Inchiesta: Burlesque

Burlesque: Eve La Plume, "Io, performer primadonna"

Bustier, guepiere, piume, spugne e bolle di sapone. Così scherzando la danza di Eve incantanta e seduce.

Costume Vanessa Bozzi 08/10/2008
Fonte: Burlesque Italia

Lunghi capelli rossi, un aria aristocratica d'altri tempi, un sorriso seducente e civettuolo. Così si presenta la burlesque performer Eve La Plume, un nome perfetto per questa 31 enne primadonna sul palco che in scena si muove sinuosa e leggera come una piuma. 

Nome d'arte della milanese Manuela Porta, Eve ("un nome che mi si è cucito addosso e ora è un tutt'uno con me") sprizza una energia contagiosa ed ha l'aria - nei suoi spettacoli come durante questa intervista - di una che si diverte un mondo.

Quando hai iniziato a fare spettacoli?
"Ho iniziato circa due anni fa. Amo molto la letteratura erotica e mi sono accorta che spesso il sesso e la sessualtà in questo tipo di libri sono descritti con aggressività, le donne mostrate quasi come fossero di plastica, cattive...donne che quasi fanno male agli uomini...così ho pensato di inventarmi uno spettacolino che mostrasse la sensualità in modo divertito...solo dopo ho scoperto che questo genere esisteva già e che era il Burlesque. E' stato quasi un percorso naturale, ho sempre vissuto in un mood Burlesque, anche la mia casa ha atmosfere riconducibili a questa forma teatrale: molto barocca con pareti rosse... E poi amo questo stile... mi vestirei burlesque anche per fare la spesa".

Cosa provi quando sei sul palcoscenico?
"La prima volta che sono salita sul palco, pensavo che sarei scappata dall'uscita secondaria per il terrore. Ma appena entrata iniato ho pensato che mi stavo divertendo troppo per avere paura. Oggi riesco a salire sul palco più serena perché so che l'energia degli spettatori creano per me degli attimi in cui il tempo si ferma, una sensazione che non provo in altre circostanze".

Provi mai provato imbarazzo durante uno  show?
"Provo spesso imbarazzo quando devo raccontare il mio show a persone che mi guardano con sospetto perché non sanno di cosa si tratta. Ma non provo mai imbarazzo quando sono in scena perché sento di fare uno spettacolo 'pulito', senza nulla di torbido. Spesso le persone che prima mi guardavano con disappunto dopo lo spettacolo cambiano atteggiamento e sono le più incuriosite e le più gentili nei miei confronti".

Quali sono i tuoi numeri più celebri?
"C'è il 'Marie Antoniette', ispirato alla celebre regina di Francia, c'è il 'Pigalle' in cui sono ricoperta da enormi ventagli di piume e c'è 'Burlesque Rouge', una parodia del Moulin Rouge in cui gioco dentro una vasca da bagno rossa.  Poi c'è il numero del 'Carillon' in cui io sono una ballerina in un enorme carillon".

Come prepari i tuoi spettacoli?
"E' un lavoro mi impegna soprattutto mentalmente. Faccio uno studio sul personaggio che rappresento sul palcoscenico, penso al costume e agli accessori, ma soprattutto a provo a immaginarmi come si sarebbe comportato quel personaggio e cosa avrebbe fatto. Per esempio nel numero su 'Marie Antoniette', non solo indosso un costume di quel periodo, ma salgo sul palco e sono altera, come una regina. Faccio delle mosse che sono riconducibili alla leggenda delle brioche. E poi divento pazza. Cioè Marie Antoniette diventa pazza: di spoglia fa l'hula-hoop con i cerchi del vestito..."

E la musica?
"Molti scelgono melodie anni '50 e '60 . Io invece vado un po' più indietro nel tempo e certo musiche anni 30 o 40, orchestre con effetti sonori, fischietti, che mettono anche allegria. Del resto il Burlesque è allegria".

Quanto conta invece l'allenamento fisico?
"Io ho alle spalle tanti anni di pattinaggio artistico ma dal punto di vista tecnico non mi servono a molto, forse a saper tenere la scena, ma non di più. Per fare uno show di Burlesque servono soprattutto ironia, carisma, ammiccamenti e sorrisi non si deve necessariamente essere belle. Nel Burlesque ci sono molte artiste che sono grasse e brutte. E' un inno alla  normalità perché l'universo femminile è anche questo. E alle donne piace... Non a caso molte donne vengono a vedere i miei spettacoli e si mettono in prima fila..."

Il Burlesque è anche moda, per questo insieme ad altre due ragazze hai creato un brand di abbigliamento che strizza l'occhio proprio al Burlesque?
"E' vero. Ho studiato fashion design al Centro Formazione Professionale della Regione Lombardia e con due mie colleghe di corso, Susan Boffi e Alessandra Impalli,  abbiamo pensato di aprire un'attività. Così è nato Lou Fashion Design, un nome ispirato a Lou Salomè (donna vissuta a cavallo tra '800 e '900, che ispirò 'Così parlò Zarathustra' di Friedrich Nietzsche , scritto dal filosofo dopo che lei si rifiutò di sposarlo ndr). E poi eravamo convinte che questo nome ci avrebbe portato fortuna... Facciamo pezzi unci, cuciti a mano e abiti da sposa e da cerimonia  non convenzionali, magari ispirati agli anni '30. E poi facciamo anche costumi teatrali o per video musicali. Abbiamo collaborato con Carmen Consoli, sia per una sua tournèe che per il videoclip "Tutto su Eva".

Come vedi il Burlesque in Italia?
"Per adesso in Italia è soprattutto una moda. Poi chissà cosa succederà. Adesso tutti ne parlano e  la parola burlesque è spesso usata a sproposito.. Una ragazza con un vestito e un corpetto non è detto che sia burlesque...  il Burlesque è legato alla sensualità e alla sessualità, al viverla in modo sereno e scherzoso".

LINK
- www.myspace.com/loufashiondesign 
- www.myspace.com/evelaplume