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Irresponsabili a chi? I giovani tra Coronablues, resilienza ed evoluzione digitale familiare

Rispettosi delle regole, resilienti, fiduciosi che il domani li consideri davvero: sono i ragazzi italiani che emergono dall'Osservatorio Giovani e Futuro di MTV: "Ripartire da loro, ribaltando la cronica condizione di marginalità in cui si trovano"

» Costume Redazione - 29/04/2020
Fonte: Photo by Simon Maage on Unsplash

Troppo a lungo dipinti come una generazione irresponsabile e viziata i giovani italiani ai tempi del Covid-19 hanno saputo stupire per l’attenzione dimostrata all’emergenza con quella sensibilità emotiva a volte poco espressa. Loro, veri alfieri rispettosi delle regole e resilienti, di un profondo impegno sociale e di una evidente trasformazione digitale soprattutto familiare che la pandemia ha portato con sé. È questo il ritratto dei giovani italiani ai tempi del Coronavirus disegnato dall’indagine dell'Osservatorio Giovani e Futuro di MTV, sugli under-30 italiani promossa da ViacomCBS Networks Italia, in relazione all’emergenza sanitaria in corso su un campione di mille giovani tra i 16 e i 30 anni.

“MTV ha un rapporto storico con le giovani generazioni - spiega Andrea Castellari, EVP e Amministratore Delegato ViacomCBS Networks Italia, Medio Oriente e Turchia - e i dati ci dicono che dobbiamo ripartire da loro. I ragazzi chiedono di essere riconosciuti come risorsa su cui investire nel lungo percorso verso il rilancio della nostra economia di non essere più considerati come ‘un onere di sistema’”. “Incentivare la condivisione di idee innovative, incubatori e start-up, valorizzare in sede di assunzione le esperienze di impegno sociale e volontariato, favorire il ricorso a e-learning e smart working anche in futuro: pensiamo - conclude Castellari - che un segnale concreto di attenzione verso i ragazzi possa e debba partire da qui. Su questo sarà certamente necessario riflettere, anche a livello istituzionale”.




IRRESPONSABILI A CHI? OLTRE IL CORONABLUES I GIOVANI TRA PREOCCUPAZIONE…
I ragazzi vivono la situazione indotta dal Covid19 con un caleidoscopio di emozioni dalla preoccupazione, all'ansia, allo stress: l’86% è preoccupato per la situazione economica in Italia e nel mondo mentre l’80% teme un forte impatto psicologico per le persone. Preoccupa la salute dei familiari (75%), la tenuta del sistema sanitario (83%), la diffusione dell’epidemia nelle regioni del Sud (75%).

…E VOGLIA DI IMPEGNARSI. A dispetto della convinzione che i giovani preferiscano divertirsi piuttosto che seguire le regole l’86% dei giovani condivide e rispetta le regole imposte dai decreti modificando velocemente le proprie abitudini (81%), anche il 13% dei ragazzi che le ritiene “non giuste” dichiara di rispettarle ugualmente. Da qui il 68% del campione sperimenta nuovi modi per stare in contatto con i coetanei: l’81% ricorre alle videochiamate singole o di gruppo; il 44% condivide video o immagini divertenti per sdrammatizzare; il 23% affida il proprio pensiero a post o foto sui social; il 10% partecipa ad eventi on line. La pandemia, inoltre, ha ridestato fortemente la loro volontà di mettersi al servizio della comunità: il 51% si rende utile per parenti stretti e vicini di casa; il 22% ha partecipa a iniziative di volontariato; il 35% promuove e/o partecipa a raccolte fondi o donazioni.



GIOVANI ITALIANI “ON-LIFERS”. Se da una parte il lockdown ha amplificato la dimensione della convivenza e della vicinanza, sfumando i contorni tra la quotidianità reale e quella virtuale. Dall’altra i giovani si dimostrano acceleratori della trasformazione digitale nelle famiglie dove dettano la propria originale agenda di consumo mediatico, svecchiando stili di vita, abitudini e convenzioni decennali. Così viene fuori che il 36% del campione sta riscoprendo relazioni importanti che prima dava per scontate, il 38% pensa che post emergenza la propria famiglia sarà più unita; il 23% dei ragazzi non nasconde, tuttavia, che passare molto più tempo con i familiari sia un elemento di stress (16-19enni); alla compagnia dei familiari i ragazzi alternano momenti di informazione e intrattenimento che dallo schermo televisivo si specchiano sul display del cellulare, del tablet, del PC.

FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI, INFORMAZIONE E FAKE NEWS. Azioni coese e coerenti: questo è stato centrale nel giudizio che i ragazzi hanno dato delle istituzioni, facendo pendere l’ago della bilancia della fiducia pende verso le organizzazioni - pubbliche o private - che hanno saputo dare prova di incisività. L’82% dei ragazzi infatti ha fiducia nella Protezione Civile e nel 66% dei casi questa convincione si è rafforzata. Il 79% del campione ha fiducia nelle aziende private che hanno fatto donazioni. L’82% dei 16-19enni guarda la tv per informarsi ma solo il 70% la ritiene una fonte affidabile. Il 68% si informa su siti istituzionali, ritenuti affidabili nell’87% dei casi. L’83% pensa che le fake news siano un problema da controllare. Il 19% del campione ha fiducia nei partiti politici (il 32% ne ha meno rispetto al periodo pre-covid).



FIDUCIA IN CALO NELL’UNIONE EUROPEA. La controversa gestione dell’emergenza sanitaria a livello europeo sembra avere raffreddato il consenso dei ragazzi: rispetto al periodo pre-covid diminuisce la fiducia con il 53% del campione, solo 1 intervistato su 4 pensa che l’Europa aiuterà l’Italia a uscire dalla crisi. Il 68% pensa che l’Italia sia stata lasciata sola dall’UE nella gestione dell’epidemia (nel 2019, il 58% affermava che l’appartenenza all’UE fosse un bene per il proprio paese).  L’86% crede che servano misure comuni a tutti i paesi europei, per poter uscire dalla crisi.

IL MONDO CHE VERRÀ. I giovani sanno che la pandemia sarà uno spartiacque ma pensano che il senso di appartenenza ad una comunità nazionale solidale possa essere la risorsa decisiva. L’86% dice che PMI e partite IVA potranno trovarsi in difficoltà economiche serie; rispettivamente l’86% e l’87% ritengono che le competenze scientifiche troveranno una nuova centralità e si dovrà riconoscere l’importanza della sanità pubblica, in cui tornare ad investire; per il 74% la digitalizzazione sarà la risorsa più utilizzata per lavorare e studiare, anche se gli smart workers intervistati (224 unità) lamentano una dotazione domestica non adeguata al lavoro agile.

E-LEARNING E MATURITÀ. I più giovani riconoscono che le nuove modalità di studio rappresentano un’opportunità ma le vivono come strumenti compensatori: la scuola resta il luogo di crescita per eccellenza. Il 94% del campione fa e-learning, il 65% ne è soddisfatto ma 8 ragazzi su 10 pensano che la relazione diretta con compagni e insegnanti sia insostituibile. Il 51% pensa sia giusto che i voti assegnati nelle classi virtuali vengano ritenuti validi, il 66% che la promozione debba essere garantita a tutti, prevedendo poi corsi successivi per colmare le lacune. Il 67% degli studenti all’ultimo anno di scuola superiore è preoccupato che la situazione impatti negativamente sull’ingresso in università. I ragazzi non chiedono l’annullamento dell’esame di maturità ma una revisione che lo semplifichi con prova d’esame commisurata al programma svolto (97%), una commissione interna (91%), l’ammissione per tutti gli studenti (64%) con esame solo orale per il 70% del campione.

MATERIALI
- La ricerca dell'Osservatorio Giovani e Futuro di MTV
- Infografiche della ricerca