Inchiesta: Inchiesta Aiazzone

Aiazzone: il nodo della Cigs. Panmedia in bilico

Prosegue la nostra inchiesta ? Dopo gli arresti, ore forse decisive per i lavoratori B&S, Emmeuno ed Emmedue. La società torinese eviterà la sorte del fallimento che sembra già scritta? Intanto si muovono i fornitori e l'Antitrust

Cronaca economica Ulisse Spinnato Vega 19/04/2011
Fonte: Immagine dal web

Tra fallimenti societari veri, presunti o attesi (magari a giorni), revoche di affitti di rami d'azienda e tavoli al ministero del Lavoro, in questa fase la vicenda Aiazzone è prima di tutto un rebus sindacale e un martirio psicologico per la gran parte degli oltre 700 lavoratori del gruppo.

PANMEDIA IN BILICO. A parte i circa 195 di Holding dell'Arredo che hanno almeno potuto accedere alla cassa integrazione straordinaria per crisi grazie anche alla solerzia del curatore fallimentare Sergio Scicchitano, tutti gli altri dipendenti restano sulla graticola in attesa di una svolta. "Stiamo messi male, siamo a casa e non prendiamo nulla", dice un dipendente di Capena. Il gruppo B&S è fallito e il curatore Marcello De Sanctis (che rimpalla la richiesta di un contatto da parte di Nannimagazine.it) avrebbe già revocato l'affitto di ramo d'azienda con Panmedia. La società torinese di Giuseppe Gallo potrebbe così vedersi mancare la terra sotto i piedi nell'atto di spiccare il salto verso l'amministrazione straordinaria, premessa inderogabile per un difficile tentativo di rilancio. Gallo, ora agli arresti domiciliari per il rischio di inquinamento prove, ha tenuto pochi giorni fa una riunione a Via Cavalcanti e sembra ancora intenzionato a evitare il fallimento. Si tratta di una sfida difficilissima, un'impresa che diverrebbe disperata se la curatela fallimentare di B&S togliesse ogni presupposto di ripresa come già aveva fatto Scicchitano sul fronte ex-Emmelunga. Panmedia ha dichiarato di avere 56 milioni di euro di passivo e 42 milioni in attivo. Tra gli attivi, però, soltanto 6 milioni riguarderebbero merce in magazzino, mentre il resto è rappresentato da crediti con le altre società fallite. Venerdì scorso scadeva il termine per depositare in tribunale lo stato patrimoniale aggiornato al 31 marzo. Ora toccherà al giudice decidere le sorti della concessionaria pubblicitaria che ad agosto prese in carico la baracca Aiazzone-Emmelunga. Un fornitore si domanda con amarezza: "Ma a Gallo chi glielo ha fatto fare? Secondo me ha influito negativamente lo stretto legame con Renato Semeraro. Amici di barca, di vacanza...e ora anche di sventura". 
 
"L'OBIETTIVO? CIGS PER TUTTI". Il nodo gordiano del rapporto tra la curatela B&S e Panmedia sarà certamente determinante nell'incontro del 20 aprile presso il ministero del Lavoro. Via Cavalcanti resta l'interlocutore con cui esaminare la situazione occupazionale, ma gli eventi potrebbero precipitare da un momento all'altro. Si rincorrono voci su un fallimento ad horas della stessa società torinese e soprattutto potrebbe prendere corpo la rescissione del contratto di locazione del ramo d'azienda da parte di De Sanctis. Ecco perché qualcuno auspica che quest'ultimo intervenga al tavolo ministeriale. "Mercoledì proviamo ancora a parlare con Panmedia. Bisognerà fare un percorso e chiederemo in quella sede come fare. L'obiettivo chiave è la cassa integrazione per tutti i dipendenti – dice a Nannimagazine.it Mario Piovesan della Fisascat Cisl – Se poi prenderà corpo la revoca dell'affitto del ramo d'impresa, allora porteremo al ministero il curatore per avviare l'ammortizzatore". Il vecchio schema di cassa per ristrutturazione, in realtà, non era mai decollato. Dunque, ora si punta al risultato minimo della cigs per crisi da 12 mesi. Come detto, gli unici che hanno già avuto accesso alla tutela sono gli ex Hda, mentre l'incontro di domani al dicastero del Welfare potrebbe essere importante anche per gli ex Emmeuno ed Emmedue (circa 130-140 persone), società satellite della vecchia Emmelunga su cui il curatore Scicchitano stava lavorando mediante la convocazione e lo scioglimento dei rispettivi Cda. Nessuno problema, invece, per i due dipendenti ex Emmecinque che erano già passati a Holding dell'Arredo.

APPRENDISTI E CUD. Un dossier delicato, tuttavia, è quello degli apprendisti, più o meno un centinaio di lavoratori in seno al gruppo al momento del crac. Una sessantina sarebbe coperta dall'accordo di novembre e starebbe percependo la cassa in deroga. Per gli altri bisognerà fare una nuova intesa alla luce delle ultime vicissitudini societarie. Nel Lazio, ad esempio, il grosso degli apprendisti usufruisce della cigd anticipata dalla Regione. Si tratta dell'80% della retribuzione globale netta, che era intorno ai 700-800 euro. Cifre sulle quali non si può certo costruire una vita normale. Meglio, però, di molti dipendenti i quali, ancora a fine marzo, avevano ricevuto le comunicazioni in merito al vecchio ammortizzatore per ristrutturazione che, naturalmente, non è mai partito. Panmedia ora farà da 'ponte' per le procedure di cigs prima di fallire? De Sanctis dovrà subentrare subito? Di certo, il curatore di B&S ha interesse ad agevolare l'avvio della cassa così da favorire l'eventuale vendita a nuovi soggetti di un'azienda 'alleggerita' del carico dei lavoratori. In più, si vocifera di abboccamenti tra Scicchitano e la Krea Casa di Bologna, mentre perde quota il ritorno di fiamma da parte di Alessandro Mocali. Nel frattempo l'intesa con Gianni Semeraro si allarga da Lamezia a un altro punto vendita in Sicilia (probabilmente Catania), con l'obiettivo di fondo dei sei negozi di cui Nannimagazine.it racconta già da tempo. L'ultima questione che riguarda i lavoratori è relativa ai Cud 2010 (Certificazione unica dei redditi di lavoro dipendente, ndr). Il curatore De Sanctis ha in mano quelli che coprono i mesi B&S, dunque fino al 31 luglio. Mentre Panmedia dovrebbe occuparsi di certificare il periodo agosto-dicembre. La società torinese, in teoria, potrebbe anche fare una una sorta di conguaglio ed emettere un Cud che riguardi l'intero anno. In tutti i casi, i lavoratori devono stare attenti che la documentazione tenga conto delle mensilità non pagate e degli emolumenti versati fuori tempo massimo. Da Panmedia, in questa fase, è difficile avere le certificazioni, visto il caos in cui versa la società. Ma chiunque può rivolgersi (anche via mail) a De Sanctis per avere almeno il periodo gennaio-luglio.

IL COMITATO DEI FORNITORI. Un versante della vicenda delicatissimo, eppure del tutto trascurato dai media, è quello dei fornitori. Il recente attentato incendiario al punto vendita di corso Grosseto, a Torino, potrebbe essere riconducibile all'esasperazione di un cliente. Ma non è da escludere del tutto la pista che porta al gesto di rabbia da parte di un operatore del settore che vanta crediti con il marchio Aiazzone. A parte le banche (Unicredit ha un'esposizione vicina ai 50 milioni) e qualche colosso del mobile, ci sono decine di aziende piccole e medie che si sono trovate in gravi difficoltà economiche per colpa dei furbetti del comodino. Le società del gruppo sono fallite e i fornitori sono riusciti a scongiurare il pericolo di concordati con percentuali a loro dire "scandalose". "Però ora mi chiedo: tra quanto riuscirò a mettere in detrazione l'Iva e l'imponibile che non ho preso? - afferma uno di loro che chiede l'anonimato – Se il fallimento si chiude tra tre anni, cosa faccio nel frattempo? Continuo a pagare Iva e tasse? Per mettere a detrazione le perdite devo creare reddito e per fare reddito devo lavorare. Ma questo non è un buon periodo". Ecco allora che i fornitori stanno pensando a un comitato che possa diventare gruppo di pressione anche nei confronti dei soggetti istituzionali coinvolti. L'idea che circola è quella di rivolgersi al ministero dello Sviluppo per chiedere una moratoria fiscale o un finanziamento a tasso zero, in modo da dare respiro alle imprese e consentire loro di proseguire in attesa di ammortizzare i crediti pressoché inesigibili.

SI MUOVE L'ANTITRUST. Tutto, però, è ancora molto in embrione. I creditori si parlano e si confrontano, ma hanno comprensibili difficoltà a incontrarsi e a fare rete in modo organico. Non così i clienti buggerati da Aiazzone, che possono avvalersi di agguerrite associazioni dei consumatori. La Adico sta promuovendo una class action contro i furbetti del comodino e il Movimento consumatori si muove sulla stessa linea. Intanto l'Antitrust ha deciso di vederci chiaro e ha avviato un procedimento nei confronti di B&S e Panmedia per verificare le ipotesi di violazione del Codice del consumo e del regolamento della stessa authority. Nel mirino la difformità tra gli sconti propagandati e quelli praticati, gli spot “5 anni senza interessi” su cui Renato Semeraro aveva messo la faccia, i tempi di consegna pubblicizzati sul sito, la mancata risoluzione dei contratti con restituzione della caparra confirmatoria e la mancata prestazione della garanzia legale sui prodotti venduti. Naturalmente Nannimagazine.it non ha dimenticato il fronte giudiziario: le inchieste non si sono concluse con le ordinanze di custodia cautelare già emesse. Ci sono altri indagati e piste da seguire. Alcuni dei personaggi che hanno vissuto per anni all'ombra dei furbetti del comodino, ora si stanno muovendo in proprio (del tutto in proprio?). E sul loro conto c'è ancora molto da dire. I lettori non temano, se ne riparlerà presto.