Inchiesta: Inchiesta Aiazzone

Aiazzone: caos nei punti vendita, consegne spostate a gennaio-febbraio

Prosegue la nostra inchiesta - Oggi a Bologna l'incontro forse decisivo tra Panmedia e i sindacati. Gallo chiederà una ristrutturazione? Intanto la merce arriva con il contagocce dai fornitori. A Barberino: "Chi ha già pagato dovrà aspettare di più".

Cronaca economica Ulisse Spinnato Vega 05/11/2010
Fonte: Immagine dal web

Oggi è forse il giorno decisivo per le sorti di Aiazzone/Emmelunga. In queste ore, a Bologna, l'amministratore di Panmedia Giuseppe Gallo sta incontrando i sindacati alla presenza di Confindustria Torino. La società piemontese getterà la maschera e chiederà una ristrutturazione? Proporrà un piano di esuberi? Le Rsa che partecipano al tavolo non si attendono nulla di buono.

PUNTI VENDITA NEL CAOS. Intanto la situazione nei punti vendita è di caos totale. La maggior parte delle consegne è stata posticipata a gennaio-febbraio 2011, i responsabili si danno alla latitanza con permessi-malattia da 30 giorni e i dipendenti si trovano a fronteggiare la clientela con grave imbarazzo. Per dare un'idea, ci sono centri da 4-5mila mq che a inizio novembre hanno incassato 250 euro in un giorno intero. Una miseria. Inoltre, gli stipendi di settembre – che andavano pagati entro il 31 ottobre – ad oggi sono stati versati solo ai lavoratori di quattro store.

I 'REDUCI' DI BARBERINO. La nave Aiazzone ha falle che si aprono di continuo da tutte le parti. E' impossibile condurre un business così grosso soltanto con gli incassi, che tra l'altro sono in diminuzione. Qualche fornitore ha ricevuto i bonifici, qualche cliente ha recuperato la mobilia, ma la situazione generale è sempre più grave. A Barberino di Mugello resiste la rete di uffici che era il cuore pulsante della vecchia Emmelunga e che gestisce anche per Panmedia i rapporti con i fornitori e i contenziosi con gli utenti. Si tratta di una struttura da 10mila mq in cui lavoravano, ai tempi d'oro, circa 90 persone. Già con B&S il personale si era ridotto a meno di 40 unità e ora si temono i licenziamenti e la chiusura definitiva, visto che Panmedia ha una sua sede a Torino.

"I MOBILI? PRIMA A CHI DEVE ANCORA PAGARE". Un dipendente di Barberino che chiede l'anonimato racconta il metodo Panmedia nella gestione delle consegne: "E' arrivata merce con il contagocce per le settimane dalla 38 alla 43 (a cavallo tra settembre e ottobre). Riusciamo a evadere pochissimi ordini e fino a pochi giorni fa la società adottava un criterio basato su tre livelli di priorità. Al primo posto – spiega il dipendente – c'erano i clienti che avevano pagato un acconto ma dovevano ancora versare una cifra in saldo, danaro che Panmedia ha chiaramente interesse a incassare il prima possibile. Al secondo posto si trovavano i clienti con un finanziamento già tutto incassato ma che avevano messo in mezzo gli avvocati. Infine, al terzo posto, i più sfortunati: ossia quelli che stanno pagando le rate alla finanziaria e fanno meno casino".

"VIVIAMO IN UN LIMBO". Adesso, però, la procedura è cambiata. A Barberino stanno rifacendo le liste di priorità, ma "non c'è un nuovo criterio preciso – dicono dalla sede – Ci chiedono in pratica di segnalare le urgenze in base alle lettere che arrivano dai legali dei clienti o dai clienti stessi". In tutti i casi, è difficile per i consumatori avere i mobili prima di un paio di mesi. Il termine di 60 giorni è per i privilegiati. Alcune consegne sono state posticipate addirittura a febbraio pur riferendosi a ordini dell'estate scorsa. "Il problema sono i fornitori – chiariscono dagli uffici toscani – Due o tre hanno detto chiaramente di aver rimandato le consegne all'anno nuovo. Con una decina siamo in trattativa, ma nessuno ha fornito la data in cui avverranno gli scarichi. Non sappiamo con che priorità partiranno i solleciti e persino la griglia generale delle aziende (oltre una ventina in totale) è ancora da definire. Qui a Barberino viviamo in un limbo, non sappiamo che pesci pigliare e non sappiamo nemmeno che fine faremo".