Inchiesta: Discarica Malagrotta

Rifiuti: Malagrotta e le pingui tasche di Cerroni

L'imprenditore che ha fatto fortuna con la 'monnezza' intasca ogni anno 44 milioni di euro e la muncipalizzata di Roma (Ama) gli deve qualcosa come 120 milioni. Ecco le tariffe dello smaltimento nella discarica della Capitale

Inquinamento e Rifiuti Ulisse Spinnato Vega ó 04/03/2011
Titolo: Gli impianti di estrazione della sabbia a Monti dell'Ortaccio
Fonte: Ulisse Spinnato Vega

Manlio Cerroni, 'l'imperatore della monnezza', è uno che ha il senso del comico. Magari involontario, però ce l'ha. Ci sarebbe da ridere quando sostiene che con Malagrotta i romani risparmiano 50 milioni di euro l'anno rispetto al resto d'Italia e che lui è pure contento così perché ama alla follia la Città eterna. É difficile, infatti, vederlo nei panni del benefattore, visto che ha il monopolio del mercato, ricava metano dalla spazzatura e con i soldi dello Stato ha costruito un impianto grazie al quale produce energia elettrica che rivende al sistema.

IL 'TESORO' DI CERRONI. La relazione della commissione parlamentare Ecomafie, approvata giusto mercoledì, boccia in toto la gestione del ciclo dei rifiuti nel Lazio. E calcola che ogni tonnellata ingoiata dall'invaso di Malagrotta costa 72 euro, per cui all'avvocato Cerroni vanno 44 milioni di euro annui. Il radicale Massimiliano Iervolino, invece, snocciola una stima analitica delle voci di spesa: la più grande discarica d'Europa (240 ettari, circa 5mila tonnellate riversate ogni giorno e 330 tonnellate di fanghi e scarti prodotti ogni anno) richiede 30 euro/tonnellata per il conferimento, più la quota per la post-gestione trentennale (pari a 13,925 euro/ton), l’ecotassa (15 euro/ton circa) e l’Iva al 10%. In aggiunta c'è un altro 10% circa della tariffa complessiva che si chiama 'benefit ambientale' e viene pagato dai comuni che non hanno la discarica a quello che invece la ospita. Per avviare i rifiuti al Tmb (Trattamento meccanico-biologico, ndr) che crea e valorizza il Cdr (Combustibile da rifiuti, ndr) ci vogliono a Malagrotta 77 euro/tonnellata, oltre all'Iva, l'ecotassa e il benefit già citati. La differenziata, infine, ha un costo annuo quantificabile in 30-70 euro per abitante: la cifra oscilla in relazione alle aree e alla tipologia di raccolta. Considerando il valore intermedio della forbice e uno scenario nel quale tutti i romani (circa 3 milioni) differenziano, si arriva una spesa intorno ai 150 milioni l'anno. In pratica poco più di quanto si spende per il sistema attuale di interramento dei rifiuti a Malagrotta (oltre 100 milioni di euro).

IL DEBITO DELL'AMA. Il problema più grave è proprio di tipo economico. Esistono infatti normative e prescrizioni di tutela ambientale che richiederebbero un aumento delle tariffe di circa il 20-30% rispetto alle attuali. Le amministrazioni comunali, però, sono con l'acqua alla gola e la Regione Lazio ha cercato di andare incontro alle loro esigenze comprimendo i costi per gli accessi agli impianti di smaltimento. Questo meccanismo, tuttavia, ha mandato in crisi di bilancio molte aziende del comparto, che sono costantemente alle prese con i ritardi (anche di 13-15 mesi) nei pagamenti da parte delle città. Ad oggi l'esposizione delle imprese pubbliche e private verso i comuni supera i 200 milioni e Roma fa naturalmente la parte del leone con gli oltre 120 milioni che la sua municipalizzata deve a Cerroni. Qualcuno ci scherza sopra e dice: "E' lui il vero proprietario dell'Ama". Sarà pure un boutade, ma l'imprenditore che Dagospia definì "l'ottavo Re di Roma" ha tirato su una rete con decine di società che fatturano oltre 800 milioni l'anno, anche se in realtà lui appare in prima persona solamente nell'azionariato di Malagrotta (metà) e poco altro. Poi ci sono le valutazioni non ufficiali che parlano di un impero da oltre 2 miliardi di euro. Si tratta tuttavia di stime da prendere con le pinze, visto che il buon Cerroni non ha mai pensato di quotarsi e non si è mai indebitato.

IL 'GIGANTE' DI ALBANO. Già entro il 2003 la raccolta differenziata avrebbe dovuto raggiungere, per legge, il 35%. E furono stanziati al tempo 64 milioni di euro in vista di questo obiettivo. I dati, freschi freschi, parlano invece di un 23% per Roma nel 2010, dunque un risultato ancora lontano dalle asticelle via via fissate negli anni. L'unico gassificatore attivo (due linee) è proprio quello di Malagrotta. Cerroni spera di avviare presto il gigante di Albano che "sarà il più grande del mondo e all'inaugurazione inviteremo il Papa!", aveva detto qualche tempo fa. L'impianto ha un costo di 200 milioni, ma nell'attesa che giunga il Pontefice a benedire la santa monnezza, tutto è bloccato per un pronunciamento del Tar. L'impatto ecologico del problema è naturalmente uno degli aspetti più delicati: gli abitanti dei municipi XV e XVI sono da tempo in allarme e non a caso la Provincia ha promesso uno stanziamento da 3 milioni di euro in favore dell'Osservatorio ambientale promosso proprio dalla XVI circoscrizione. Intanto Cerroni dice che ama Roma. Sì, lui la...Ama moltissimo. C'è da giurarci.


[Ha collaborato a questo articolo Paola Alagia]