Inchiesta: Università e Lettori stranieri

Università e lettori stranieri: si muove il governo di Cameron

Il ministro per gli Affari europei Lidington: "Inaccettabile la loro condizione negli atenei italiani. Farò pressioni su Roma". Il rettore dell'Unical: "Noi stiamo riconoscendo gli arretrati".

Cronaca Italia Ulisse Spinnato Vega 19/11/2010
Fonte: Immagine dal web

"Sono andata in pensione tre anni fa, all'età di 59 anni, con un assegno di 580 euro, il mio stipendio nel 1993", dice una lettrice straniera di lingua inglese dell'Università di Bologna. É una situazione "inaccettabile e vergognosa, sia per l'Italia, che si ricorda di far parte dell'Unione Europea solo saltuariamente, sia per il prestigioso ateneo bolognese, che fruisce delle competenze di questi docenti senza dar loro un idoneo riconoscimento", commenta un'ex studentessa.

LA DISCRIMINAZIONE. Voci di dentro. Proteste che non arrivano solo dalla città delle Due Torri, ma si levano un po' da tutte le università italiane. In queste pagine è stata ampiamente raccontata la discriminazione subita dai collaboratori didattici che hanno studiato all'estero. Un 'mobbing' che nasce dal mancato riconoscimento giuridico cui si aggiungono condizioni economiche e di carriera spesso disastrose. Un supplizio trentennale costellato di leggi sbagliate, contratti vessatori, sentenze riparatrici e speranze tradite. Senza dimenticare le sanzioni comunitarie ai danni del nostro Paese.

LA RIFORMA GELMINI NON RISOLVE. La stessa riforma Gelmini che il Parlamento sta discutendo non scioglie il nodo. E continua a negare la ricostruzione di carriera fin dalla data della prima assunzione (come prescritto dalla Corte di Giustizia Ue), interrompendo il calcolo all'entrata in vigore della 236/1995. Quella legge ha cancellato la parola 'lettore', trasformando (solo nominalmente) la figura professionale in 'collaboratore ed esperto linguistico'. Le mansioni, tuttavia, sono rimaste invariate e i problemi pure.

IL RETTORE: "QUI NIENTE CONTENZIOSI". "Noi abbiamo cercato un accordo con i nostri lettori – dice a Nannimagazine.it il rettore dell'Università della Calabria, Giovanni Latorre – Abbiamo concordato con loro gli arretrati in via preventiva e li stiamo cadenzando nel tempo perché i bilanci non ci consentono di liquidarli in un'unica soluzione. Per fortuna non abbiamo contenziosi". L'ateneo di Rende ha 27 ex lettori di lingua straniera che costano complessivamente 1,2 milioni di euro e sono equiparati ai ricercatori a tempo definito con l'impegno temporale standard di 500 ore annue.

UNICAL: "SIAMO IN REGOLA". All'Unical ci tengono a precisare che "i collaboratori ed esperti linguistici in servizio presso l’ateneo sono stati tutti inquadrati in modo stabile con contratti di lavoro a tempo indeterminato dalla prima data di assunzione. Agli stessi non sono affidate in alcun modo attività didattiche ma, prevalentemente, funzioni di supporto all’apprendimento delle lingue sotto forma di esercitazioni". Naturalmente Nannimagazine.it verificherà quanto prima la veridicità di queste informazioni, ma intanto gli uffici del rettore Latorre ribadiscono che il tetto delle 500 ore di servizio non viene sforato. E che l'università calabrese si è adeguata a quanto prescritto dalla sentenza europea del 2001 e dalla legge italiana del 2004.

IL TRISTE RECORD BOLOGNESE. Sarà, ma la 63/04 è stata giudicata illegittima da un pronunciamento della Cassazione datato 2006. In più i tribunali hanno dato ripetutamente ragione ai lettori anche sul fronte dell'accesso negato ai posti di supplenza. "A Bologna e Napoli si vive probabilmente la situazione peggiore", dice David Petrie, lo studioso di lingua inglese dell'Università di Verona che ha ottenuto di recente un risarcimento dal Consiglio di Stato per il comportamento discriminatorio del suo ateneo. Di sicuro, il capoluogo emiliano detiene un triste primato: la professoressa Linda Ogden, lettrice di lingua inglese, è stata infatti licenziata e riassunta (su ordine dei tribunali) per ben cinque volte.

LA RABBIA DEL GOVERNO CAMERON. Lo scozzese Petrie guida l'Associazione italiana dei lettori stranieri e con spirito battagliero ha portato la questione in sede europea. Inoltre, ha acceso il dibattito in Gran Bretagna tanto da spingere il governo Cameron a una presa di posizione. "Si tratta di un'ingiustizia che è andata avanti troppo a lungo – ha detto il ministro per gli Affari europei, David Lidington – La condizione dei lettori nelle università italiane è moralmente ingiusta e contraria allo spirito di cooperazione europea. Farò pressioni sul governo italiano per avere giustizia". Se non è un incidente diplomatico, poco ci manca. 

LINK
- La pagina web dell'Associazione lettori stranieri in Italia