Inchiesta: I tagli alla cultura

Tagli alla cultura: Fondazioni liriche, passa il decreto Bondi, ma gli enti si ribellano

Contrattazione nazionale, turn over, pensioni e assunzioni i punti contestati della legge. Il senato approva la norma con 150 si, 112 no e 3 astenuti, tra le proteste di Pd e Idv. Bisognerà aspettare 18 mesi, quando saranno pronti i regolamenti attuativi.

Cronaca Italia Gianluca Colletta 30/06/2010
Titolo: Una scena della 'Tosca', di Giacomo Puccini
Fonte: Immagine dal web

Mondo della lirica in rivolta. Tra i tagli previsti in finanziaria e l'approvazione del decreto Bondi sulla riforma del settore, approvato al Senato nell'ultimo giorno disponibile, crescono le preoccupazioni della categoria. Dopo la maratona di oltre 26 ore alla Camera, il ministro per i Beni e le Attività culturali incassa così un netto consenso dal Parlamento.

Con 150 voti favorevoli, 112 contrari e 3 astenuti sono tanti i cambiamenti che interesseranno nel prossimo futuro le fondazioni liriche. Ignorate, dunque, tutte le proteste degli addetti ai lavori, con quelli della Scala di Milano in prima fila, che come molti altri istituti sono in assemblea permanente da giorni. Scarsa fortuna anche per gli emendamenti presentati da Pd e Idv, che a causa di una discussione contingentata non sono neanche stati esposti all'aula dai rispettivi relatori, venendo bocciati dal Governo senza possibilità di replica.

"L'approvazione del decreto - ha commentato il ministro Sandro Bondi - è una riforma che salverà dal fallimento l'opera la cui crisi era nota da anni, ma nessuno aveva mai fatto niente per affrontarla. Il profilo riformista del governo si evidenzia anche con questa legge che ha il merito di dimostrare che amare la cultura non significa ignorare il modo in cui le risorse pubbliche vengono utilizzate".

L'obiettivo del decreto, ora convertito in legge, è quello di mettere ordine ai bilanci delle Fondazioni che gestiscono i 14 teatri dell’opera italiani. Rispetto alla stesura originale c'è stato qualche cambiamento, anche se nel complesso i principi cardine rimangono immutati. Tra le misure bocciate, la norma che prevede un tetto d'ingaggio, inferiore a quello stabilito dal mercato, ai compensi dei grandi artisti, che avrebbe causato una loro fuga e un impoverimento degli spettacoli italiani.

Per avere un quadro più generale bisognerà aspettare presumibilmente 18 mesi, tempo entro il quale, su proposta del Mibac, tenendo conto dei pareri della Conferenza unificata, del Consiglio di Stato e delle competenti commissioni parlamentari dovranno essere emanati i nuovi regolamenti che disciplineranno il settore. Inoltre, tutte le Fondazioni, dimostrando efficienza e corretta gestione delle risorse, potranno ottenere l'autonomia, cosa che inizialmente era riconosciuta solo al Teatro alla Scala di Milano e all'Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma.

Uno dei punti più contestati riguarda quello delle assunzioni e degli accordi sindacali. Cambiano dunque le regole per la modifica e la firma del contratto nazionale, che da oggi dovrà essere sottoscritto da una rappresentanza delle Fondazioni coadiuvate dall'Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale nelle pubbliche amministrazioni) e dalle associazioni dei lavoratori più rappresentative, mentre il trattamento economico aggiuntivo potrà essere riconosciuto solo nel caso in cui il bilancio delle Fondazioni sia in attivo. Inoltre, dal 2012 le assunzioni a tempo indeterminato saranno limitate al 'turn over' del personale, sempre a tempo indeterminato, che nel corso dell'anno precedente ha lasciato il servizio. Il limite di età per i ballerini per andare in pensione, infine, è stato portato a 45 anni, anche se per i prossimi due anni, tutti coloro che hanno un contratto a tempo indeterminato possono esercitare un’opzione per rimanere in servizio per altri 24 mesi.

Per quanto riguarda la Fondazione Petruzzelli di Bari, il decreto prevede che l'ente può effettuare assunzioni a tempo determinato e indeterminato, "nei limiti della pianta organica approvata, preventivamente autorizzate dal Mibac". Ultimo  important cambiamento degno di attenzione riguarda l'IMAIE, l'istituto mutualistico del settore, che resta privato, ma la sua attività è soggetta alla vigilanza congiunta della Presidenza del Consiglio dei ministri, del Mibac e del ministero del Lavoro per evitare i dissesti dovuti alla gestione degli ultimi anni.

Una riforma che a molti non piace, a cui vanno aggiunti i tagli previsti dalla prossima manovra finanziaria. Secondo le ultime novità, i fondi destinati agli enti culturali italiani verranno ridotti, senza distinzioni, del 50%. Le proteste continuano, la lirica fa sentire la propria voce, ma gli acuti, questa volta, vengono messi per iscritto sugli striscioni di protesta.