Inchiesta: Rom in Italia

Rom: dall'Ue la ricetta per l'inclusione

Adottata dalla Commissione parlamentare Libertà civili una risoluzione per i diritti del popolo più discriminato in occidente. Microcredito, assunzione nella pubblica amministrazione, mediatori nelle scuole, alcuni dei punti del provvedimento.

Immigrazione Paola Simonetti 17/02/2011
Titolo: Foto del Council of Europe
Fonte: Flickr

Discriminazione sistematica, un livello intollerabile di esclusione e violazioni dei diritti umani. Con queste motivazioni la questione rom è arrivata in sede europea, dove nei giorni scorsi è stata adottata dalla commissione parlamentare Libertà civili, una risoluzione che sottolinea la necessità di una strategia comune europea per combattere ogni forma di violazione dei diritti dei rom, inclusi "segregazione, espressioni di odio, profiling etnico e impronte digitali illegali, sfratto illegale ed espulsione".

Il provvedimento, approvato con 50 voti a favore, uno contrario e nessun astenuto, sottolinea la non rimandabilità della presa in carico di circa 10-12 milioni di rom sul territorio europeo, promuovendo integrazione sociale, economica e culturale. In quest'ottica, priorità e obiettivi si sono concentrati sulla parità d'accesso al lavoro, la protezione dei diritti fondamentali, la partecipazione delle donne e un uso più mirato dei fondi europei.

La relatrice Lívia Járóka (Ppe, Hu) ha spiegato che l'inclusione di questi cittadini rappresenta un obbligo per l'Europa non solo in termini morali, ma anche economici. "Sono molto felice che la risoluzione sia stata approvata da una così ampia maggioranza. Spero che la Commissione prenderà in considerazione nella sua proposta le nostre priorità, comuni anche alla presidenza ungherese. Il testo rappresenta - ha aggiunto la relatrice - un passo in avanti verso una strategia sui rom realmente comune ai 27 Stati membri".

Al centro della tabella di marcia sollecitata dalla Commissione, una serie di standard comunitari obbligatori e la possibilità d'imporre penalità ai governi nazionali che non li rispettano. Sull'occupazione, la strategia Ue dovrà, secondo il provvedimento, assicurare un accesso effettivo al mercato del lavoro attraverso lo strumento del microcredito per l'impresa e il libero impiego, insieme a misure per combattere il lavoro sommerso e favorire l'assunzione dei Rom nell'amministrazione pubblica.
 
Cruciale per i deputati della commissione libertà civili anche una mirata politica della casa e il divieto della segregazione territoriale per i rom. Sollecitata anche la registrazione pubblica di nascite, matrimoni e decessi di questi cittadini, mentre sul fronte educazione la strategia comunitaria dovrebbe prevedere come priorità l'abolizione della segregazione nelle classi, impiegando mediatori e insegnanti rom nelle scuole, proteggendo la loro cultura attraverso l'uso della loro lingua e garantendo accesso all'educazione infantile e ai programmi d'insegnamento per adulti, spiegano i deputati.
 
Altro nodo sensibile, nel testo approvato, l'integrazione delle donne attraverso il blocco della  pratica, ad esempio, dei matrimoni fra bambini. La commissione libertà civili chiede anche la creazione di enti europei di sostegno, sotto la supervisione dell'esistente task force per i rom, per assicurare un uso più mirato dei fondi europei a disposizione dei governi nazionali e locali, per controllarne l'uso e indicare eventuali sprechi. Gli Stati membri sono, infatti, invitati a utilizzare programmi come Preogress, Cultura, Salute, e di apprendimento permanente in favore dei cittadini rom. Il Parlamento si esprimerà sulla strategia Ue durante la plenaria di marzo, mentre la Commissione dovrebbe presentare la sua proposta ad aprile. Il testo dovrebbe poi passare al Consiglio europeo del 24 giugno.