLA MANIFATTURA DI DOCCIA. In questo rinnovato fervore artistico, la manifattura di Doccia ebbe un posto di rilievo, accogliendo importanti influssi francesi sia nella ricerca delle forme che nei moduli decorativi. In particolare, la manifattura, sotto l'illuminata direzione di Carlo Leopoldo Ginori Lisci (1792-1838) fu partecipe di importanti innovazioni tecniche e stilistiche provenienti dalla Francia, creando una tipologia decorativa che rimase in voga fino a tutto il terzo decennio del XIX secolo. L'influenza dello stile impero francese continuò, infatti, con il ritorno a Firenze di Ferdinando III di Asburgo Lorena che, rientrato dal suo esilio a Würzburg, ebbe modo di integrare le raccolte granducali con le porcellane di Sèvres donategli da Napoleone Bonaparte.

DA NAPOLEONE ALLA RESTAURAZIONE LORENSE, EVOLUZIONE DI UNO STILE. L'arrivo di questi importanti donativi di porcellana ebbe un forte impatto sullo sviluppo artistico della manifattura Ginori, che negli anni della prima Restaurazione lorenese non solo copiò alcuni di questi modelli, ma perfezionò la sua produzione grazie all’intenso scambio con le manifatture francesi, in particolare con Sèvres di cui era direttore Alexandre Brongniart. L'apporto di artisti stranieri, fra cui Jean David, Joseph de Germain e Abraham Constantin, abilissimi nella riproduzione su porcellana delle opere delle antiche Gallerie Fiorentine e chiamati a formare giovani pittori della manifattura come Giuseppe Baldassini e Giovanni Fanciullacci, portò ad un ulteriore innalzamento della qualità della manifattura.

MATERIALI
Presentazione di Cristina Acidini, Soprintendente per il Patrimonio Storico Polo Museale Fiorentino
Presentazione di Maria Sframeli, Direttrice del Museo degli Argenti

INFORMAZIONI
Titolo: '
Lusso ed eleganza.La porcellana francese a Palazzo Pitti e la manifattura Ginori (1800-1830)'
Quando: 19 marzo - 23 giugno 2013
Dove: Museo degli Argenti, Palazzo Pitti, Firenze
Orari: Da lunedì a domenica. Ore 8,15, 16,15 nei mesi di novembre, dicembre, gennaio, febbraio. Ore 8,15 - 17,15 nel mese di marzo (con ora legale 18.15). Ore 8,15 – 18,15 nei mesi di aprile, maggio, settembre e ottobre.
Telefono: Firenze Musei 055.294883
Sito web: Museo delle Porcellane di Palazzo Pitti