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Legge 194: presentata in parlamento la relazione annuale

Confermato dalle Istituzioni il calo delle IVG in Italia, che nel 2009 sono scese del 3,6% rispetto al 2008.

» Donne Redazione - 17/09/2010
Fonte: Immagine dal web

Nel 2009 le interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) sono scese rispetto al 2008. Il dato è contenuto nella relazione sull'applicazione della legge 194, che regola l'aborto, presentata lo scorso agosto al Parlamento. Il dossier contiene i dati definitivi del 2008 e provvisori del 2009: ancora una volta si conferma il calo delle IVG in Italia, costante dagli anni ottanta, secondo tutti i principali indicatori. Nel 2009 sono state effettuate 116mila 933 IVG, con un decremento del 3,6 per cento rispetto al dato definitivo del 2008.
 
Il tasso di abortività  (numero delle IVG per 1.000 donne in età feconda tra 15-49 anni), nel 2009 è risultato pari a 8,3 per 1.000, con un decremento del 3,9 per cento rispetto al 2008, con valori tra i più bassi di quanto è possibile osservare nel confronto con gli altri Paesi industrializzati. Il rapporto di abortività (numero delle IVG per 1.000 nati vivi) è risultato pari a 207,1 per 1.000 con un decremento del 2,8 per cento rispetto al 2008. I dati definitivi del 2008 dicono che il 33 per cento degli aborti in Italia è effettuato da donne straniere, mostrandone una sempre maggiore incidenza.

Si conferma quindi l'eccezionalità della situazione italiana rispetto ai paesi occidentali, specie quelli con cui più frequentemente ci misuriamo, come ad esempio Francia, Gran Bretagna e Spagna: l'interruzione volontaria di gravidanza non è considerata un mezzo di controllo delle nascite, nonostante nel nostro Paese l'accesso alla contraccezione chimica sia tra i più bassi d'Europa. L'impostazione della legge 194 che ritiene l'aborto non un diritto privato ma un dramma sociale, ha contribuito a creare un clima di vigilanza sul fenomeno: il monitoraggio continuo consentito dalla puntuale raccolta dei dati, insieme all'obbligo di eseguire gli interventi solo nelle strutture pubbliche (evitando che ci sia chi possa trarne profitto) sono alcuni aspetti della legge significativi in tal senso.
 
Le motivazioni principali della costante diminuzione del ricorso all'aborto sembrano però essere soprattutto culturali: la tenuta delle reti di rapporti familiari, innanzitutto,caratteristica del nostro Paese, e l'esistenza diffusa di un volontariato attivo nel sostegno alle maternità difficili, hanno sicuramente pesato nel calo delle IVG.

Le condizioni economiche non sembrano essere il fattore determinante nella scelta di proseguire o meno una gravidanza: nella gran parte dei casi quasi la metà delle IVG, sia fra le italiane (48,6 per cento) che fra le donne straniere (46,7 per cento) sono di donne con occupazione lavorativa, e solo l'11,9 per cento delle IVG fra le italiane e il 22 per cento fra le straniere riguardano donne disoccupate o in cerca di prima occupazione. È importante non perdere questa particolare situazione italiana, con un'attenzione anche all'introduzione delle nuove procedure abortive, come quella farmacologica: per migliorarla ulteriormente, come annunciato nella presentazione dell'Agenda Bioetica del Governo, si sta predisponendo il Piano Federale per la Vita, uno strumento in più nella prevenzione dell'aborto e nella tutela della maternità e della vita.


[Elaborazione da comunicato stampa ufficiale]