Inchiesta: Risorgimento

Risorgimento, tra politica e cultura in mostra le passioni di Barracco

Al Museo di Scultura Antica che porta il suo nome è possibile scoprire la storia di un uomo che all'impegno come membro del primo Parlamento italiano univa il piacere del collezionismo.

Mostre Francesco Amorosino 14/10/2010
Titolo: Ritratto di Giovanni Barracco
Fonte: Museo Barracco

Vicino al chiasso di Campo dei Fiori e al traffico di Corso Vittorio Emanuele II, di fronte Palazzo Braschi e a due passi da Piazza Navona c'è un museo che è un piccolo gioiello. Di certo non conosciuto come i suoi fratelli maggiori, è capace di offrire ai visitatori un'esperienza speciale sia per la magnifica collezione che per il bellissimo edificio in cui è ospitato. A far riscoprire questo luogo prezioso sono le celebrazioni dedicate a 'Roma: Capitale d'Italia da 140 anni', che lo vedono protagonista con una mostra e una rivisitazione delle opere.

Stiamo parlando del Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco e della mostra 'Patriota e collezionista' dedicata all'uomo che grazie alla sua passione per l'arte ha permesso la realizzazione di questa istituzione. Barracco, infatti, era un raffinato collezionista di scultura antica, oltre che deputato e senatore del primo Parlamento dell'Italia unita. Fino al prossimo 9 gennaio sarà possibile scoprire la vita intensa di questo personaggio che dalla nativa Calabria è passato attraverso tutte le tappe del Risorgimento, finanziando anche Garibaldi.

La mostra, curata da Maddalena Cima, racconta l’impegno politico di oltre 50 anni nelle aule parlamentari e nella realizzazione del progetto di formazione di un Museo della scultura antica comparata che comprende testimonianze di arte egizia, assira, cipriota, etrusca, greca e romana, fino ad esemplari di arte medievale. Quest'ultima idea diventa realtà prima in un edificio neoclassico appositamente costruito, donato nei primi anni del '900 al Comune di Roma, poi demolito nel 1938, e in seguito spostato nella cinquecentesca 'Farnesina ai Baullari', l'attuale sede del Museo Barracco.

Testa del faraone Sethi I (XIX dinastia, XIII sec. A. C.)Nella mostra, oltre alle splendide sculture della raccolta, di altissimo livello, essenziali nel numero e talmente varie che risulta impossibile annoiarsi, è possibile scoprire le immagini ottocentesche del primo catalogo, numerosi documenti, immagini e oggetti provenienti dal Museo, tra i quali la preziosa pergamena dipinta da Giuseppe Cellini con il diploma di cittadinanza romana, conferito a Barracco dal Comune di Roma nel 1905. 

Tra i tanti capolavori spicca la testa del faraone Sethi I (XIX dinastia, inizio XIII sec. a.C.) alla quale, grazie agli studi di Giuseppina Capriotti Vittozzi, è stato possibile accostare un frammento che faceva parte della statua originale rinvenuto a Grottaferrata e conservato nel Museo dell'Abbazia di S. Nilo. Si è così potuta ricostruire in parte una preziosa statua faraonica giunta in Italia fin dall'antichità, ma anche di individuare esattamente il personaggio raffigurato (finora identificato con Ramesse II) e di determinare la provenienza dell'opera. Arricchisce la storia di questa scultura una lettera di Barracco relativa all'acquisto della testa, conservata alla Biblioteca Angelica, con la frase: “Eureka! Ho trovato il faraone voluto". La mostra è anche l'occasione per presentare il nuovo apparato didascalico del Museo.

Diploma di cittadinanza romana conferito a Giovanni Barracco dal Comune di Roma, 1905

Nato nel 1829 in Calabria, a Isola Capo Rizzuto, da una nobile e antica famiglia di grandi latifondisti, Barracco fu eletto nel 1861 come deputato del primo Parlamento dell'Italia unita, con sede a Torino. E qui, nella città che ospitava il ricchissimo Regio Museo delle Antichità Egizie, l'attività politica di Giovanni Barracco si intreccia con la sua passione collezionistica che, non a caso, trova nell'arte egizia il suo primo e più profondo interesse. Inizia così la formazione della raccolta di scultura antica, come è raccontato nel catalogo della mostra. 

Gli interessi artistici vanno di pari passo con il lavoro in Parlamento dove Barracco affronta temi di carattere locale relativi alla Calabria, insieme ad argomenti di più ampio respiro, anche relativi alle normative sui beni culturali. Il trasferimento del Parlamento a Roma nel 1870 offre a Barracco l'opportunità di partecipare alla stagione di scoperte archeologiche legata ai grandi lavori per Roma Capitale: la collezione conosce, negli ultimi anni dell'800, un incremento straordinario, tanto da consentirgli di realizzare l'ambizioso progetto di creare un 'Museo della Scultura Antica'.

Il fascino della sua straordinaria collezione emerge con forza dalle stesse parole dell'intellettuale, secondo cui "I frammenti sono di per se stessi rivestiti di grande poesia..." perché la loro ricomposizione richiede un "lavoro mentale carissimo alle persone di fantasia mobile e coltivata". Questa è una delle magie del Museo Barracco, dove tra i riflessi delle splendide vetrate colorate si respira la storia e l'eredità di decine di diverse culture, a tratti difficili da interpretare, ma che grazie al loro fascino riescono a trasportarci lontano, verso quei Paesi e quei mondi che lo stesso Barracco non ha mai cessato di amare. 



INFORMAZIONI:
Titolo: 'Barracco. Patriota e Collezionista'
Quando: dal 16 settembre al 9 gennaio 2011
Dove: Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Corso Vittorio Emanuele 166/A, Roma
Orari: dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19; 24 e 31 dicembre dalle 9 alle 14, chiuso il 1 gennaio e il 25 dicembre
Ingresso: intero 4,50 euro, ridotto 3,50 euro, gratuito per i cittadini residenti nel Comune di Roma di età inferiore ai 18 anni e superiore ai 65
Info: 060608
E-mail: info.museobarracco@comune.roma.it
Web: Museo Barracco