Inchiesta: Violenza sulle donne

Violenza sulle donne: curate nel mondo oltre 12 mila vittime di stupro in un anno

Da Medici Senza Frontiere, un rapporto sull?esperienza dell?organizzazione nel sostegno alle donne violate nei Paesi in via di sviluppo. Storie di abusi perpetrati soprattutto da parenti, vicini di casa e soldati.

Donne Paola Simonetti 22/04/2009
Fonte: salute.noiblogger.com

Lo stupro si consuma, in molte zone del mondo, sullo sfondo di uno scenario di degrado, all'interno di rapporti di parentela malati o in contesti di conflitti armati. 

L'organizzazione umanitaria Medici senza frontiere, registra nel suo ultimo rapporto "Vite spezzate", circa 12 mila vittime di violenza sessuale curate ogni anno, nell'ambito di attività svolte in Liberia, Burundi, Repubblica democratica del Congo, Sud Africa, Colombia e in altri Paesi in via di sviluppo. 

"Le vittime raccontano storie di orrore e dolore, spesso inflitti proprio dalle persone che dovrebbero garantire loro protezione - spiega Meinie Nicolai, direttrice delle operazioni di Msf - come padri, zii, vicini di casa o soldati. Tutte le vittime di stupro corrono seri rischi a lungo termine per la salute".

Fondamentale in tal senso, secondo Msf, la profilassi successiva alla violenza per prevenire l'eventuale contagio dell'infezione Hiv, che dovrebbe avvenire con urgenza, entro 72 ore per garantire efficacia. Una terapia inclusiva anche della profilassi per la prevenzione di altre infezioni sessualmente trasmissibili, come l'epatite B, il vaccino contro il tetano nel caso di ferite, mentre nel caso di contraccezione di emergenza per scongiurare il rischio di gravidanze indesiderate e' possibile effettuarla fino a cinque giorni dopo il rapporto.

Difficili, tuttavia, gli interventi sanitari in questi luoghi del mondo: "Le cure di emergenza specifiche di cui le vittime di stupro hanno bisogno sono molto rare o completamente assenti nei paesi in cui operiamo - afferma Thilde Knudsen, responsabile di Msf per la salute sessuale e riproduttiva - Il trauma non puo' essere completamente rimosso". "I postumi psicologici della violenza -prosegue -  rischiano di compromettere seriamente la qualita' di vita delle vittime. Tuttavia un tempestivo e mirato trattamento medico di emergenza, abbinato a un adeguato supporto psicologico, sociale e legale, possono limitare i danni e aiutare le vittime a sopravvivere".

Fare rete fra tutti i soggetti coinvolti nel supporto medico, potrebbe essere la risposta migliore; un coordinamento tra le organizzazioni, capace di dare risposte socio-medico-legali adeguate. Nodo cruciale di difficile soluzione, secondo Msf, la garanzia che le vittime portino a termine le cure. "Integrare i servizi medici per le vittime di violenza sessuale nel sistema di assistenza sanitaria generale - conclude l'organizzazione - puo' contribuire a garantire la riservatezza, anche se spesso, per rompere i tabu' legati alla violenza sessuale, si rendono necessarie delle aggressive campagne di sensibilizzazione".

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- Medici Senza Frontiere