Inchiesta: Violenza sulle donne

Violenza sulle donne: il drammatico aumento dei 'femminicidi'

Secondo un report della 'Casa delle donne' di Bologna sono stati 115 solo nel 2010. Una cifra sottostimata secondo la struttura, che aggiunge: "Donne maltrattate in famiglia, sempre più a rischio".

Donne Paola Simonetti 17/11/2010
Titolo: Locandina della 5a edizione del Festival La Violenza Illustrata per la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne
Fonte: www.casadonne.it

Una mattanza strisciante. La sopraffazione nei confronti del femminile che sfocia nel sangue è in lieve ma progressivo aumento. In Italia, ormai è un crimine di 'genere' che si configura come figlio anche dei maltrattamenti avvenuti nei confronti della donna all'interno di una coppia o a relazione già finita.

I numeri sono allarmanti benché sottostimati, stando al report e alle analisi della Casa delle donne di Bologna, in concomitanza della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne il 25 novembre, in Italia sono almeno 115 le donne uccise nel 2010, in base ai casi riportati dalla stampa. "Donne uccise in quanto tali", spiega la struttura a sostegno delle vittime, che ogni anno raccoglie ed analizza gli episodi di questo tipo di cui si ha notizia sul territorio nazionale. L'incremento è silenziosamente costante: l'associazione registra che i 'femminicidi' erano 101 nel 2006, 107 nel 2007, 112 nel 2008 e 119 nel 2009; nel 2010 sono stati 114 solo al 4 novembre scorso, a cui, secondo l'organizzazione, va aggiunto almeno un altro omicidio, quello (risalente a domenica) della 37enne uccisa in provincia di Cosenza dal convivente.

I numeri preoccupano la responsabile Formazione della Casa delle donne, Angela Romanin, che tuttavia intravede nel comportamento della stampa un atteggiamento meno superficiale nel riportare  questi fatti: "Se un tempo si parlava di 'dramma della gelosia' e di uomini 'impazziti', oggi si cominciano a segnalare i precedenti di maltrattamento che hanno preceduto l'uccisione". Un aspetto cruciale per la Romanin: "Il 10% delle donne che subiscono violenze è ad alto rischio di omicidio".

Le analisi sfatano una volta di più anche un altro luogo comune: il collegamento fra omicidi e  immigrazione. In base ai dati 2009 sono infatti in larga parte italiani gli assassini (76%), così come lo sono le vittime di 'femminicidio' (70,83%): "Si dimostra privo di fondamento il luogo comune secondo cui - ha commentato Cristina Karadole, curatrice della ricerca - la violenza contro le donne sarebbe un fenomeno collegato a culture estranee alla nostra o all'immigrazione".

Confermato il dato che vede l'assassino come facente parte del cerchio di conoscenze della vittima, sempre più a rischio proprio nel nucleo familiare: la donna, infatti, "viene uccisa per mano degli uomini che già conosce", ovvero marito (36%), convivente o partner (18%), un ex (9%), un parente (13%). Nel 70% dei casi l'omicidio si verifica nell'abitazione della vittima. L'autonomia economica sembra la motivazione principale del concentrarsi di questi omicidi al Centro-Nord (67%), "una indipendenza che rende più faticoso l'esercizio del potere di controllo da parte dei partner".

Fragilità e perdita del controllo le caratteristiche rispettivamente alla base dei diversi comportamenti adottati dall'omicida a seguito del delitto commesso: il 41% si suicida o tenta di farlo (debolezza legata alla perdita di controllo del potere esercitato sulla donna), nel 35% dei casi l'arma è un coltello (impulso del momento, mancanza di premeditazione).


INFORMAZIONI
Casa delle Donne per non subire violenza
Via dell'oro 3 - 40124 Bologna
Tel: 051.333173
Fax: 051-3399498