Inchiesta: Rom in Italia

Rom: quattro bambini muoiono in un incendio. Sgomberato il campo

Hanno perso la vita in un insediamento nomade di Roma, in zona Appia Nuova. Il Sindaco della Capitale, Gianni Alemanno: "Ci vogliono campi regolari, sicuri, autorizzati".

Immigrazione Aura De Luca — 08/02/2011
Fonte: foto Giulia Zanfino

Il fuoco li ha sorpresi nel sonno, piccoli e rannicchiati per il freddo, uno accanto all'altro. Dal tizzone di un braciere acceso nella baracca dove dormivano, una scintilla ha alimentato, in poco tempo, un rogo senza via d'uscita.   

Muoiono così, in un campo nomadi di circa venti persone, in zona Appia Nuova a Roma, quattro bambini rom, tre dei quali fratelli: Raul (4 anni), Fernando (5),  Patrizia (8) e Sebastian (11). Oggi, quello stesso campo, verrà sgomberato poiché abusivo. L'insediamento sorge infatti su un terreno di proprietà della società di trasporti Cotral e, nonostante già nel 2005 fosse stato sgomberato una prima volta, era stato ripopolato circa un anno fa da nomadi arrivati lì dopo la bonifica di un altro campo nella zona della Caffarella (sempre sulla via Appia).

"Ora potrei morire anch'io, non ho più parole". A parlare è Erdei Mircea, padre di Fernando, Patrizia e Sebastian tre dei quattro bimbi morti nell'incendio, mentre il padre di Raul, Calim Vasile, è in Romania. "Aiutateci – ha detto al sindaco Alemanno -. Speriamo di avere assistenza perché vorremmo organizzare i funerali in Romania, e quindi portare là le salme". Alemanno, che ha offerto il supporto ai genitori delle vittime e agli ormai ex-abitanti del campo, offrirà ai venti nomadi dell'insediamento l'accoglienza in una struttura attrezzata.

Una dolorosa tragedia, l'ennesima, sulla quale non c'è il tempo di piangere perché, puntuale come sempre, arriva il boomerang delle responsabilità istituzionali. Da anni, infatti, la questione dello sgombero così come la nuova organizzazione e gestione dei campi nomadi della Capitale sembra non trovare una risoluzione concreta ed efficace.  

Dal luogo dell'incendio il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha definito questa tragedia "terribile per la nostra città", così come "pericolosissimi" sono i campi abusivi. "Ci vogliono campi regolari – ha aggiunto – sicuri e autorizzati, in grado di garantire condizioni di sicurezza per queste persone. Ce ne sono tre a portata di mano. Ma la solita burocrazia ha impedito di utilizzarli".

Una questione che deve essere affrontata con urgenza. Per questo il primo cittadino ha richiesto ieri un vertice con il prefetto Giuseppe Pecoraro. Sul tavolo l'emergenza nomadi, soprattutto il fenomeno della nascita di nuovi insediamenti abusivi, spesso proprio dove erano già stati sgomberati da polizia municipale e protezione civile. "Purtroppo quando le cose vanno male la responsabilità è di tutti - ha detto il presidente della Regione Lazio, Renata Polverini -. Questo è un Paese che ha vari livelli di amministrazione e quindi anche vari livelli di responsabilità. Quando muoiono 4 bambini, il colpevole non può essere uno solo".