Inchiesta: Speciale Melanoma

Melanoma: ecco le risposte alle domande più frequenti

Dal grado di abbronzatura alle creme solari protettive fino ai possibili danni alla pelle, ma anche l'insorgere del tumore, la diagnosi corretta e la prevenzione da svolgere. Sono alcuni dei quesiti comuni ai quali risponde la SIDeMAST*.

Salute e Prevenzione Redazione 15/05/2011
Fonte: Immagine dal web

Chi è a rischio di melanoma?
Il rischio di sviluppare un melanoma è maggiore in soggetti con pelle chiara e occhi chiari (celesti o verdi), tendenza a formare lentiggini e in persone con numerosi nevi (>100). Ulteriori fattori di rischio sono rappresentati dalle frequenti esposizioni solari, di cui oggi sono più comuni quelle a scopo ricreativo. Infine, una storia di scottature solari, specialmente durante l'infanzia e l'adolescenza ed una storia personale o familiare di melanoma contribuiscono ad aumentare il rischio di sviluppare un melanoma. In generale, il melanoma ha la stessa frequenza negli uomini e nelle donne, può svilupparsi a qualsiasi età ma è estremamente raro nei bambini.

Qual è la causa dell'aumento di incidenza del melanoma?
La principale causa dell’aumentata incidenza di tumori cutanei riscontrata nelle ultime decadi è rappresentata dal comportamento che le persone hanno nei confronti del sole, oltre alla riduzione dello strato di ozono. L'incremento delle attività ricreative all'aperto e l'aumento dell'esposizione al sole hanno portato ad un'eccessiva esposizione ai raggi ultravioletti (UV). Molte persone considerano l'abbronzatura un simbolo di fascino e di benessere fisico. In realtà, l'abbronzatura è esclusivamente il segno di danno da raggi UV e rappresenta il tentativo della cute di minimizzare ulteriori danni.

Come combattere il melanoma? La prevenzione e la diagnosi precoce
La diagnosi precoce di melanoma e un tempestivo trattamento chirurgico sono i punti chiave per una prognosi favorevole. L'autoesame della cute ogni 2-3 mesi combinato a periodiche visite dermatologiche, soprattutto quando sorgono dei dubbi relativamente ad una specifica lesione cutanea, dovrebbero diventare delle pratiche standard al fine di ridurre il più possibile la mortalità da melanoma.

Il sole causa ulteriori danni alla cute?
Oltre al melanoma, le radiazioni ultraviolette causano altri tipi di tumori cutanei denominati tumori cutanei non-melanoma i quali, sebbene non fatali, possono avere esiti sfiguranti. Le radiazioni ultraviolette provocano, inoltre, un precoce invecchiamento della cute, la formazione di rughe, la comparsa di macchie brune, cute secca e ruvida, capillari dilatati e rotti, e chiazze ricoperte di squame, che nel loro insieme sono noti come i segni di fotodanneggiamento.

Gli schermi solari garantiscono una protezione sicura a lungo?
Un blocco completo delle radiazioni solari, nel senso letterale del termine, non esiste ancora. Una quantità variabile di radiazioni UV di lunghezza d’onda maggiore, cioè gli UVA, non vengono filtrati dagli attuali filtri solari nonostante esistano formulazioni con elevato fattore protettivo. L'effetto cumulativo di tali raggi che non vengono filtrati può portare alla formazione di tumori cutanei e ad un precoce invecchiamento cutaneo. Non si dovrebbe stare al sole troppo a lungo avendo la falsa impressione che i raggi ultravioletti siano completamente bloccati dai filtri solari. L'esposizione solare dovrebbe essere evitata nella fascia oraria che va dalle 11.00 del mattino e le 15.00, quando i raggi solari sono più forti.

Quanto è sicura un'abbronzatura artificiale con lampade solari?
I lettini solari e/o cabine presenti nei centri estetici inducono un’abbronzatura della cute attraverso l'utilizzo di raggi UVA i quali, sebbene estremamente efficaci nell'indurre un'abbronzatura senza scottature, tuttavia aumentano considerevolmente il rischio di sviluppare tumori cutanei e di indurre un precoce invecchiamento cutaneo. Una cosa di cui le persone dovrebbero essere avvertite è che un'abbronzatura ottenuta artificialmente per mezzo di lettini e cabine solari non protegge la loro cute dalle scottature una volta che ci si espone al sole (sono i raggi UVB ad essere responsabili delle scottature).

È consigliabile l'uso di creme autoabbronzanti? Quali i suggerimenti del dermatologo?
L'uso di creme autoabbronzanti è di gran lunga più sicuro dell'abbronzatura solare. Le creme autoabbronzanti producono un'abbronzatura simile a quella naturale attraverso una reazione chimica che avviene nella cute. In persone che sono molto desiderose di avere un'abbronzatura è possibile ottenere l'effetto cosmetico desiderato dopo l'applicazione di creme autoabbronzanti, senza dover ricorrere a veri e propri bagni solari. L'applicazione di creme autoabbronzanti deve essere effettuata ogni 1-2 settimane allo scopo di mantenere l'abbronzatura man mano che gli strati superficiali della cute vengono rinnovati. È tuttavia da ricordare che le creme autoabbronzanti non sono protettive nei confronti delle radiazioni UV e i consumatori dovrebbero essere opportunamente avvertiti.

* SIDeMAST, Società Italiana Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse