Inchiesta: Crisi economica europea

Crisi economica: le misure dell'Europa per evitare un nuovo caso Grecia

Il Parlamento Europeo ha votato gli oltre 3mila emendamenti del pacchetto di supervisione finanziaria, per scongiurare altri squilibri finanziari tra i Paesi Ue. Obiettivo: aumentare i controlli sulle banche, le assicurazioni e i fondi di investimento.

Crisi economica Redazione/V 11/05/2010
Fonte: Immagine dal web

Dopo gli effetti della crisi greca, il Parlamento Europeo cerca di correre ai ripari. E lo fa varando misure energiche per aumentare i controlli sugli istituti bancari, sulle assicurazioni e sui fondi di investimento. La commissione per gli Affari economici e monetari ha infatti votato gli oltre 3mila emendamenti alle relazioni del cosiddetto "pacchetto di supervisione finanziaria", che mira ad evitare il rischio di nuove crisi come quella scoppiata nel 2008. Ecco una panoramica sulle proposte all'esame dei deputati. 

CINQUE MECCANISMI DI SUPERVISIONE. Il Parlamento Europeo, a seguito dei primi segnali della crisi negli Usa ad inizio 2008, ha chiesto alla Commissione europea di stabilire misure adeguate per il controllo dei mercati finanziari. E il pacchetto di proposte, che comprende cinque meccanismi di supervisione, è arrivato a metà 2009. Da lì in poi i parlamentari hanno lavorato alla definizione delle caratteristiche che il sistema dovrebbe assumere, fanno sapere dal Pe. Il 10 maggio 2010, la prima tappa decisiva: il voto in commissione della gran parte delle misure. Solo una direttiva, quella sui gestori di fondi alternativi, verrà votata il prossimo 17 maggio. 

MISURE IN VIGORE DALLA FINE DELL'ANNO. Il voto della plenaria è previsto per giugno, a luglio invece l'attenzione si concentrerà sui fondi alternativi. Le misure potrebbero entrare in vigore già alla fine dell'anno, se Parlamento e Consiglio trovano un accordo. In generale, la posizione dei parlamentari è favorevole a una regolamentazione severa e a livello europeo.

LE AUTORITY DI CONTROLLO. Sono quattro le autorità che permetteranno, in stretta collaborazione con gli organi di supervisione nazionali, di "controllare a livello europeo il corretto funzionamento dell'economia, e più in particolare le istituzioni chiave dal punto di vista sistemico, e i canali di investimento alternativi, come gli hedge funds", si fa notare dal Parlamento Europeo.   

LA PROPOSTA, CREARE TRE ISTITUZIONI FINANZIARIE. La Commissione ha proposto la creazione di tre autorità: l'Autorità Bancaria europea (EBA), l'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA), sotto cui ricadrebbero anche  le agenzie di notazione, e l'Autorità europea delle assicurazioni e delle pensioni ((EIOPA). Non si tratterebbe di organi responsabili di monitorare l'intero settore di loro competenza, ma specifiche istituzioni finanziare che, per le loro caratteristiche, in caso di problemi, potrebbero costituire una minaccia per il sistema.

Le tre autorità, composte dai rappresentanti al più alto livello delle autorità di supervisione nazionali corrispondenti più un portavoce, contribuiranno ad armonizzare gli standard e la regolamentazione fra Paesi UE, con l'obiettivo finale di stilare una serie di norme comuni per i regolatori nazionali. Responsabile per la relazione sull'Autorità bancaria è il popolare spagnolo José Manuel García-Margallo y Marfil, sull'Autorità degli strumenti finanziari il Verde Sven Giegold e, per le assicurazioni e pensioni, il laburista britannico Peter Skinner (S&D).

COMITATO UE PER IL RISCHIO SISTEMICO. La prima proposta della Commissione consiste nella creazione di un istituto di vigilanza che supervisioni il sistema finanziario nel suo insieme. Composto dai direttori della Banca Centrale Europea e delle Banche centrali nazionali, più i responsabili delle autorità europee e nazionali di supervisione, l'organo avrebbe sede a Francoforte, sotto l'egida della Bce. Il suo ruolo sarebbe lanciare l'allerta anticipata su determinati rischi del sistema economico e fornire raccomandazioni ai supervisori nazionali ed europei, che sarebbero tenuti ad accoglierle o, in caso contrario, a dare spiegazioni. Il Parlamento avrebbe potere di supervisione sull'organismo, e riceverebbe le raccomandazioni rivolte agli Stati in modo da poterne controllare la messa in atto. 

GESTORI DI FONDI INVESTIMENTO ALTERNATIVI. La relazione sui Gestori dei fondi alternativi, curata dal conservatore francese Jean-Paul Gauzés (PPE) sarà votata il 17 maggio per permettere ai deputati di prendere in considerazione le osservazioni della commissione giuridica. Lo scopo è quello di imporre regole severe ai gestori di hedge funds, private equity, fondi immobiliari. Inoltre, dovranno essere registrati in uno Stato membro, provare le competenze dei manager e delle strutture di amministrazione, essere sottoposti ad audit e soddisfare requisiti di capitale minimo.

OLTRE 3MILA EMENDAMENTI. I parlamentari vogliono una regolamentazione stringente, si fa notare, più di quanto proposto dalla Commissione  per la supervisione dei mercati e per evitare future crisi. Gli oltre 3mila emendamenti presentati nel pacchetto, chiedono la creazione di specifici fondi per "aiutare sistematicamente le banche importanti in caso di perturbazioni, norme più rigide per obbligare le autorità nazionali ad accogliere le raccomandazioni degli organi di supervisione europei e la possibilità per questi ultimi di imporre le proprie soluzioni in caso di conflitto". Tra l'altro, i deputati vorrebbero che le leggi prevedessero la "possibilità di bandire temporaneamente alcuni prodotti finanziari, e che le autorità europee, in caso di necessità, possano prendere direttamente il controllo di specifiche istituzioni finanziarie".

LA RIFORMA DEL PATTO DI STABILITA'. I vertici delle istituzioni comunitarie, con le decisioni prese nelle ultime ore sull'onda della drammatica crisi economico-finanziaria della Grecia, hanno, di fatto, salvato l'euro. Ora è necessario intervenire sulle norme esistenti, a partire dal Patto di stabilità del quale "sono anni che chiediamo una riforma". Parole del presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, sottolineando che da oggi "qualsiasi tentativo di attaccare uno Stato membro è destinato al fallimento, perchè ciascuno ha la solidarietà di tutti i partner dell'Unione monetaria". Barroso chiarisce che "non si tratta solo di un meccanismo di assistenza, ma anche di un patto di consolidamento delle finanze e di rafforzamento della governance economica".

Il presidente della Commissione chiede nuove regole, sottolineando che, per esempio, quella di riformare il Patto di stabilità  "non è una nuova moda. Sono anni che lo chiediamo e diciamo che le norme esistenti non bastano". Barroso non ha dubbi, "non ci può essere un'unione monetaria senza una reale unione economica". Deve esserci, sostiene, una "vera governance economica" e di conseguenza "va rafforzata la sorveglianza del Patto di stabilità, il mercato interno va approfondito, e l'armonizzazione va estesa anche a parametri macroeconomici come appunto la crescita, l'inflazione e, soprattutto, la competitività". 

BARROSO, IN ALCUNI PAESI EURO ILLUSIONE DI PROSPERITA'. L'euro, sottolinea Barroso, "è stato un fatto straordinariamente positivo per tutti. Ma in alcuni Paesi - nota - ha creato quella che io definisco 'l'illusione della prosperità' ". Ha quindi allentato, spiega il presidente, "lo stimolo a migliorare la propria competitività economica, perché ha fatto venir meno la pressione della svalutazione e la crisi finanziaria ha agito da rivelatore di questi squilibri". Per Barroso "è arrivato il momento di operare quelle riforme strutturali che sono state rimandate per troppo tempo e credo che se i governi daranno prova di leadership, la gente capirà".


LINK
- Il pacchetto di supervisione finanziaria