Inchiesta: Inchiesta Aiazzone

Aiazzone: incassi ridotti al lumicino. Sindacati in agitazione

Prosegue la nostra inchiesta ? Via libera definitivo all'accordo sulla cassa integrazione. Il primo dicembre appuntamento al ministero dello Sviluppo. Intanto però i punti vendita versano in condizioni drammatiche.

Cronaca economica Ulisse Spinnato Vega 28/11/2010
Titolo: Pagina Facebook di Aiazzone
Fonte: Facebook

Qualche sollievo e ancora parecchie gatte da pelare per Panmedia nella gestione dei marchi Aiazzone-Emmelunga. La buona notizia è che venerdì si è giunti all'accordo definitivo sulla cassa integrazione 12 mesi più 12 per un bacino di 236 unità. Le sospensioni partiranno il 6 dicembre e, naturalmente, i lavoratori destinati alla Cig non lasceranno il posto tutti insieme. Tra l'altro l'azienda ha promesso che terrà conto di eventuali richieste di uscita volontaria. L'intesa consente ora alle parti di sedersi al tavolo del ministero dello Sviluppo economico, il primo dicembre prossimo, con un minimo di credibilità in più. "Per noi è un buon accordo - chiosano le Rsa - Infatti permette di utilizzare tutte le ferie, i riposi e i permessi prima di entrare in cassa".

LA PROMESSA DI PANMEDIA. Sul fronte della riorganizzazione, l'amministratore della Spa torinese, Giuseppe Gallo, ha sbandierato durante l'incontro con i sindacati la definizione dell'accordo con 53 fornitori, tra cui figurano alcune ditte importanti come Heral, Samoa e Santarossa. Lo stesso Gallo ha detto di aver preso impegni con i trasportatori ormai esasperati e poi si è sbilanciato: "Ben 23mila riferimenti saranno consegnati entro l'anno, così da soddisfare 10mila clienti". In realtà, la situazione attuale è a macchia di leopardo. Una certa quantità di merce sta arrivando nei magazzini o quantomeno nelle logistiche. E pare che in special modo i divani stiano per giungere un po' in tutti gli store. "Sì, qualcuno è stato pagato. Solo se avvengono le consegne si potrà iniziare a fare cassa", commentano speranzosi da Barberino di Mugello.

LE VIOLENZE NEI NEGOZI. In tal senso, l'intervento di Giovanni Semeraro è risultato decisivo: da una parte si è speso personalmente con alcuni fornitori, dall'altra starebbe alimentando (o lo farà a breve) i punti vendita che ha più a cuore con le proprie produzioni di cucine e divani realizzati in Bulgaria. Un'altra buona notizia, se così si può definire, è che stanno diminuendo gli episodi di intemperanze e violenze nei negozi. Ormai siamo di fronte a un bollettino di guerra: una settimana fa la vittima è stata il responsabile dello store di Roma, ma ha fatto clamore a Modena il caso di 13 persone che, in gruppo, hanno minacciato i dipendenti del centro vendita per colpa delle mancate consegne.

"ME LI MANGEREI VIVI". In generale, non si contano più gli scoppi di protesta, anche decisa, da parte degli utenti. Ma di sicuro i gesti eclatanti sono destinati a ripetersi in futuro. Gabriella Spano, 33 anni, sposata con due figli, vive proprio a Modena. Raggiunta al telefono, sbotta: "Sono pronta a fare un picchetto davanti al negozio. Se potessi me li mangerei vivi. Lunedì sera sono andata lì con la polizia per avere copia degli ordini della mia mobilia. Lo store è vuoto, desolato, l'emporio svende, pure gli agenti però mi hanno detto che non c'è nulla da fare, bisogna creare clamore mediatico per avere risultati". Poi aggiunge: "Aspetto un soggiorno e un armadio dal 18 luglio. Ho fatto il finanziamento e sto pagando le rate. Per fortuna Fiditalia sta proponendo un piano di recupero per i clienti. Almeno questo...".

SINDACATI IN STATO DI AGITAZIONE. I frequenti "episodi gravi che richiedono l'intervento delle forze dell'ordine" preoccupano pure i sindacati confederali che hanno deciso di rompere gli indugi contro Panmedia e hanno proclamato lo stato di agitazione. Secondo Filcams Cgil, Fisascat Cisl e UilTucs, "la situazione sta diventando insostenibile: la prevista accelerazione delle consegne, in base alla stipula dei nuovi contratti con i fornitori, ha scarso riscontro nei punti vendita". Inoltre pesano "gli ulteriori ritardi sul pagamento degli stipendi" con un "accumulo del debito nei confronti delle lavoratori e dei lavoratori estremamente preoccupante (50% stipendio settembre, stipendio ottobre, a breve stipendio novembre e 13esima, oltre alla 14esima)". Si tratta di un'altra tegola per Panmedia, ma è solo una tra le tante che piovono dal tetto.

PIU' TOPI CHE CLIENTI? Molti addetti lamentano infatti l'esasperante condizione in cui versano i centri vendita: a Parma è stato piombato il contatore per il mancato pagamento delle bollette e Gallo si è giustificato sostenendo che il negozio emiliano ancora dipende formalmente da Emmedue Srl, per cui si sarebbe creato un corto circuito di comunicazione. Il manager ha promesso di intervenire prontamente, ma intanto i venditori in loco devono affrontare il primo inverno al gelo. Da molti store, in ogni caso, piovono segnalazioni di disfunzioni anche gravi: estintori non operativi o comunque non a norma; impianti elettrici in cattivo stato; condizione igienica precaria per gli ammutinamenti delle ditte di pulizia che non ricevono soldi. E addirittura qualcuno denuncia la presenza di topi, mentre altri minacciano di rivolgersi all'Ispettorato del lavoro. Le lamentele più 'normali' riguardano la mancanza dei toner per le stampanti e l'atmosfera diffusa di smobilitazione che gli scaffali vuoti contribuiscono a creare, rendendo difficile il lavoro degli addetti e aumentando la diffidenza dei clienti.

NEGOZI SOTTO SFRATTO. Dopotutto è difficile tirare avanti se gli incassi arrivano con il contagocce, la liquidità scarseggia e il debito accumulato dalla sola gestione Panmedia può essere stimato (anche prudenzialmente) in 12-14 milioni. Tutti i negozi in affitto hanno lo sfratto esecutivo, le logistiche sono in subbuglio e nella lettera riservata ai dipendenti che pubblichiamo in calce, Gallo ammette candidamente il crollo verticale del fatturato delle ultime settimane (con giorni di risultato addirittura negativo) e l'impossibilità di pagare i prossimi stipendi secondo la 'road map' prestabilita. Dall'altra parte, l'amministratore di Panmedia ha sdegnosamente respinto ogni sospetto riguardo l'influenza che la vecchia gestione Borsano-Lorenzo Semeraro starebbe ancora esercitando sull'affaire Aiazzone. Anzi, Gallo avrebbe declamato di fronte ai sindacati parole che suonano pressappoco così: "Qui decido solo io. E guardate che Giovanni Semeraro non ci sta a sentirsi dire che dietro ci sono sempre gli altri. Quando l'accordo con lui sarà reso pubblico, vedrete e vi renderete conto".

LA LIAISON TRA GIOVANNI E RENATO SEMERARO. In realtà Nannimagazine.it ha verificato che i rapporti tra Giovanni e Renato Semeraro non sono poi così pessimi. Sembra che quest'ultimo, assieme al figlio Lorenzo, sia abituale frequentatore degli uffici di Erbusco (quartier generale di Giovanni) e pare che dia una mano al patron di Ovvio anche su faccende d'affari che non riguardano direttamente Aiazzone. Inoltre, sarebbe stato l'uomo del "tasso zero, quello vero" ad autorizzare alcuni acconti sulle 14esime da pagare ai lavoratori. Un dipendente che chiede l'anonimato riflette: "Certo, i sospetti vengono quando notiamo che le mail interne sono spesso inviate per conoscenza pure a Giovanni Borsano e Renato Semeraro". Qualcun altro chiosa: "L'ingegner Borsano si sta occupando della parte immobiliare e proprio in questa fase si tratta su Empoli. Sono ancora tutti una grande famiglia, lavorano all'affare tutti insieme. Pochi giorni fa ci sono stati i funerali del padre di Sandro Mocali (vecchio patron Emmelunga, ndr): un'occasione per molti di loro di ritrovarsi e fare due chiacchiere". Un'ombra ulteriore viene gettata dalle parole degli stessi sindacati: "Sembra che siano stati effettuati dei prelievi nelle casse dei punti vendita con lo scopo di fare 'donazioni benefiche'. L'episodio, che chiediamo di verificare, in tale contesto è gravissimo". Qualcuno sussurra che il "prelievo" sia stato ordinato proprio da Renato Semeraro a scapito delle casse dello store di Corsico. Tuttavia, si tratta di notizie ancora da verificare.

LA DOMANDA CHIAVE. A questo punto, però, sorge un interrogativo che sta solleticando un po' tutti: chissà se una volta chiuso il concordato con i creditori, i 'furbetti del comodino' usciranno di nuovo allo scoperto e Panmedia si farà da parte. Nannimagazine.it vuole approfondire e tornerà a breve con un servizio dedicato proprio alle procedure di liquidazione dei vecchi crediti da parte delle gestioni B&S e Holding dell'Arredo.


LINK
- La recente lettera di Giuseppe Gallo ai dipendenti Aiazzone - parte 1 (pdf)
- La recente lettera di Giuseppe Gallo ai dipendenti Aiazzone - parte 2 (pdf)
- La recente lettera di Giuseppe Gallo ai dipendenti Aiazzone - parte 3 (pdf)