Inchiesta: Salute materna

Salute materna: sul cesareo linea guida nazionale per arginare il fenomeno

Stilato dall'Istituto superiore di sanità un piano informativo e di riferimento sul 'parto chirurgico'. L'iniziativa vuole rendere più consapevoli gestanti e operatori sanitari, su una pratica che in Italia assume proporzioni allarmanti.

Salute e Prevenzione Paola Simonetti 19/02/2010
Fonte: ISS

Paura di medici e gestanti, scarsa informazione. Ad incentivare l'eccessivo ricorso al cesareo (passato dall'11 per cento del 1980 al 38 per cento del 2008) concorrono, secondo le stime nazionali, questi fattori di base: scongiurare gli imprevisti del parto naturale per i ginecologi, timore del dolore per le future mamme, peraltro scarsamente informate sulle eventuali ripercussioni del 'parto chirurgico'.  Un meccanismo che l'Istituto superiore di sanità mira a scardinare con una nuova linea guida nazionale, 'Taglio cesareo: una scelta appropriata e consapevole', presentata di recente, rivolta sia ai professionisti della salute, coinvolti nel percorso di assistenza alla nascita, che alle gestanti.

Uno dei nodi centrali dell'iniziativa è il miglioramento della comunicazione tra le donne e gli operatori sanitari attraverso due documenti, da realizzare in momenti diversi. I principali temi trattati riguardano informazioni da offrire alle neomamme sulle modalità di parto, i contenuti e i tempi di acquisizione del consenso informato e l'eventuale richiesta materna di taglio cesareo in assenza di motivazioni cliniche. 

La comunicazione, dunque, è vista come aspetto fondamentale "per rimuovere paura e ansia eccessive delle partorienti, ma anche per migliorare il processo decisionale e l'esperienza soggettiva legata al parto". Una metodologia che, sottolinea l'Istituto superiore di sanità (Iss), "alcuni trial clinici hanno mostrato come realmente efficace". "Questa linea guida - ha precisato Enrico Garaci, presidente dell'Iss, nella nota introduttiva al documento-, rappresenta il passo iniziale, per quanto significativo, di un percorso che è anche una sfida, da giocarsi sul terreno del consolidamento delle buone pratiche nell'assistenza alla nascita". 

Un fenomeno complesso, quello dell'abnorme ricorso al cesareo, ha osservato ancora Garaci, per governare il quale non bastano raccomandazioni, seppure suffragate da prove scientifiche: "Si richiede, piuttosto, un riorientamento complessivo del sistema, un approccio integrato in cui le misure di programmazione sanitaria, a livello nazionale e regionale, sappiano coniugarsi con l'implementazione di iniziative di educazione e di protocolli clinico-organizzativi a livello locale. Nella consapevolezza che - ha aggiunto il presidente dell'Iss - su questa capacità di pensare e agire come sistema si deciderà, in larga misura, il futuro della sanità pubblica in Italia".

Parte cruciale del piano, anche il modello della costruzione del consenso: "per evitare che la donna deleghi tutte le decisioni al medico e che poi, in caso di problemi, ricorra alla denuncia medico-legale". Per una più capillare divulgazione sul tema è predisposta una versione del documento specificamente rivolta alle donne, 'Taglio cesareo solo quando serve'.


DOCUMENTI
- La linea guida dell'ISS
- Opuscolo informativo