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25 Aprile: il coraggio delle 'biciclettiste' partigiane nascoste dietro le quinte della Storia

Nella giornata del 75esimo anniversario della Liberazione dell'Italia dal nazifascismo, Sky Arte rende omaggio alle donne che hanno contribuito in maniera determinante alla Resistenza con il docu "Partigiane 2.0. La libertà ha sempre vent'anni"

» Donne Francesca Nanni - 25/04/2020
Fonte: Foto ©ANPI - Associazione Nazionale Partigiani d'Italia

Fecero la Storia in sella alle loro biciclette: le ‘biciclettiste' o 'staffette partigiane', “erano donne che tra il 1943 e il 1945 consegnavano ordini, comunicazioni, ma anche armi e munizioni, che accompagnavano uomini in fuga verso la salvezza e così via”. Un compito non privo di rischi (per la propria vita e si era spesso oggetto di sgradite e pesanti attenzioni maschili) da compiere con sangue freddo soprattutto a contatto con i posti di blocco nazifascisti.

Così il 25 Aprile, giorno in cui l’Italia celebra il 75esimo anniversario della sua liberazione dal nazifascismo, diventa anche un giorno di memoria sì per tutti coloro hanno combattuto con coraggio ma soprattutto le "biciclettiste che andavano come il vento". Donne che furono presto dimenticate principalmente perché dopo la Liberazione la qualifica di “partigiano” fu riconosciuta solo a chi aveva portato le armi per almeno tre mesi e aveva compiuto almeno tre azioni di guerra o sabotaggio.

Una decisione che lasciava fuori un grande numero di donne resistenti - salvo qualche caso eccezionale. Eppure sono state tantissime: i dati dell’Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (ANPI) parlano di circa 35mila partigiane e 70mila appartenenti ai Gruppi di Difesa della Donna; di queste 4.653 furono arrestate, torturate, condannate; 2.750 deportate e 623 fucilate o cadute in combattimento. Alle donne furono assegnate 19 medaglie d'oro al valore militare, di cui 15 alla memoria.

Proprio a loro Sky Arte rende omaggio con il documentario “Partigiane 2.0. La libertà ha sempre vent’anni”, in onda stasera alle 21.00. Venti anni come quelli che avevano queste ragazze che ieri rischiarono tutto pur di vedere una nuova Italia libera e democratica, vent’anni come quelli delle giovani "partigiane 2.0" appunto protagoniste del documentario, Ilaria Laise e Cecilia Gnocchi protagoniste di questo documentario, riprese sul campo in sella alle loro biciclette, nelle strade e nelle piazze di Milano mentre restaurano le lapidi dei partigiani.

Un docu-racconto corale parte dall'Italia in bianco e nero del ventennio fascista e arriva fino ai giorni nostri, affiancando ai volti delle partigiane di allora i volti delle attiviste per i diritti umani di oggi, o i murales colorati delle nostre periferie dove la ribellione dei writers tiene alimenta in qualche modo lo spirito di quelle battaglie che attraversano tutte le generazioni. Un racconto con tante storie che dal passato arriva al presente e si proietta nel futuro per testimoniare, ieri come oggi, come la salvaguardia della libertà, dei valori e della democrazia sono una priorità senza tempo nella Storia.