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Stessa forma della carne ma voilà...è cibo 'vegan' che attrae anche i carnivori curiosi

Via l'idea di verdure insipide o la nostalgia di salumi: ricca, colorata e succulenta, la cucina vegetariana e vegana attira persone che hanno fatto una scelta, ma anche curiosi e simpatizzanti che così scelgono un'alimentazione sana. Ecco come e perché!

» Costume Francesca Nanni - 08/10/2015

Ravioli di carne colorati alla barbabietola, hamburger alla griglia su vellutata al cocco e curry himalayano, polpette e cotolette con mosaico di melanzane, zucchine e peperoni. L’esaltazione della carne passa per la cucina vegana. Già perché i piatti appena nominati della “ciccia” hanno solo la forma. Ciò che sentirete invece nel vostro palato è tutto il gusto ed il sapore della ‘veggie attitude’. Salsicce, hamburger, polpette, salumi, cotolette, mortadelle e perfino le ‘coppiette romane’ senza alcuna traccia di carne, bensì realizzati con impasti alternativi dal tofu ai legumi, dalle uova ai formaggi (per i vegetariani), dalle fibre ai carboidrati con verdure. Una tendenza che, per la prima volta, sembra mettere d’accordo vegetariani, vegani e carnivori e che, negli ultimi tempi, ha permesso l’apertura di molti ristoranti ‘cruelty free’ ed il posizionamento di questi prodotti in alcuni store della grande distribuzione.

Insomma, dopo anni di pregiudizi in cui l’immaginario collettivo ha associato (spesso per pigrizia di conoscenza, ndr) il vegetariano e il vegano a tristi piatti di insalate insipide e di zucchine lesse, la ‘veggie attitude’ conquista finalmente l’attenzione che merita sugli scaffali, nelle cucine di casa e del ristorante, nei banchi dei supermercati e, soprattutto, nel dibattito sulla sana alimentazione. Anche perché, va detto, che dai primi ai dolci, passando per i secondi e i contorni, le ricette sono davvero ricche, colorate e succulente. Vegetariani e vegani, dunque, una scelta di vita che, secondo l’ultimo Rapporto Italia dell'Eurispes, in Italia coinvolge ufficialmente mezzo milione di abitanti, cui si affiancano 4,2 milioni di vegetariani dichiarati, ai quali si aggiungono sempre più numerosi per motivi di coscienza, salute o bilancia i simpatizzanti, gli allergici & Co. (chiamati anche ‘mancini alimentari’, ndr) e i nuovi seguaci delle diete “un giorno senza animali”.

VEGETARIANI, VEGANI…E IL CAOS MODAIOLO CHE FA TENDENZA. Se analizzato da un punto di vista puramente ‘modaiolo’, il fenomeno soffre di un certo caos generalizzato. Escludendo dal ragionamento vegetariani e vegani “veri”, esiste tutta una maggioranza curiosa di scoprire tofu e company ma senza per questo rinunciare ai bucatini all'amatriciana e, allo stesso tempo, esiste tutta una minoranza di incerti che prova a cambiare il regime in ‘meat free’ ma mantenendo la forma…una sorta di supporto all’inconscio dei carnivori che non riescono a sganciarsi del tutto dalla "ciccia" ma sono fortemente spinti per curiosità verso il trend culinario del momento.

IL 'VEGGIE-BURGER' ENTRA NELL'INSOSPETTABILE FAST-FOOD. Oltre ad accogliere i pentiti della carne, la nuova attitudine vegana fa  breccia anche in una moltitudine di persone che hanno sviluppato una sempre maggiore coscienza ecologica ed ambientale come, ad esempio, il fatto che l’allevamento del bestiame provoca impennate di consumo energetico. Da qui la comparsa del ‘veggie-burger’ anche nelle industrie ritenute insospettabili perché fedeli alla carne per tradizione, come le catene dai fast-food che sui panini al manzo e al maiale hanno costruito un vero e proprio impero. Ed eccoli i nuovi ‘veggie-hamburger’ e i panini con polpette vegetali spuntare nei loto menù con un inatteso crescendo di successi un po’ in tutto il  mondo.

"CARNE ALTERNATIVA" E PALETTE DI SAPORI RIPRODOTTI IN LABORATORIO. Quando la scienza ci mette del suo. Vista infatti la crescente richiesta di cibi alternativi alla carne, e per molti la richiesta che mantengano anche lo stesso sapore, a New York il professor Joseph Puglisi, insieme al suo team di ricercatori della Stanford University, sta già studiando le possibili combinazioni alimentari. La notizia è del New York Times di qualche giorno fa: “I prossimi due anni saranno i più eccitanti - ha spiegato Puglisi -. Presto avremo un ampio range di proteine vegetali e creeremo una palette di sapori e aromi identici ai salumi, alle salsicce, alle bistecche al sangue, al maiale”. “Siamo stati bombardati di informazioni allarmanti sui rischi di una alimentazione ricca di carni rosse, sappiamo che per fare un hamburger si consuma una quantità di acqua pari a due settimane di docce, ma – ha concluso il ricercatore - il gusto per una bella bistecca o un hot dog resta impagabile per molti”. In realtà, evidenzia poi l’articolo del New York Times, il professor Joseph Puglisi fa parte di una start-up leader del settore delle “carni finte” finanziata da grosse fondazioni come quella di Bill Gates, che all’inizio del 2013  distribuiva i nuovi prodotti “alternativi” in 360 negozi americani, oggi in 7.500.