Inchiesta: Senza fissa dimora

Senza fissa dimora: dalla parte delle associazioni

Chi aiuta le persone senza dimora nei "non luoghi" della città di Roma.

Costume Valentina Difato 02/12/2008

Chi la strada l'ha vissuta, provata e sentita sulla propria pelle sa bene quanto è necessario il lavoro delle associazioni che aiutano i senza dimora. Una mano ed un sorriso, a volte, bastano a riscaldare una fredda serata invernale. Ma coperte, un cibo caldo, assistenza legale e ricostruzione dei rapporti relazionali prima di tutto.

L'esercito delle associazioni che scende nelle strade della città per aiutare i senzatetto è molto vario ed eterogeneo. La lotta alla povertà è il loro obiettivo, ma fuori dalla logica del mero assistenzialismo. Perché chi vive per strada ha bisogno non solo di beni materiali, come cibo e coperte, ma soprattutto di recuperare e mettere in campo le proprie risorse.

Oltre ai servizi garantiti dal Comune e dalla Sala Operativa Sociale, spesso insufficienti a coprire i bisogni di migliaia di persone, a Roma l'universo delle cooperative e delle associazioni, laiche e non, che fanno capo al Terzo settore, è ampio: mense, centri di accoglienza, ostelli notturni e assistenza alle persone direttamente in strada.

MANGIARE. Mense sociali, così le chiamano gli addetti ai lavori: un primo, un secondo con contorno e una frutta è quello che offre il menu. Per il pranzo e la cena, i senza dimora e i poveri della città possono usufruire delle mense della Caritas Diocesana: tutti i giorni a Colle Oppio, Ostia e Primavalle operatori sociali e volontari offrono il pranzo, in un ambiente familiare, che faccia sentir meno la privazione. Per il ristoro serale, la cena è distribuita alla mensa della stazione Termini, centro focale di molti senza dimora della città. Anche comunità, parrocchie e altre associazioni religiose, dispongono di mense che offrono questo tipo di servizio.
Ma mangiare si può anche per strada: da Ostiense a Termini, da Tiburtina a Trastevere, passando per l'Esquilino e piazza Venezia, tutto è organizzato. Associazioni come Con Altri Termini, i Figli di Maria per i piccoli, Sant'Egidio, Esercito della Salvezza e parrocchie varie offrono pasti caldi o panini, bevande, coperte e tanto ascolto a chi per la strada ci vive.

DORMIRE. Un cartone sistemato lungo i binari della stazione è il letto di molti clochard. Ma chi è più fortunato, dall'italiano allo straniero, e possiede tutte le carte in regola, viene temporaneamente ospitato in un ostello Caritas o parrocchiale, dove, pur avendo rigidi orari di entrata e di uscita, almeno può sentirsi un po' a casa.

VIVERE. Rimettere in circolo le risorse ed integrare la persona è il fine di associazioni di volontariato e delle cooperative che lavorano con i senza dimora. Numerosi centri diurni e di ascolto sono sparsi nella capitale per dar sostegno e aiuto di qualsiasi genere a queste persone. In ambienti ospitali e familiari come quello del Binario 95, centro diurno per senza dimora che si trova nei pressi della stazione Termini, si può beneficiare di servizi di prima assistenza, una doccia, il cambio della biancheria, ed intrattenersi, con attività espressive corrispondenti alle proprie sensibilità e ai propri bisogni di relazione. Laboratori e centri come questo, creati appositamente con lo scopo di riscoprire le risorse individuali di ogni senza dimora, sono una  nota di originalità nel panorama del sociale.

INFORMARE. Le associazioni si occupano, infine, di sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema dei senza dimora e di dar voce agli emarginati, associazioni come quella creata sulla scia del famoso giornale di strada milanese, Terre di mezzo. Nell’ottica di promuovere con ogni mezzo la cultura di cui il giornale è portatore, basata su una corretta informazione, su principi di tolleranza e multietnicità, l’Associazione Insieme nelle Terre di mezzo, annualmente, si fa portavoce di diverse iniziative.

La Notte dei senza dimora dell’ottobre scorso rientra in quest'ottica: conoscere l'altro ed arricchirsi esplorando quelle terre di confine che servono ad unire due mondi, abbattendo le barriere ed eliminando la paura del diverso.


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- Sala Operativa Sociale Comune di Roma