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Dai pidocchi alle gite, dai compiti alle cene di classe...ecco a voi le 'mamme digitali'

Lo psicologo Tonino Cantelmi: "Le donne oggi, sono abili con le tecnologie, usano chat, e-mail e Social Network per districarsi tra le incombenze quotidiane, stringendo cyber-alleanze per gestire al meglio i piccoli di casa"

» Donne Aura De Luca - 14/02/2014

Abili con le nuove tecnologie, sempre connesse e aggiornate in tempo reale. Usano i nuovi dispositivi per organizzare non solo la quotidianità familiare, ma anche e soprattutto per gestire le attività scolastiche e non dei propri figli. Dopo i 'nativi digitali', ora è la volta delle loro mamme, gruppi di donne i cui bambini frequentano la scuola materna o elementare, che interagiscono attraverso chat WhatsApp, e-mail e Social Network per aggiornarsi in tempo reale su compiti, organizzazione delle gite, libri dimenticati, cene di classe, ma anche per gestire e risolvere problemi di ordine pratico come epidemie di pidocchi, malattie virali e altre informazioni di servizio.

"Ebbene sì, non solo i bambini ma anche le loro mamme sono digitali. Sono abili con le tecnologie, usano chat, mail e Facebook per districarsi tra le incombenze quotidiane, stipulando cyber-alleanze per gestire al meglio i piccoli di casa", commenta Tonino Cantelmi, docente di psicologia dello sviluppo all'Università Lumsa di Roma, che da anni studia i nativi digitali. Nell'analisi di questo fenomeno, l'esperto fa notare che questa attitudine si manifesta già fin dalla nascita del proprio bambino: "Non mancano, infatti, neomamme - dice lo psicologo - che con l'aiuto della tecnologia hanno potuto portare le amiche fino in sala parto".

CONFRONTARSI ONLINE SU SCELTE DA METTERE IN COMUNE. Gli esempio di gruppi di classe di mamme digitali non mancano. A Roma come a Milano, in molte scuole elementari sono spuntati in questi mesi gruppi di classe battezzati semplicemente con il nome della sezione (ad esempio II D, IV E) o in modo più fantasioso, come ad esempio dice Cantelmi: "Le mamme di una quarta che conosco hanno creato il gruppo 'Verso la quinta'". Insomma, diversamente dall'utilizzo dei loro figli, le nuove tecnologie per le donne di oggi significa "essere allineate in tempo reale su tutto ciò che accade ai nostri bambini - racconta una mamma della Scuola Girolami di Roma -. Avere un confronto con le altre mamme e fare le scelte migliori da mettere poi in comune". Questo grazie anche alle qualità delle tecnologie stesse, come spiega un'altra mamma rappresentante di classe: "Velocità e capacità di relazione: il gruppo rende più facile la comunicazione". E il servizio scelto per comunicare varia a seconda delle esigenze: "Noi per ora ci limitiamo a usare solo le e-mail, ma vogliamo creare un gruppo su Facebook", racconta la mamma di un bimbo della scuola Pistella.

TRA DOGLIE ED EPIDURALE IL PARTO DIVENTA 'SOCIAL'. Singolare e 'multimediale' anche l'esperienza di una mamma 33enne di Roma al primo figlio. Una ragazza solare, con tantissime amiche. Forse troppe: nel momento in cui la sua bimba ha deciso di nascere andavano 'aggiornate' tutte in tempo reale sui progressi del travaglio, soprattutto perché lei era la prima ad avere un bebè. Curiosità e batticuore ai massimi livelli, dunque. E quale miglior strumento di una chat sincronizzata sui telefonini di tutte le trepidanti 'zie' in erba per tenerle al corrente di quello che stava accadendo in ospedale, dove fra l'altro non sarebbero potute entrare? "La nostra amica per fortuna ha avuto un parto molto tranquillo e sereno, oserei dire facile - racconta alla stampa una delle 'zie' - per questo ha trovato l'energia e l'entusiasmo di scriverci messaggi circa ogni mezzora. Tutto è iniziato con un: 'Ragazze, niente panico ma...sono in ospedale, è arrivato il momento!'. Subito dopo 'le contrazioni aumentano'. E poi 'Mi stanno per fare l'epidurale'. E quando la piccola è venuta al mondo, l'abbiamo potuta ammirare in foto in tutto il suo splendore dai nostri smartphone, in tempo quasi reale". "C'era anche chi ha potuto seguire l'evento dall'estero e congratularsi in diretta con la neomamma - prosegue la zia -. In tutto, una decina di donne attaccate al telefonino per non perdersi nulla del lieto evento".

L'EFFETTO RERGESSIONE LICEALE IL RISCHIO PIÙ COMUNE. Insomma, "per le mamme digitali e Social le nuove tecnologie sono un mezzo di indubbia utilità, anche se sono emersi già alcuni punti deboli - ammonisce lo psicologo Cantelmi -. A volte infatti le madri usano questi gruppi quasi come adolescenti, scambiandosi commenti pop o, nel caso delle recenti feste di Natale, catene di auguri con emoticon e animaletti. È un po' come se tornassero agli anni del liceo". "Oltretutto raramente si sfruttano questa possibilità per organizzare incontri e uscite 'dal vivo'. Il mutuo aiuto va bene - afferma lo psicologo - ma non vorrei che questo mezzo diventasse un altro alleato della vita virtuale, in cui non conosci le facce delle persone con cui interagisci". Insomma, via libera alle mamme scatenate sui social media e alla cyber-alleanza tra genitrici, "ma ogni tanto sarebbe utile incontrarsi e parlare dal vivo, faccia a faccia, e non solo dei bambini, organizzando una pizza di mamme - suggerisce Cantelmi - magari con l'aiuto di WhatsApp".