Inchiesta: Risorgimento

Risorgimento, l'epopea romana in scena a Palazzo Braschi

Nel rinnovato museo un percorso espositivo narra la storia della città, dalla Repubblica del 1849 fino a giungere alla Breccia di Porta Pia e a Roma Capitale del neonato Regno d'Italia.

Mostre Francesco Amorosino 14/10/2010
Titolo: A. Viviani 'Pio IX si reca alla cappella papale di Santa Maria del Popolo', 1846 circa
Fonte: Museo di Roma

Cinque mesi in cui un'intera città è diventata una fucina di novità, un luogo in cui sembrava che il mondo potesse cambiare, liberandosi dalla sudditanza dalla religione per abbracciare un ideale di unità e fratellanza senza compromessi. Forse è stata eccessivamente romantica l'esperienza della Repubblica Romana del 1849, una nazione nata dopo la rivolta che nei territori dello Stato pontificio estromise Papa Pio IX dai suoi poteri temporali. 

La sua vita durò dal 9 febbraio al 4 luglio, quando l'intervento di Napoleone III riportò in carica il Papa. Eppure, quei giorni furono un preludio a tutto ciò che sarebbe seguito, portando a confronto personaggi importanti come Carlo Armellini, Giuseppe Mazzini, Aurelio Saffi, Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli, divenendo un modo per riscoprire la democrazia. 

Questo pezzo di storia è uno dei temi fondamentali della mostra che si tiene fino al prossimo 9 gennaio nel rinnovato Museo di Roma in Palazzo Braschi, dal titolo 'Il Risorgimento a colori: pittori, patrioti e patrioti pittori nella Roma del XIX secolo', curata da una squadra guidata da Maria Elisa Tittoni e parte delle iniziative per 'Roma: Capitale d’Italia da 140 anni'. 

L'esposizione è un approfondimento e un ribaltamento del punto di vista rispetto a '1861. Pittori del Risorgimento' ospitata dalle Scuderie del Quirinale: se lì, infatti, grandi quadri mostrano il lungo cammino verso l'Unità d'Italia con Roma a fare da spettatrice fino alla Breccia di Porta Pia, qui si vede il fermento, l'attesa, le speranze di una città che aspetta la sua liberazione. 

Episodio di un combattimento nel 1849 fuori Porta San Pancrazio di Roma, 1857

Sono circa cento le opere selezionate tra dipinti, sculture, stampe e reperti provenienti dalle collezioni del Museo di Roma e da altre raccolte italiane pubbliche e private per illustrare a volte in modo didascalico, altre volte in maniera appassionata, quella ventina di anni che vanno dalla Repubblica Romana alla Breccia del 20 settembre 1870, passando per la sconfitta di Garibaldi a Mentana. Alcuni autori sono gli stessi in mostra alle Scuderie, come Gerolamo Induno o Michele Cammarano, oltre a Dario Querci, Carlo De Paris, Michelangelo Pacetti, Ippolito Caffi, George Housman Thomas, Carlo Ademollo, Gioacchino Toma, Onorato Carlandi.

Si va dal dipinto di Ippolito Caffi, che descrive l’entusiasmo popolare in Piazza del Quirinale per la concessione dello Statuto da parte di Pio IX, alla sezione dedicata alla Repubblica Romana con la tela di Dario Querci, con Giuseppe Mazzini che in Campidoglio annuncia ai romani l'istituzione della Repubblica, e il dipinto di George Housman Thomas raffigurante Garibaldi nell'assedio di Roma.

I dipinti di Gerolamo Induno e Giambattista Bassi testimoniano la desolazione dei luoghi bombardati, mentre gli ultimi atti dell'epopea risorgimentale romana sono ripercorsi nelle tele di Michele Cammarano e Archimede Tranzi, che rievocano la breccia di Porta Pia. Molto originale e interessante è la sezione dedicata alla grafica, presentata nelle due nuove sale con accesso dal cortile di Palazzo Braschi, aperte al pubblico proprio in questa occasione. Qui è ospitata la documentazione degli avvenimenti romani in 49 opere, tra disegni, incisioni e libri rari, alcune esposte per la prima volta.

Ciceruacchio annuncia al popolo che Pio IX ha concesso lo Statuto

In mostra si trova anche l'abito scultura di Roberto Capucci 'Angelo Barocco', realizzato nel 1987 e personalizzato per l'occasione, proveniente dall'Archivio Storico Fondazione Roberto Capucci. Un inserimento che lascia qualche dubbio in quanto spezza il percorso espositivo senza un'evidente ragione. Ciò non rovina, però, un cammino che si snoda nelle magnifiche sale del Palazzo finalmente tornato agli antichi splendori dopo un lungo restauro iniziato nel 1997. 

Sono  stati raddoppiati gli spazi espositivi, oltre a ristrutturare il piano terra del palazzo con la nuova biglietteria e la libreria rinnovata, due sale per le esposizioni temporanee, il Brascafè, la caffetteria del Museo, e un nuovo spazio destinato a guardaroba e sala di attesa, dotato di armadietti per il pubblico e monitor con video introduttivi al percorso museale. L'intervento più scenografico e paradossalmente più semplice, però, è la riapertura del portone monumentale su Piazza Navona che dal cortile del Palazzo offre uno scorcio meraviglioso su uno dei luoghi più belli della Capitale. 

Questa mostra è anche una celebrazione della città, della sua importanza storica e del suo ruolo nella riunificazione d'Italia. Come ricorda la curatrice nel testo del catalogo fu Cavour, nella seduta del Parlamento italiano del 25 marzo 1861, a dire che "senza Roma capitale d'Italia, l'Italia non si può costituire…In Roma concorrono tutte le circostanze storiche, intellettuali, morali, che devono determinare le condizioni della capitale di un grande stato: Roma è la sola città d'Italia che non abbia memorie esclusivamente municipali; tutta la storia di Roma, dal tempo dei Cesari al giorno d'oggi, è la storia di una città la cui importanza si estende infinitamente al di là del suo territorio, di una città, cioè, destinata a essere la capitale di un grande Stato". 

E quando finalmente, con la Breccia di Porta Pia, Roma assurge al compito che la Storia le ha affidato, sono le parole del testimone d'eccezione Edmondo De Amicis  nei suoi 'Ricordi di Roma' a dare il peso dell'emozione di quei momenti: "Per la breccia vicina entravano rapidamente i nostri soldati…Entrammo in città. Le prime strade erano già piene di soldati. È impossibile esprimere la commozione che provammo in quel momento; vedevamo tutto in confuso, come dietro una nebbia…il popolo romano ci correva incontro…Le case si coprono di bandiere. Il popolo si getta tra i soldati gridando e plaudendo…I sei battaglioni bersaglieri della riserva, preceduti dalla folla, si dirigono rapidamente al suono della fanfara, in piazza Colonna. Da tutte le finestre sporgono bandiere, s'agitano fazzoletti bianchi, s'odono grida ed applausi. Il popolo accompagna col canto la musica delle fanfare…l'entusiasmo è al colmo. Non v'è parola umana che valga ad esprimerlo…". E poi conclude: "Io, ve lo giuro, non ho mai visto uno spettacolo simile; è impossibile immaginare nulla di più solenne e di più meraviglioso".



INFORMAZIONI:
Titolo: 'Il Risorgimento a colori: pittori, patrioti e patrioti pittori nella Roma del XIX secolo'
Dove: Museo di Roma in Palazzo Braschi, Piazza di San Pantaleo, 10, Roma
Quando: dal 19 settembre 2010 al 9 gennaio 2011
Orari: da martedì a domenica dalle 9 alle 19
Ingresso: intero 8 euro, ridotto 6 euro, gratuito sotto i 6 anni di età; cittadini residenti a Roma di età inferiore ai 18 e superiore ai 65 anni
Info: 060608
Web: Museo di Roma