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Violenza donne: "Chiedere aiuto senza vergognarsi è la via d'uscita"

Nel 2013 sono già 128 le vittime mentre le richieste di aiuto per stalking sono aumentate del 10% da gennaio. E se l'assistenza costa fino a 17 miliardi ogni anno, tanto resta ancora da fare dal punto di vista politico, economico e professionale

» Donne Redazione - 25/11/2013
Fonte: www.thehindu.com

Dalle discriminazioni sul lavoro a quelle della vita quotidiana. Sono tante le forme di violenza subite dalle donne ogni giorno. Un fenomeno inarrestabile che nelle percosse fisiche trova, purtroppo, lo sfogo maggiore con una preoccupante escalation negli ultimi mesi. Secondo i dati di Telefono Rosa, da gennaio ad oggi sono state infatti 128 le donne vittime di violenza, mentre le richieste di aiuto di donne vittime di stalking al numero attivato da Telefono Rosa sono aumentate nei primi sei mesi del 2013 di circa il 10 per cento. 

Una vergognosa conta di una pratica che aumenta la sua forbice ogni anno e che si scatena quasi sempre all'interno delle mura domestiche. L'autore è nel 48 per cento dei casi il marito, nel 12 per cento 128il convivente nel 23 per cento l'ex; si tratta poi di un uomo tra i 35 e i 54 anni nel 61 per cento dei casi, di un impiegato nel 21 per cento, e di una persona istruita (il 46 per cento ha la licenza media superiore e il 19 per cento la laurea). Il persecutore non fa poi in genere uso di alcol e di droghe (63 per cento). Anche il profilo della donna-vittima descrive una persona piuttosto normale: una donna di età compresa fra i 35 e 54 anni, con la licenza media superiore nel 53 per cento e la laurea nel 22 per cento.

17 MILIARDI DI EURO IL COSTO ASSISTENZIALE DELLA VIOLENZA…Numeri e dati che vengono amplificati da altri numeri. La violenza subita dalle donne ogni anno ha, infatti, un costo economico e sociale di quasi 17 miliardi di euro, l'equivalente di tre manovre finanziarie, il triplo della spesa pagata dal nostro paese ogni anno per incidenti stradali. La stima arriva  dall'indagine nazionale 'Quanto costa il silenzio?' presentata nei giorni scorsi da Intervita. Dei 16,719 miliardi di euro spesi ogni anno a causa della violenza di genere, 2,377 sono costi diretti: sanitari (460,4 milioni), consulenza psicologica (158,7 milioni), farmaci (44,5 milioni), ordine pubblico (235,7 milioni), giudiziari (421,3 milioni), spese legali (289,9 milioni), costi dei servizi sociali dei Comuni (154,6 milioni) e dei centri antiviolenza (circa 8 milioni). La mancata produttività è stimata invece in 604,1 milioni di euro. Soprattutto il dato sulle spese sanitarie, secondo Intervita, è sottostimato: perché solo il 3,3 per cento delle vittime ha fatto ricorso a cure ospedaliere. Il 96,7 per cento di episodi di violenza non ha dato luogo a ricoveri, ma molto probabilmente ha determinato conseguenze sulla salute e prodotto costi.

14 MILIARDI DI EURO IL COSTO UMANO. Il prezzo della violenza, però, lievita soprattutto a causa dei costi non monetari: si calcola in 14,3 miliardi di euro il costo umano, emotivo ed esistenziale sostenuto dalle vittime, dai loro figli e familiari. Include l'impatto della violenza sui bambini, l'erosione del capitale sociale, la riduzione della qualità della vita e della partecipazione alla vita democratica.

IL QUADRO ELLE DISPARITÀ DALL'ISTRUZIONE AL LAVORO. La violenza sulle donne passa anche attraverso le disparità nel lavoro: lo ricorda AlmaLaurea, consorzio di 64 atenei italiani, che nella classifica mondiale sulle disparità uomo-donna evidenzia come l'Italia si collochi all'80/o posto, dopo Perù e Cipro. Se come tutela della salute e istruzione la parità tra i generi si può dire raggiunta, sulla situazione politica, economica, professionale la strada da percorrere è ancora molto lunga. Il quadro non cambia se le donne sono più istruite degli uomini. Fra la popolazione dai 30 ai 34 anni le giovani con laurea sono il 24,2 per cento contro il 15,5 per cento dei maschi: quasi nove punti che contano assai poco. Tra i laureati specialistici biennali, già a un anno dalla laurea lavorano 55,5 donne e 63 uomini su cento, 7,5 punti di handicap al femminile. A un anno dal titolo, i laureati uomini possono contare più delle colleghe su un lavoro stabile (39 a 30 per cento) e guadagnano il 32 per cento in più (1.220 euro contro 924 euro mensili netti). A cinque anni dalla laurea lavorano 83 donne e 89 uomini su cento (6 per cento di differenza).


UNA RIFLESSIONE MUSICALE 

Questa è per G...lei è una ragazza che sistematicamente viene picchiata dal marito.

A volte si cercano le parole più delicate per dire una cosa...ma spesso sbattere la realtà così com'è è la cosa più giusta senza romanzare senza aggiungere nulla, solo la verità nuda e cruda.

E mi chiedo...come si fa a spiegare a una donna che non si può perdonare sempre tutto...non si può sperare che le persone cambino...non si può sperare che domani sarà migliore. Una canzone ti fa solo piangere e nulla di più...e intanto lasciar correre perchè alla fine tutto passa.

Ma c'è sempre una via d'uscita e a volte è semplicemente prendere e scappare e farsi aiutare...! E non vergognarsi...già perchè alla fine sembra impossibile, ma si vergogna...difende la persona che ha accanto...magari è l'ultima volta dice...ma come si fa a spiegare che se anche fosse stata la prima, sarebbe sempre una volta in più?!



Come si fa a spiegare che l'amore ha un solo significato e non ha sinonimi come possessione e ossessione...e questa invece è per la persona che ha accanto...

A fare un uomo vero non è lo sguardo da duro, non sono i tatuaggi, le ore in palestra...non è facendoti rispettare dagli altri che diventi vero...ma sapendo rispettare una donna che nonostante tutto ti chiama ancora marito...in realtà non sei neanche un uomo finto...sei solamente una bestia!

- Questa è per G, nella certezza che prima o poi capirà -

(Parole&musica: 4tu©)