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INTERVISTA - 'Tomba degli amanti', Gruppioni: "Indaghiamo per far luce sul mistero"

I due scheletri che si tengono per mano rinvenuti a Modena hanno commosso il mondo. Ora un team di esperti inizierà a studiare le ossa per verificare scientificamente l'eventuale parentela, l'età e la causa del decesso della coppia simbolo d'amore eterno.

» Archeologia Tatiana Battini - 06/12/2011
Titolo: La tomba comune che ospita la coppia di scheletri
Fonte: Immagine dal web

'L'amore è eterno finché dura', dicono i cinici. Neanche per sogno, ribattono i romantici, l'amore vero esiste e non conosce barriere, neanche quelle dello spazio-tempo. Senza entrare nella diatriba che da sempre tiene ben separate le due 'tifoserie', la scoperta dei due scheletri che da 1500 anni si tengono per mano (e si guardavano negli occhi), ha emozionato e intenerito anche i cuori più arrugginiti. 

Venuta alla luce a Modena nel corso di uno scavo nel 2009 e resa nota lo scorso ottobre, l'immagine della sepoltura del V-VI secolo d. C. che ospita la coppia dei presunti coniugi, in questi due ultimi mesi, è rimbalzata su tutti i giornali del mondo. E la domanda che si formula è sempre la stessa: 'Chi sono e come sono morti?'. A questo interrogativo daranno risposta il dottor Donato Labate, archeologo della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna, e il professor Giorgio Gruppioni, titolare della cattedra di Antropologia e Conservazione dei Beni Culturali dell'università di Bologna (polo scientifico-didattico di Ravenna). Per capire in quali circostanze si è svolta la scoperta e quali analisi attendono le ossa dei due 'amanti di Modena', abbiamo rivolto alcune domande al dottor Labate e a seguire al professor Gruppioni, che a breve inizierà la sua indagine scientifica:

Dottor Labate, come si è giunti al rinvenimento della coppia di scheletri?
"Il rinvenimento risale al 2009, la notizia è stata divulgata recentemente in maniera involontaria. Nel corso degli scavi effettuati in località Fossalta, vicino Modena, abbiamo rinvenuto i resti di tre persone di epoca romana massacrate e gettate in un fosso, questa notizia ovviamente ha attirato la stampa e casualmente, parlando con un giornalista che chiedeva se oltre questa macabra scoperta fosse emerso anche qualcosa di meno raccapricciante, abbiamo detto che effettivamente avevamo rinvenuto, in un altro luogo, una tomba che ospitava una coppia di scheletri inumati mano nella mano. Il giornalista l'ha chiamata 'Tomba degli amanti' e con questa denominazione la notizia ha fatto subito il giro del mondo, anche perché come ritrovamento è piuttosto anomalo, anzi, unico. Questo ritrovamento così poco usuale ha colpito la sensibilità di bloggers, giornalisti e studiosi, e posso dire che da archeologo ho provato sensazioni di tenerezza nel vedere questi due corpi uniti in un gesto complice e intimo com'è quello dello stare mano nella mano".


[Particolare delle mani degli scheletri]

Nei pressi della necropoli sorgeva una città?
"Si, l'area di scavo sorge appena fuori le mura dell'antica Mutina, la colonia romana fondata nel 183 avanti Cristo (successivamente ribattezzata Modena). La zona è extra urbana e in epoca tardo imperiale le aree poco lontane dalle mura delle città erano luoghi di produzione. E infatti, a sette metri di profondità nel terreno abbiamo rinvenuto una fornace per la fabbricazione della calce (calcara). A causa di diversi fenomeni alluvionali che nel tempo si sono abbattuti sul territorio, il terreno si è rialzato di circa tre metri e la necropoli che abbiamo scoperto sorge proprio al di sopra di questi depositi alluvionali". 

Le tombe che ospitano le due spoglie sono piuttosto rare?
"No, di antiche sepolture doppie ce ne sono molte, ma di solito la tomba 'comune' ospita le spoglie in momenti diversi: a seconda del momento in cui sopraggiunge la morte del congiunto o di un familiare si riapre la tomba e si procede alla deposizione, infatti abbiamo rinvenuto tombe ospitanti più membri di una stessa famiglia. Questo caso rappresenta forse un unicum, perché i due scheletri sono morti (probabilmente) contemporaneamente, sono stati quindi deposti in un letto funerario e 'composti' in atteggiamento tenero".

Quindi si presume siano morti nella stessa circostanza?
"Non abbiamo certezze in merito, ma sembra probabile che siano morti a distanza di brevissimo tempo l'uno dall'altro o proprio nello stesso momento. La persona che, post mortem, li ha deposti nella tomba, ha voluto comporre i loro corpi in maniera da veicolare un messaggio inequivocabile di affetto e comunione ai contemporanei della coppia (nessuno avrebbe potuto ipotizzare una riesumazione a distanza di secoli da parte di un team di archeologi!), un messaggio, dicevo, legato alla sfera più intima di quest'uomo e di questa donna. Tengo a precisare che, nonostante ciò che la stampa ha scritto, non abbiamo ancora elementi per affermare che si tratti di due coniugi, lo sapremo non appena saranno pronti i risultati delle analisi compiute dal gruppo di studiosi del professor Gruppioni. La prossima primavera, verso aprile, organizzeremo una conferenza stampa per divulgare i risultati degli accertamenti. Per quanto ne sappiamo finora potrebbero essere fratello e sorella, ma il buon senso suggerisce si tratti di una coppia di sposi di età compresa tra i 25 e i 30 anni".

Come potrebbe essere avvenuta questa morte comune?
"In diverse circostanze, la più scontata è la malattia, ad esempio nel corso di un'epidemia che all'epoca potrebbe aver investito la zona, o ancora un'intossicazione alimentare o di altro genere. Riflettendo sul modo in cui sono stati composti i corpi ho pensato a un decesso dovuto all'inalazione di monossido di carbonio, che di solito uccide nel sonno. È sufficiente la presenza di un braciere all'interno della camera da letto. Più romanticamente, c'è la possibilità che uno dei due si sia tolto la vita a seguito della morte dell'altro".

Gli scheletri risalgono al V - VI secolo dopo Cristo. Vi sono state epidemie in quel periodo?
"Le fonti storiche attestano sia la presenza di catastrofi naturali nel Sesto secolo d.C. (pensiamo all'alluvione del 593 d. C.), che di epidemie, ma non di vasta portata come l'epidemia di peste che dimezzò la popolazione romana nel corso del II secolo dopo Cristo. Far risalire la morte dei due 'coniugi' a questo tipo di accadimenti è possibile, ma va provato".

Sembra che, oltre ad essere mano nella mano, i due amanti si guardassero anche 'occhi negli occhi'...
"Esatto: il cranio della donna è stato rinvenuto girato verso il cranio dell'uomo, il quale appare oggi voltato dalla parte opposta ma, in base allo studio delle vertebre e della posizione del corpo eseguita dall'antropologa Vania Milani, anche il cranio maschile, in origine, doveva essere rivolto verso quello della donna. Una volta decomposte le parti molli del corpo, una rotazione post mortem ha causato lo spostamento della testa".

Cosa può dire in merito allo status sociale della coppia?
"Nella tomba abbiamo rinvenuto un anello in bronzo, appartenente all'uomo, che indica il suo stato di cittadino romano (cives romanus), se si fosse trattato di un cavaliere o un senatore avrebbe avuto al dito un anello d'oro. In sostanza, non si trattava di una coppia particolarmente facoltosa, e questo spiega anche l'umiltà del luogo sepolcrale e la mancanza di corredi funerari (ma la semplicità di queste tombe è anche segno dello sviluppo del Cristianesimo in epoca tardo imperiale). Non abbiamo rinvenuto anelli o monili che attestino un'unione matrimoniale, né altri oggetti, ad esclusione di un pettine femminile, rinvenuto all'interno delle varie sepolture che formano la piccola necropoli, che ha permesso di fissare una datazione al V-VI secolo dopo Cristo".

Sembra che i poeti italiani si siano già mobilitati per trovare il giusto epitaffio per la coppia di amanti...
"È vero, la notizia di questa sepoltura 'romantica' non ha fatto breccia soltanto nel pubblico, che segue con attenzione lo svolgersi dei lavori di scavo e attende il risultato delle analisi da parte del professor Gruppioni sulle ossa dei due 'coniugi', ma soprattutto ha avuto una grande eco tra i poeti, la cui sensibilità è stata subito 'solleticata' e poche settimane fa un gruppo di poeti di Carpi (vicino Modena), ha invitato me e la dottoressa Milani a illustrare la scoperta della tomba. Durante l'incontro i poeti presenti hanno condiviso una serie di epitaffi molto dolci e toccanti dedicati ai due amanti modenesi, uno dei quali, ideato da Giampaolo Papi, mi ha particolarmente colpito".

Per saperne di più sulle analisi che a breve saranno eseguite sulle ossa della coppia di scheletri abbiamo rivolto alcune domande anche all'antropologo e biologo Giorgio Gruppioni:

Professore, dove si trovano i due scheletri attualmente?
"Si trovano a Ravenna, nei nostri laboratori, pronti per essere studiati. Le indagini sulle ossa inizieranno infatti la prossima settimana". 

Che tipo di indagini svolgerete sui resti?
"Innanzi tutto opereremo un restauro degli scheletri perché alcune ossa sono frammentate. Si tratterà di un lavoro certosino, minuzioso, basato anche sull'utilizzo delle tecnologie virtuali. In secondo luogo appureremo, tramite lo studio del DNA, se tra i due vi è consanguineità (potrebbe trattarsi di fratello e sorella), oppure, se il DNA non coincide, si potrebbe dar credito all'ipotesi che siano coniugi. Un'ulteriore analisi ci permetterà di stabilire con maggiore precisione l'età della coppia al momento del decesso. Naturalmente, la domanda che tutti si pongono è relativa alla causa della morte, e noi tenteremo per quanto possibile di scoprire se sono morti nello stesso momento oppure a distanza di poco tempo e soprattutto in quali circostanze. Per far questo procederemo con indagini a carattere antropologico, paleopatologico e di tipo chimico fisico per rivelare l'eventuale presenza di sostanze tossiche nel tessuto osseo. Si ipotizza una malattia che abbia colpito entrambi, o una intossicazione...speriamo di risolvere il mistero nei prossimi mesi".

Tendete a escludere una morte di tipo violento, magari un omicidio con arma da taglio?
"Per ora non escludiamo nessuna ipotesi, personalmente non ho ancora visionato gli scheletri se non attraverso delle fotografie, e a giudicare da ciò che ho visto non mi sembra vi siano elementi tali da alimentare l'ipotesi di un omicidio o comunque di una morte violenta. Per sicurezza eseguiremo una serie di analisi atte a stabilire se sulle ossa vi siano o meno segni traumatici".

Una volta terminate le indagini, quale sarà il destino della coppia?
"I due scheletri, attualmente separati in tanti segmenti ossei contenuti all'interno di sacchetti e casse, saranno ricomposti e naturalmente avremo cura di 'riunire' i due scheletri mano nella mano così come li abbiamo trovati (e così come chi li ha deposti nella tomba ha voluto che riposassero in eterno). Insieme al dottor Labate vorremmo esporre all'interno del museo di Modena una ricostruzione 'fisica' della tomba e dei due scheletri, realizzata partendo da una ricostruzione virtuale che opereremo nei prossimi mesi, così che il pubblico possa osservare de visu una sepoltura non nobiliare del tardo impero romano".
 
"A ciascun amante s'inchini il Tempo. Sappia di voi la memoria del mondo. Figli dell'assoluto, Amore e Morte" (L'epitaffio del poeta Giampaolo Papi).