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Benedetta Paravia: "Così racconto le donne negli Emirati Arabi oltre i luoghi comuni"

Nel 2019 anno della Tolleranza al via la nuova serie di 'Hi Emirates', format tutto al femminile di lifestyle, cultura, sport, social e tolleranza reduce dal successo della prima edizione 'Hi Dubai’. La presentazione ad AltaRoma nel calendario In Town

» Asia e Medio Oriente Francesca Nanni - 10/07/2019
Titolo: Da sinistra: Antonio Falanga, Benedetta Paravia, Grazia Marino
Fonte: Foto ©Claudio Martone

di Francesca Nanni - Spesso non tutto è come sembra o come immaginiamo. E più un Paese è lontano da noi, dalla nostra cultura, più il luogo comune sociale, politico e religioso attecchisce, alimentando spesso l’ignoranza. Ma è proprio qui che sta la chiave di volta: trasformare quel pregiudizio in un efficace strumento di educazione e conoscenza per andare oltre. Lo sa bene Benedetta Paravia, in arte Princess Bee, esperta italiana di relazioni internazionali, autrice e produttrice, che il 6 Luglio scorso ad Altaroma nel Calendario In Town, ha presentato la nuova serie del format crossmediale televisivo, web e inflight “Hi Emirates” docu-reality tutto al femminile di lifestyle, cultura, sport, social e tolleranza che sarà trasmessa in occasione della Festa Nazionale degli Emirati Arabi Uniti sui Canali Abu Dhabi TV e Dubai One in prima serata (la nostra Rai Uno).

Un appuntamento diverso nella settimana della moda nella Capitale, che ne cavalca il richiamo glam per proporre spunti interculturali di riflessione, patrocinato dalla FIDAPA BPW ITALIA - Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari Business and Professional Women, fortemente voluto da Grazia Marino e Antonio Falanga. Di fatto “Hi Emirates” eredita il successo del primo format tv al femminile di Benedetta Paravia[1] “Hi Dubai” per il quale il Governo le ha concesso la produzione, seguita dalla messa in onda in tv e sui canali web di informazione, quali Dubai Post e Emirates 24/7, nonché la visione su tutti i voli Emirates Airline, circa 60 milioni di passeggeri all’anno, con sottotitoli in inglese ed arabo. “L’obiettivo delle mie produzioni televisive non è solo quello di valorizzare e promuovere il valore sociale e professionale delle donne negli Emirati Arabi - ha spiegato la Paravia -, ma vuole essere anche un omaggio alla cultura di quel paese quasi sempre associato a luoghi comuni inesistenti.”


[Antonio Falanga e Grazia Marino presentano Benedetta Paravia a Palazzo Dama a RomaFoto ©Claudio Martone]

La nuova serie di “Hi Emirates” vedrà protagoniste 35 donne tra le quali: la Sceicca Dottoressa Hind al Qassimi; la filantropa emiratina Thoraya Al Awadhi; la Dottoressa Mouza, che combatte quotidianamente il cancro al seno alle sue pazienti; la pattinatrice emiratina Zahra Lari (che si è battuta per l'accettazione del velo sul capo durante le gare internazionali, come simbolo di rispetto reciproco tra le comunità diverse); la giovane cavallerizza italiana Costanza Laliscia campionessa nel mondo dell'Endurance ma anche alcune imprenditrici di spicco di Dubai Business Council dell'Emirates Business Council, con rappresentanti delle varie comunità religiose attive nella vita sociale e solidale degli Emirati Arabi Uniti; la modella imprenditrice Ludmilla Voronkina in Bozzetti; l'imprenditrice ed influencer italiana Silvia Vianello (tra le 100 donne di Forbes Italia), la campionessa di tiro Yasmine Tahlak; alcune figlie dei Rulers coloro che amministrano gli Emirati, uno per ogni Emirato (sono 7 in tutto).


[Un momento dell'incontro. Foto ©Claudio Martone]

Tutto sotto l’attenta supervisione di Benedetta, arrivata negli Emirati arabi subito dopo l’università e da allora rapita da quel magnetico profumo del deserto che la porta oggi a dividersi tra Roma e Dubai. “Le donne partecipanti, che siano vip veterane o giovanissime contemporanee, rappresentano mondi diversi che convergono nello spirito di pluralismo sociale degli Emirati Arabi Uniti – ha aggiunto -, che offre dignità e rispetto alle varie popolazioni pur diverse”. “Le storie di positività che raccontano queste donne rappresentano un percorso sostenuto da forza e determinazione che – ha concluso la producer - sono la chiave per raggiungere e superare ogni difficoltà ed arrivare al successo”.


[Benedetta Paravia durante le riprese del format 'HI Emirates]

Un progetto che arriva in parallelo ad un grande lavoro di apertura da parte del governo negli ultimi 30 anni che ha avviato anche una rilettura del Corano, libro sacro di pace all’interno del quale, ha sottolineato Benedetta Paravia, “non c’è nulla che non inviti alla comprensione ed alla generosità, dove ci sono parole di comprensione per tutti, soprattutto per la donna”. Il format verrà trasmesso durante il 2019 Anno della Tolleranza ad evidenziare quella promossa e professata da tutti e sette gli Emirati Arabi Uniti, un Paese definito dalla Paravia "una comunità per le comunità". Gli Emirati Arabi, infatti, sono l’unico Paese al mondo ad avere un Ministero per la Tolleranza per far sì che ognuno si senta il benvenuto e per la convivenza di valori tra le 280 nazionalità presenti sul territorio.

L’incontro termina con una serie di domande dal pubblico a dimostrazione del grande interesse suscitato da questo argomento e dal modo di comunicarlo che ha arricchito sicuramente la stampa e i presenti. Ma prima di andare c’è ancora una cosa da spiegare ancora: il particolare saluto con il gesto delle tre dita della mano puntate verso l’alto. Si chiama “Three fingered salute”, tre dita che tutte insieme hanno la forma della “W”, che sta per “Win”, l’indice e il medio sono la “V” di “Victory” e, ancora tutte insieme, vogliono dire “Vittoria, Trionfo e Amore”, i valori fondanti degli Emirati Arabi Uniti. Un saluto arrivato direttamente dallo Sceicco Mohammed bin Rashid al Maktoum che lo ha mostrato per la prima volta nel 2013, in occasione del Government Summit.

NOTE
[1]
Benedetta è anche una convinta filantropa: co-fondatrice e ambasciatore della onlus A.N.G.E.L.S. - Associazione Nazionale Giovani Energie Latrici di Solidarietà, per l'assistenza medica dei bambini malati dalle aree colpite dalla guerra. È l'unica artista al mondo che ha ricevuto il Patrocinio dell'UNESCO per aver scritto "Angels - una canzone per la pace" per importanza fondamentale per la pace e la solidarietà tra le popolazioni.