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Mutilazioni genitali femminili: scheda

Praticate in larga parte in Africa le MGF assumono varie tipologie a seconda della comunità di appartenenza. É una sorta di rituale che porta con sé molte conseguenze a livello medico-infettivo. Le motivazioni religiose speso alla base del fenomeno.

» Donne Aura De Luca - 02/12/2010

É diffusa in 28 paesi dell’Africa Sub-Sahariana, in alcuni paesi asiatici e del Medio Oriente, e in alcune comunità dell'America Latina. Con la forte migrazione avvenuta negli ultimi anni, però, la pratica delle mutilazioni genitali femminili è stata importata anche in Europa, tanto da riguardare oggi circa 500mila tra donne e ragazze europee. Si stima, inoltre, che siano 180mila le bambine, sempre europee, che rischiano di subire la pratica. Nello specifico il termine 'mutilazione' utilizzato con riferimento a questo fenomeno è stato introdotto alla fine degli anni Settanta in sostituzione del termine 'circoncisione femminile', per sottolinearne i danni irreversibili sulla salute delle donne. Con l'espressione 'mutilazioni genitali femminili (MGF)' si fa riferimento, dunque, a "tutte le forme di rimozione parziale o totale dei genitali femminili esterni o ad altre modificazioni indotte agli organi genitali femminili, effettuate per ragioni culturali o altre ragioni non terapeutiche".

TIPOLOGIE. Secondo l'Organizzazione mondiale di sanità (OMS) le MGF assumono forme diverse forme a seconda della comunità etnica di appartenenza. Nel 2008, infatti, l'Organizzazione ha classificato le mutilazioni genitali femminili in quattro tipi:

1 Clitoridectomia. Asportazione totale o parziale del clitoride

2 Escissione. Parziale o totale rimozione del clitoride e delle piccole labbra, con o senza escissione delle grandi labbra.

3 Infibulazione. restringimento dell'orifizio vaginale con la creazione di un sigillo dato dal taglio e la cucitura delle piccole labbra e/o delle grandi labbra, con o senza l'escissione del clitoride.

4 Prickin e le altre. Tutte le altre procedure dannose per gli organi genitali femminili effettuati per scopi non-medici quali, ad esempio, pricking, piercing, incisioni, cauterizzazioni e raschiature.

ASPETTI GENERALI. Di solito, la MGF è eseguita in pessime condizioni igieniche da praticanti tradizionali (donne, generalmente anziane e autorevoli), su richiesta della famiglia, su bambine di età da 0 a 15 anni. In alcuni paesi africani, per ridurre gli effetti negativi sulla salute, le MGF sono eseguite da personale medico specializzato, in condizioni igieniche e controllate, e in versioni 'light', con la semplice incisione o puntura invece dell'infibulazione. Tuttavia, L'OMS, l'International Council of Nurses (ICN), la Confederazione Internazionale delle Ostetriche (ICM) e la Federazione dei Ginecologi e Ostetrici (FIGO) hanno dichiarato la loro opposizione alla medicalizzazione delle MGF e hanno consigliato che non devono essere eseguite da professionisti sanitari o in stabilimenti sanitari in nessun caso in quanto contraria al principio di deontologia medica che è "non nuocere", ed è una pratica che viola i diritti umani.

CONSEGUENZE. Emorragie, che possono portare ad un'anemia a lungo termine, shock, infezioni, difficoltà a urinare, lesioni dei tessuti, tetano, e in alcuni casi anche la morte: sono queste alcune delle conseguenza immediate delle MGF. Oltre al forte dolore durante e nelle settimane successive al taglio, le donne che hanno subito una mutilazione saranno soggetti a problemi fisici, sessuali e psicologici che si protrarranno tutta la vita. Conseguenze a lungo termine comprendono il dolore cronico, infezioni pelviche croniche, e lo sviluppo di cisti, ascessi e ulcere genitali; infezioni del sistema riproduttivo, frigidità e rapporti sessuali dolorosi, nonché problemi durante la gravidanza e il parto.

MOTIVAZIONI. Le motivazioni alla base di tale pratica sono diverse, variano anche tra regioni, gruppi etnici e comunità, ma sono sempre radicate nella tradizione:

- Socio-culturali. In alcune comunità vi è la credenza che una donna possa raggiungere la maturità e divenire a pieno titolo componente della comunità soltanto con la rimozione del clitoride. La donna, privata di una parte dei suoi organi genitali, sarà libera da quelle pulsioni sessuali giudicate incontrollabili e che potrebbero mettere in pericolo il matrimonio.

- Igieniche ed estetiche. Le comunità che praticano le MGF associano ai genitali femminili esterni un'idea di bruttezza e di nocività. La rimozione, più o meno radicale, delle parti esterne rende la donna più bella da un punto di vista estetico e più pulita da un punto di vista igienico, un concetto di bellezza cui è associato un significato più profondo di purezza spirituale.

- Spirituali e religiose. Alcune comunità derivano questo imperativo dalla religione e credono, pertanto, che le MGF siano indispensabili per rendere le giovani donne pure spiritualmente.

- Psicologiche e sessuali. In alcune comunità si tende a sostenere la necessità di MGF per prevenire una incontrollata attività sessuale delle giovani donne, dovuta ad una crescita eccessiva del clitoride che aumenterebbe il desiderio sessuale. Le MGF sarebbero quindi necessarie per preservare la verginità delle giovani donne che possono così giungere al matrimonio vergini, per tutelare gli uomini e l'intera comunità da una vita sessualmente dissoluta. In alcune comunità si crede inoltre che le MGF possano favorire la fertilità.