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Mondo vegano a misura di bebé: i consigli per le pappe da svezzamento cruelty free

Esplorazione sensoriale, massima qualità degli ingredienti, basso contenuto di fibre: nel decalogo della biologa nutrizionista e vegCoach Roberta Bartocci i suggerimenti per chi sceglie un passaggio non tradizionale ai cibi solidi neonatali

» Costume Redazione/GP - 09/02/2015

Non più solo latte. Allo scoccare del sesto mese di vita, infatti, il neonato può iniziare a scoprire gradualmente un altro mondo di alimenti e sapori. Oltre allo svezzamento convenzionale, però, quello fatto da pappe ed omogeneizzati tradizionali, c’è chi da tempo sceglie, invece, un approccio tipicamente vegano. Ad introdurci nel mondo delle pappe cruelty free è la biologa nutrizionista e vegCoach Roberta Bartocci, che ha stilato un vero e proprio decalogo per lo svezzamento vegano dei neonati. Esplorazione sensoriale, massima qualità degli ingredienti, basso contenuto di fibre le parole chiave e le caratteristiche di questo approccio.

"Se mangiare vegetale non significa assolutamente togliere gli alimenti di origine animale e basta ma reimpostare un nuovo modo di alimentarsi nell’adulto – premette la Bartocci -, questo principio è particolarmente importante nel caso di un lattante". E’ da ricordare poi, spiega l'esperta, "che fino ai 12 mesi almeno, buona parte dei fabbisogni saranno coperti dal latte: materno o, in sua assenza, formulato a base di proteine di riso o soia". Bisogna, quindi, "concentrarsi sull’esplorazione sensoriale delle prime pappe da parte del bambino, piuttosto che sull’ansia di coprire tutti i fabbisogni di nutrienti, proprio perché a questo ci pensa il latte".

SVEZZAMENTO VEGANO E CARENZE NUTRITIVE. La domanda ricorrente nel caso di svezzamento vegano è “Ma con non ci sono rischi di carenze nutritive?”. A questo proposito, però,  l'esperta non ha dubbi: "Se fatto bene no, non ci sono rischi di carenze nutritive. Viceversa uno svezzamento convenzionale non è fisiologico: noi passiamo da un latte che ha l'1 per cento di proteine ad un pappone ricco di proteine e grassi che il latte umano non ha ed al quale l'intestino del bambino non è abituato".

DECALOGO DI ORDINE PRATICO

1. VERDURE, FIBRE E LEGUMI È BENE SAPERE CHE…
"Dall'inizio dello svezzamento ai 12 mesi bisogna tenere un basso carico di fibre e, quindi, le verdure andranno offerte sotto forma di brodo vegetale e succhi – spiega la Bartocci - i cereali raffinati, i legumi ‘decorticati’, cioè privi del rivestimento esterno. Poi man mano va aggiunta la fibra fino ad arrivare ai 24 mesi in cui si potranno mangiare cibi integrali senza problemi".

2. INTRODUZIONE DEL PRIMO ALIMENTO. "Si inizia, come nello svezzamento convenzionale – dice la Bartocci -, introducendo come primo alimento oltre al latte, della frutta matura, meglio se fresca, o cotta/omogeneizzata a merenda”.

3. LA PRIMA PAPPA SALATA. “Un esempio di prima pappa 'salata' sarà costituita da: brodo vegetale, un cereale raffinato senza glutine (riso, mais e tapioca), un alimento più proteico come un legume decorticato oppure del tofu schiacciato, 1 cucchiaino di olio extra vergine di oliva, 1 di olio di semi di lino da banco frigo come fonte di omega 3, 1 cucchiaino di mandorle in crema o polverizzate, un pizzico scarso di sale marino integrale o la punta di un cucchiaino di miso, una spolverata di lievito in scaglie".

4. L’INTRODUZIONE DEL GLUTINE. “A 7 mesi - spiega la nutrizionista – è bene introdurre i cereali con glutine, prediligendo quelli più antichi come farro e orzo perlati. Mantenere basso il consumo di frumento".

5. LA QUALITÀ DEGLI ALIMENTI. "La qualità degli alimenti deve essere eccellente – sottolinea la vegCoach -, da coltivazione naturale e senza additivi: 1-2 cucchiai di succo di ortaggi, estratto fresco, aggiunto alle sue pappe è un ottimo modo per arricchire i pasti di vitamine e antiossidanti".

6. ALIMENTAZIONE SANA ANCHE PER LA MAMMA CHE ALLATTA. “E’ importante che anche la neo mamma curi la sua alimentazione, assicurandosi che sia completa e sana".

7. A TAVOLA CON MAMMA, PAPÀ E TANTI BUONI COLORI. “Non c’è miglior esempio di mamma e papà: quindi è buona abitudine far mangiare i primi pasti a tavola insieme ai genitori ed è importante che la loro alimentazione sia curata. In particolare – spiega la Bartocci - che ci siano sempre verdure crude e cotte, colorate e attraenti, che il bimbo imparerà a considerare familiari”.

8. LA CORRETTA INFORMAZIONE PER CONTRASTARE LE CRITICHE. “Convinzione e preparazione. Prepararsi per tempo alle probabili critiche che si riceveranno mostrando consapevolezza della propria scelta. Questo può essere fatto se ci si informa in maniera corretta".

9/10. SCEGLIERE UN PEDIATRA INFORMATO E FARE RETE. “Scegliere un pediatra informato sulla nutrizione e alimentazione a base vegetale - suggerisce la Bartocci – e fare rete: cercare di entrare in contatto, anche attraverso i Social Network, con tante altre famiglie che hanno fatto questa scelta per potersi così confrontare”.