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Hiroshige: l'amante del paesaggio giapponese

Piccola biografia di Hiroshige e della tecnica che ha permesso al mondo intero di amare le sue opere: la silografia, frutto della maestria dell'artista e dell'abilità degli intagliatori.

» Correnti artistiche Francesco Amorosino - 31/03/2009
Titolo: 'Mutsu. Matsushima', 1840-48
Fonte: Arthemisia

UTAGAWA HIROSHIGE (1797-1858) 
Nato ad Edo (Tokyo) con il nome di Tokutarō nella famiglia Andō, samurai di basso rango dello shōgun, il capo militare, addetti a una caserma di vigili del fuoco, nel 1797 a tredici anni, dopo la scomparsa di entrambi i genitori, ne ereditò la carica. 

Questo fatto, e la rendita che ne derivava, lo resero relativamente indipendente, dandogli modo di dedicarsi alla sua passione di artista. Divenuto allievo di Utagawa Toyohiro (1763?-1828) ne assorbì l'interesse per il paesaggio, ma la sua fioritura lo portò a uno stile totalmente diverso e al successo solo dopo la morte del maestro. Fu quest'ultimo a dargli il nome di Utagawa Hiroshige. 

La produzione artistica di Hiroshige annovera diversi generi, tra cui stampe di attori, guerrieri e cortigiane ma soprattutto immagini della natura: stampe di fiori, uccelli e pesci e, dagli anni trenta, il paesaggio, in cui introdusse un nuovo stile che lo portò alla fama immediata e a misurarsi con Hokusai. 

Con le "Cinquantatré stazioni di posta del Tōkaidō" ebbe un successo strepitoso e stimolò la produzione di moltissime altre serie paesistiche. Nel 1837 iniziò a collaborare alla realizzazione delle "Sessantanove stazioni di posta del Kisokaidō", già iniziata da Eisen e a cui finì per subentrare del tutto creando 47 delle 71 tavole. Così negli anni trenta divenne il paesaggista più in voga e lavorò a molte altre serie, dai "Luoghi celebri di Kyoto" del 1834 alle "Cento vedute di luoghi celebri di Edo"”, dal 1856 al 1858. 

Agli anni tra il 1856 e il 1858 risalgono anche i tre trittici sul tema tradizionale dei tre bianchi, di neve, luna, fiori: "Monti e fiumi lungo il Kisokaidō", "Veduta notturna degli otto luoghi celebri di Kanazawa" e "Paesaggio dei gorghi di Awa". 


L'ARTE DELLA SILOGRAFIA
Le opere di Hiroshige per il loro splendore sono state chiamate "niskikie", immagini broccato. Il procedimento per creare una stampa, illustrato anche da un video nella mostra di Roma, era lungo e necessitava pazienza e attenzione. 

L'artista, una volta concordata l'opera con l'editore, gli forniva un disegno nei suoi contorni definitivi su carta sottilissima. Questo foglio veniva incollato dall'intagliatore a faccia in giù su una tavoletta di ciliegio di montagna, poi la maggior parte della carta veniva bagnata e grattata via in modo che rimanessero solo le linee del contorno. 

Allora la tavoletta veniva intagliata in modo da lasciare in rilievo solo le linee di contorno. Otttenuta così una matrice di base si faceva una prima prova di stampa su cui l'autore indicava i colori. Lo stampatore poi produceva tante prove quanti erano i colori indicati e poi intagliava una matrice per ogni colore in modo da lasciare in rilievo solo l'area dove quel colore doveva andare. 

Infine si procedeva alla stampa vera e propria, facendo passare un foglio su tutte le matrici così preparate. La tiratura delle stampe migliori poteva andare dalle diecimila alle ventimila, costringendo spesso a cambiare le matrici usurate.