Inchiesta: Gioco compulsivo

Il poker on-line dilaga tra i giovani

In Italia il gioco d'azzardo online è in costante crescita, preoccupante, in particolare, il dilagare del fenomeno tra gli adolescenti. Il boom dopo l'entrata in vigore del decreto legge su poker e casinò online, che ha reso possibile giocare 'cash game'.

Dipendenze Redazione 30/11/2010
Fonte: Immagine dal web

'Se dopo i primi venti minuti non sai chi sia il pollo al tavolo, allora sei tu'. La laconica frase che il personaggio interpretato da Matt Demon pronuncia nel film 'Rounders' deve far riflettere parecchio, perché una volta tanto non si tratta di un'esagerazione cinematografica, ma di pura realtà, e i giocatori incalliti lo sanno bene.

Nel celebre film del 1998, un brillante studente universitario decide all'improvviso di fare carriera nei bassifondi della città per dedicarsi anima e corpo al gioco, sfogando così la sua vera natura di instancabile pokerista. Non è affatto una scenografia slegata dalla realtà, soprattutto nel nostro Paese.

A lanciare l'allarme è l'ultimo studio condotto dal Codacons e dai Monopoli di Stato, che ha focalizzato la ricerca sul rapporto che hanno i giovani con il poker ed il gioco online. Uno dei dati più significativi riscontrati nello studio è quello che riguarda la percentuale di studenti, tra i 15 e i 19 anni, che dichiarano di aver giocato in denaro almeno una volta negli ultimi 12 mesi: questa percentuale è aumentata dal 40 per cento al 47 per cento nell'ultimo anno e l'aumento maggiore si è notato fra le ragazze, passate dal 29 al 36 per cento; i maschi dal 53 al 57 per cento. Tra questi studenti, nonostante il divieto di legge, circa 550mila sono minorenni.

I giochi online, nel loro insieme, raccolgono un successo senza pari: nel 2009 è più che raddoppiata la percentuale dei giochi pubblici su internet, passando dal 3,1 per cento del 2008 al 6,8 per cento dello scorso anno, con un incremento del 153,7 per cento rispetto al 2008. Alla fine del 2004 l'Italia era al terzo posto tra i Paesi che giocano di più al mondo, preceduta solo da Giappone e Regno Unito. Sei anni fa il mercato italiano rappresentava già il 9 per cento di quello mondiale: analizzando la spesa pro-capite, l'Italia deteneva il primato mondiale con oltre 500 euro giocati a persona.



A distanza di 4 anni, nel 2008, tale spesa procapite è ulteriormente salita, attestandosi a circa 790 euro annui: in alcune regioni come Sicilia, Campania, Sardegna e Abruzzo le famiglie investono attualmente nel gioco d'azzardo il 6,5 per cento del proprio reddito. Ma il fattore che colpisce di più è un altro. A quanto pare la causa più ricorrente di debiti o usura, da qualche anno a questa parte, è proprio da attribuire all'azzardo, che oggi sembra far gola soprattutto ai giovanissimi.

"La raccolta dei giochi negli ultimi sei anni è pari a 194 miliardi di euro - ha commentato l'avvocato Carlo Rienzi, presidente dell'ente Codacons -. Sono dati davvero preoccupanti, soprattutto se si pensa a quanti giovani si stanno avvicinando ai giochi con il sogno di costruirsi un futuro attraverso i ricchissimi montepremi e lasciarsi alle spalle la crisi che attanaglia il nostro Paese. Il Governo non può non intervenire per bloccare questa situazione".

Un dato ugualmente preoccupante è che il gioco d'azzardo cresce al ritmo del 13 per cento l'anno, con 53 miliardi di euro giocati solo nel 2009. Il numero di adolescenti che esagerano con il gioco online è in costante crescita ed è confermato anche i dati di un altro studio, condotto su 40mila studenti dall'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa, secondo cui ad attirare i giovani, oltre al poker online, sono anche le scommesse sportive.

Giovani che sognano cioè di mantenersi con il poker o il gioco d'azzardo, di 'arrotondare' con le vincite in attesa del classico colpo di fortuna. Nei casi estremi (cioè quando l'azzardo diventa una dipendenza) la frenesia del gioco prende il nome di ludopatia: la malattia più diffusa fra i giovani tra i 18 e i 35 anni. Può sembrare quasi incredibile, ma a quanto pare la proliferazione del Poker online, e di tutti i giochi connessi come video poker e slot machine, sta generando una delle malattie che con molta probabilità risulterà fra le più caratteristiche del consumismo del nostro millennio.

Alla luce di queste analisi Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione nazionale consumatori (UNC), ha commentato i risultati del report 'Lo sguardo degli italiani sul poker', condotto dall'Istituto di ricerca IPSOS: "È bene mettere in guardia i consumatori su alcune cautele da adottare nella scelta del sito. Per giocare in sicurezza occorre sempre controllare che il sito scelto sia un 'punto it', ed esponga gli opportuni marchi e certificazioni di garanzia". Bisogna anche leggere sempre con molta attenzione i termini e le condizioni di gioco, cercando di non esagerare per evitare investimenti o perdte di soldi troppo elevate.