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Caritas: l'Italia ai nastri della ripartenza con 38mila i 'nuovi poveri'

Un focus dell'organismo pastorale della CEI evidenzia sono +105% l'aumento durante la pandemia delle richieste di beni di prima necessità e il numero di persone che per la prima volta si sono rivolte ai centri di ascolto e ai servizi di assistenza. I det

» Cronaca Italia Redazione - 02/05/2020
Fonte: Foto ©Comune Breda di Piave (TV)

È un’Italia più povera quella che si appresta a vivere la fase 2 dell’emergenza Covid-19. Stando ai nuovi dati diffusi dalla Caritas nei giorni scorsi su 101 centri diocesani, infatti, sono 38.580 i ‘nuovi poveri’, ovvero persone che per la prima volta si rivolgono ai centri di ascolto e ai servizi delle Caritas diocesane, +105% rispetto al periodo di pre-emergenza. Grazie ad una presenza capillare nei suoi 218 centri su territorio nazionale, l’organismo pastorale della CEI ha effettuato una rilevazione dal 9 al 24 aprile attraverso un questionario destinato ai direttori/responsabili Caritas che ha prodotto i numeri di questo promo monitoraggio su 101 Caritas diocesane, pari al 46% del totale.

BENI DI PRIMA NECESSITÀ, AUMENTA LA RICHIESTA. Il primo focus è sul crescita della richiesta di beni di prima necessità come cibo, viveri e pasti a domicilio, empori solidali, mense, vestiario, ma anche la domanda di aiuti economici per il pagamento delle bollette, degli affitti e delle spese per la gestione della casa. Nel contempo, aumenta il bisogno di ascolto, sostegno psicologico, di compagnia e di orientamento per le pratiche burocratiche legate alle misure di sostegno e di lavoro.



LA GRANDE CATENA DEL VOLONTARIATO.
Un dato confortante è il coinvolgimento della comunità e l’attivazione solidale che nel 76,2% delle Caritas monitorate ha riguardato enti pubblici, enti privati o terzo settore, parrocchie, gruppi di volontariato, singoli. Un fiorire di iniziative percepito anche a livello nazionale. A partire da Papa Francesco che ha donato 100mila euro per un primo significativo soccorso in questa fase di emergenza, e dalla Conferenza Episcopale Italiana che ha messo a disposizione un contributo di 10 milioni di euro dai fondi dell’otto per mille che i cittadini destinano alla Chiesa cattolica. A tutto questo si affianca la risposta alla campagna Caritas ‘Emergenza coronavirus: la concretezza della carità’, che ha raccolto finora più di 1,9 milioni di euro da parte di 3.760 offerenti. Oltre alle donazioni di singoli, si registrano quelle di aziende, imprese, comunità, parrocchie e altre Caritas nazionali. Il monitoraggio svolto conferma, inoltre, che nel 59,4% delle Caritas sono aumentati i volontari giovani, under 34, impegnati nelle attività e nei servizi, che hanno consentito di far fronte al calo degli over 65 rimasti inattivi per motivi precauzionali. Purtroppo 42 tra volontari e operatori sono risultati positivi al Covid19 in 22 Caritas diocesane e in 9 Caritas si sono registrati 10 decessi.






ESIGENZE DIVERSE, SERVIZI E INTERVENTI DIVERSI. Di fronte al mutare dei bisogni e delle richieste, sono cambiati o si sono adattati anche i servizi e gli interventi, in particolare: i servizi di ascolto e accompagnamento telefonico con 22.700 contatti registrati o anche in presenza negli ospedali e nelle Rsa; la fornitura di pasti da asporto e consegne a domicilio a favore di più di 56.500 persone;  la fornitura di dispositivi di protezione individuale e di igienizzanti a circa 290mila persone; le attività di sostegno per nomadi, giostrai e circensi costretti alla stanzialità; l’acquisto di farmaci e prodotti sanitari; la rimodulazione dei servizi per i senza dimora; i servizi di supporto psicologico; le iniziative di aiuto alle famiglie per smart working e didattica a distanza; gli interventi a sostegno delle piccole imprese; l’accompagnamento all’esperienza del lutto.

MATERIALI
- Sintesi grafica monitoraggio Caritas