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L'ANALISI - Se la crisi colpisce i consumi delle donne italiane

Secondo una ricerca del Cermes Bocconi l'89% delle intervistate ha tagliato le spese, sopratutto quelle superflue, segnando un ritorno al self made e all'accurata pianificazione degli acquisti, anche in Rete. Emergono così 4 profili-tipo di consumatrici

» Donne Redazione - 09/04/2013
Fonte: Immagine dal web

Riduzione degli acquisti, ritorno al fatto in casa e pianificazione. Sono queste le tre parole chiave che stanno segnando i comportamenti di consumo delle donne italiane durante la crisi, secondo una ricerca effettuata dal Cermes Bocconi su un campione di 1.000 consumatrici e presentata il 9 aprile a Milano. Strategie, quelle dell'autolimitazione e di un consumo più responsabile, che lo studio ha ora tradotto in numeri: a tagliare le spese, soprattutto quelle superflue, è l'89 per cento delle italiane.

Lo studio, che incrociando i risultati con i dati demografici delle intervistate crea anche quattro categorie-tipo di consumatrici (le native digitali, le consapevoli, le combattenti, le realizzate; vedi tabella), evidenzia come i primi a finire sotto la scure siano gli acquisti che riguardano le vacanze (per il 72 per cento delle rispondenti), le uscite con amici e parenti (67 per cento), l'abbigliamento (66 per cento) e la cura del corpo (62 per cento). E questo non solo tra le donne meno abbienti, che per far quadrare i conti spesso vi rinunciavano anche prima, ma anche tra coloro che sembrano avere patito meno gli effetti recessivi.

Ad essere colpito anche il consumo culturale (cinema, libri, mostre), ridotto da quasi la metà del campione (47 per cento), così come l'uso dell'auto, penalizzato da 4 donne su dieci. Risentono meno la salute (indicata dal 20 per cento del campione), la telefonia (22 per cento), le spese alimentari (27 per cento) e quelle per lo svago domestico (27 per cento). Percentuali medie che, tuttavia, evide nziano come la crisi si sia fatta sentire anche in ambiti sui quali la spesa è solitamente meno soggetta a contrazione. La riduzione dei consumi si traduce in strategie precise: il 71 per cento delle donne va sistematicamente alla ricerca di sconti e promozioni, mentre il 35 per cento ha eliminato i prodotti di marca e acquista solo prodotti a marchio del supermercato.



Parallelamente alla riduzione dei consumi, dalla ricerca emerge anche la tendenza a farsi le cose da sé: il 79 per cento del campione afferma di ricorrere sempre più al self made in diversi ambiti della quotidianità, come la preparazione dei cibi e la cura personale. Le donne che adesso preparano a casa ciò che prima acquistavano già pronto sono il 46,7 per cento, mentre quelle che fanno da sole ciò che prima lasciavano all'estetista e al parrucchiere sono quasi il 57 per cento. In generale, poi, dai dati del Cermes emerge una maggiore attenzione per l'essenzialità nei comportamenti di consumo, visto che il 65 per cento delle donne afferma di fare maggiore attenzione agli acquisti anche quando se li può permettere.

I 4 IDENTIKIT DELLE DONNE ITALIANE SECONDO L'INDAGINE





"Da questo studio emergono diversi elementi sul modo in cui le donne stanno combattendo la crisi", spiegano Stefania Borghini e Francesca Valsesia, docenti di marketing rispettivamente alla Bocconi e alla SDA Bocconi, curatrici della ricerca per il Cermes. "Il primo è che le consumatrici stanno effettivamente mostrando un comportamento di acquisto più ragionato e responsabile, a riprova che un certo consumo etico è ancora possibile. Anche le donne che dichiarano di risentire meno delle difficoltà economiche stanno riorientando alcuni consumi". "Il secondo elemento, di contro, è che anche gli ambiti di acquisto primari, come il cibo, diventano oggetto di tagli sempre più frequenti. Se la media delle donne che risparmiano sugli alimentari è il 27 per cento - concludono le docenti della Bocconi -, tra le fasce economicamente più deboli si arriva al 36 per cento".