Inchiesta: Università e Lettori stranieri

Università e lettori stranieri: da Siena lettera aperta al presidente Napolitano

Conti in rosso, tagli agli stipendi già dimezzati e contratti lesivi dei diritti dei docenti stranieri. Riceviamo e pubblichiamo la lettera che i CEL dell'ateneo toscano hanno scritto al Capo dello Stato per spiegare come vivono da oltre un anno.

Cronaca Italia Redazione 11/07/2011
Titolo: Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
Fonte: Immagine dal web

Collaboratori ed Esperti Linguistici
Centro Linguistico di Ateneo
Università degli Studi di Siena
Piazza San Francesco
53100 Siena


Alla cortese attenzione del
Signor Presidente della Repubblica
On. Giorgio Napolitano 

Oggetto: Lettera da parte dei lettori dell'Università di Siena.

Illustrissimo Signor Presidente,
Siamo Collaboratori Esperti Linguistici (CEL) – detti anche lettori di madrelingua straniera – dell'Università di Siena, che ricorrono a Lei per porre alla Sua attenzione la gravissima situazione stipendiale e contrattuale in cui ci troviamo dallo scorso maggio 2010, certi di trovare in Lei un ascolto prezioso.

Innanzitutto, La ringraziamo per l'attenzione che ha rivolto alla riforma Gelmini sull'Università, sottolineando l'importanza di rivedere alcuni punti dell'articolo 26 riguardanti noi lettori di madrelingua straniera/CEL.

L'Università di Siena si trova in una situazione finanziaria disastrosa. Il precedente Rettore, Prof. Silvano Focardi (in carica fino al novembre 2010), ed il Consiglio di Amministrazione hanno deciso unilateralmente ed autoritariamente, di sospendere l'intero trattamento integrativo di noi lettori/CEL, decurtandoci, così, circa 2/3 della nostra retribuzione lorda. Questa grave misura rappresenta un caso unico, e finora inaudito, nell'intero settore dell'impiego pubblico in Italia, poiché ci discrimina dal trattamento riservato a tutti gli altri dipendenti dell'Università. Senza volerci dilungare con troppi esempi, vorremmo accennare brevemente ad una sola conseguenza: personale qualificato non facilmente sostituibile, di alta formazione professionale, con specializzazione accademica e didattica acquisita durante decenni, si trova costretto, per tale drastica decurtazione stipendiale, a cercare altre occupazioni, fino a giungere all’auto-licenziamento, e tutto questo soltanto per far fronte alle urgenze più immediate (affitto, cure mediche ecc.).

Malgrado la nostra disponibilità nel volere continuare le contrattazioni, anche accettando una riduzione notevole dello stipendio, l'Amministrazione dell'Università di Siena ha cercato finora di imporci un nuovo contratto che non solo è fortemente regressivo sul piano economico, ma che rappresenta un'aperta violazione dei nostri diritti sanciti dalla Costituzione, dal codice civile e da ripetute Sentenze della Corte di Cassazione Italiana e della Corte di Giustizia Europea, come espressamente confermato dalla recente Sentenza del 22.11.2010 del Giudice del Lavoro di Siena, cui siamo dovuti ricorrere. L'Università ha fatto appello contro questa sentenza, e l'attuale Rettore, Prof. Angelo Riccaboni, ha comunicato il 14 aprile l'orientamento del CdA di "attendere la conclusione della vertenza giudiziaria", la cui prima udienza presso la Corte d'Appello di Firenze è prevista a gennaio 2012.  

Anche l'Unione Europea si sta interessando alla situazione del lettori/CEL in Italia - un problema irrisolto ormai da decenni! -  ed ha già espresso preoccupazione per l'art.26 della legge Gelmini, sulla quale, Signor Presidente, anche lei aveva espresso dei dubbi. In occasione dellincontro del 22 e 23 giugno a Roma con il nostro ministro degli Esteri Franco Frattini, il ministro britannico per l'Europa, David Lidington, è intenzionato a riprendere l'argomento. 

Oltre all'insegnamento delle lingue offerto a tutti gli studenti iscritti alle lauree triennali e magistrali, il nostro lavoro altamente qualificato consente di svolgere in lingua straniera le prove di ammissione, gli esami finali e le lezioni stesse di alcuni corsi di Laurea Magistrale e di Dottorato, e di attrarre a Siena ricercatori da tutto il mondo (il 40% dei nostri dottorandi sono stranieri).

Ecco, dunque, Signor Presidente, un breve scorcio di quello che sta succedendo qui a Siena. Ci ricordiamo, peraltro, le Sue parole del maggio 2010 quando Lei ha auspicato che i tagli "siano equi": è difficile immaginare tagli più iniqui di questi. Ci pare incredibile che tutto ciò sia potuto accadere in tempi tanto brevi: lasciando noi lavoratori con solo 1/3 della retribuzione, si compromette gravemente l'offerta scientifica e didattica che noi stiamo continuando, nonostante tutti questi sacrifici, a fornire agli studenti e ai docenti dell'Università di Siena, contribuendo, così, ad attrarre iscrizioni e, quindi, a tutto l'insieme delle attività economiche e culturali del territorio senese. 

Fiduciosi della Sua attenzione, La ringraziamo per la Sua disponibilità e Le confermiamo la nostra profonda stima nel preziosissimo lavoro che Lei svolge quotidianamente.


Con un saluto cordialissimo,
I Collaboratori Esperti Linguistici dell'Università di Siena

Siena, il 21 giugno 2011

LINK
- La lettera in originale (pdf)