Inchiesta: Rom in Italia

Rom: vittime di un Olocausto minore

Perso nella dimenticanza, lo sterminio nazista che falcidiò mezzo milione di zingari non ha ancora conosciuto giustizia. Le pagine di storia lo dimenticano, così come gran parte delle commemorazioni dedicate al popolo ebraico.

Immigrazione Paola Simonetti 16/03/2009

Le loro vite valevano qualcosa meno. Ancor meno di quelle di ebrei, omosessuali, disabili, matti. Perché un'antichissima tradizione di persecuzione nei loro confronti, sembrava giustificare quel guizzo di ferocia in più, per gli operosi pianificatori dello sterminio nazista. 

Del loro Olocausto, che i sopravvissuti chiamano Porrajmos, (quello che divora), si è perso il conto. Sconosciuto ad oggi il numero esatto delle vittime rom nei lager: il mancato esame di tutti i documenti dell'epoca lasciano ancora un'ombra di incertezza, anche se le ultime stime del 1997 ad opera dell'Istituto di ricerca dell'Holocaust Memorial Museum di New York, parlano di un numero che oscilla tra 500mila e un milione di vittime durante il III° Reich.

Molte vite bruciate dall'odio razzista, non sono state conteggiate perchè appartenenti a zingari, che spesso venivano uccisi a freddo direttamente sul posto delle catture, foreste, campi, boschi. Gli altri vennero rinchiusi nei lager di sterminio, dove subirono sterilizzazioni di massa, esperimenti, lavori forzati, per terminare le loro tribolazioni nelle camere a gas e infine nei crematori. 

Alcuni di loro furono indirizzati al campo di Dachau, destinato in un primo momento ai cosiddetti "asociali", vagabondi, mendicanti, alcolizzati, omosessuali, Testimoni di Geova e oppositori del regime. In un secondo momento, per liquidare definitivamente la "risoluzione della questione zingara", sia all'interno dei lager che negli ospedali, i rom furono sottoposti alla sterilizzazione coatta.

Già nel giugno del 1940 Hitler aveva ordinato lo sterminio di "tutti gli Ebrei, di tutti gli Zingari e di tutti i funzionari politici comunisti dell'Unione sovietica", non prima di aver già dato avvio, nel gennaio precedente alla prima azione genocidaria dell'Olocausto contro i rom: più di 250 bambini vennero uccisi a Buchenwald, dove venivano utilizzati come cavie per testare l'efficacia dei cristalli di Zyklon-B, che venne poi utilizzato in seguito nelle camere a gas. 

Una sorta di "palestra dei carnefici", che negli anni successivi innescarono a pieno ritmo la macchina di morte che poi falcidiò centinaia di migliaia di zingari. Tristemente famoso, resta il 1 agosto del 1944, che vide la mattanza, in una sola volta, di 4mila di loro, prima gasati e poi inceneriti a Auschwitz-Birkenau, in quella che viene ricordata con il nome di "Zingeunernacht",  "la notte degli Zingari".

L'Olocausto zingaro, fu la diretta conseguenza di secoli di persecuzione e pregiudizio che in Germania avevano dilagato rafforzandosi nel tempo, fino ad approdare agli studi dei ricercatori nazisti sulla genetica, allo scopo di provare la naturale e congenita inclinazione dei rom all'omicidio, il furto, il rapimento di bambini.

Ma politiche discriminatorie contro gli zingari, vennero introdotte già molti anni prima dell'avvento del nazismo: nel corso degli anni '20, malgrado i principi egualitari sui quali era nata la Repubblica di Weimar, venne loro vietato l'ingresso nei giardini pubblici e nelle docce pubbliche. Nel 1925 una conferenza sulla "Questione zingara" portò a introdurre leggi che prevedessero l'invio dei rom in campi di lavoro per "motivi di salute pubblica" e la loro iscrizione sistematica presso gli elenchi dei commissariati. Dopo il 1927, tutti i nomadi, bambini compresi, furono costretti a portare sempre con sé una carta di identità con fotografia ed impronta digitale. Il 1929, fu l’anno della nascita, a Monaco, dell' "Ufficio centrale per la lotta contro gli zingari".

Dopo numerosi provvedimenti che sancirono gli anni successivi la deprivazione di diritti civili dei rom, nel 1937 la legge sulla cittadinanza nazionale stabilì il loro declassamento a cittadini di seconda classe insieme agli ebrei. Ma fu nel 1938 che si preannunciò l'inizio della fine: tra il 12 ed il 18 giugno di quell’anno fu attuata la "settimana di pulizia antizingara", che sfociò poi nello sterminio di cui conosciamo i contorni.  

Un genocidio dimenticato, di cui non è mai stata resa giustizia al popolo rom, che ancora attende un risarcimento. Le pagine di storia narrano che, nei processi contro i nazisti responsabili di crimini contro l'umanità che seguirono alla fine della guerra, Norimberga in testa, nessuno chiamò mai un testimone zingaro. Al processo di Gerusalemme, il capo d'imputazione che riguardava questo argomento venne annullato. Nessun colpevole è stato mai chiamato a rendere conto, né punito per lo sterminio dei rom.

LINK
- Holocaust Memorial Museum di New York