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REPORTAGE - Vallo di Diano: culla d'arte, cultura e natura dove il turismo...sembra non arrivare mai!

Un territorio di suggestiva bellezza ma tagliato fuori dagli itinerari del Bel Paese. Oggi cerca il suo riscatto puntando sulla sua predisposizione alla ricettività. L'appello dei sindaci: "Aiutateci a dare visibilità a questa terra meravigliosa"

» Itinerari e Tendenze Francesca Nanni - 11/09/2014

VALLO DI DIANO - È uno dei territori forse meno conosciuti dell'entroterra campano, una zona poco battuta dal turismo, estero e italiano, che affolla invece le ben più note località della costiera amalfitana, Ischia e Capri, ma senza spingersi oltre. Eppure, a voler proseguire il proprio giro turistico dalla costa verso l'interno, a pochi chilometri dal Parco Nazionale del Cilento, si trova un luogo altrettanto accogliente e suggestivo in attesa di essere scoperto, vissuto ed apprezzato: il Vallo di Diano. Da sempre 'terra di mezzo' tra Campania e Basilicata, Patrimonio dell'Umanità dal 1998, il Vallo di Diano è un incantevole territorio che sorprende lo sguardo per la sua lunga distesa di montagne di faggi e abeti, fertili pianure di pascoli, campi coltivati ed ulivi. Circondato ad est dall'Appennino Lucano e ad ovest dagli Alburni (conosciuti come le Dolomiti campane), nel Vallo sono incastonati quattordici comuni per lo più d'epoca medievale. Paesi che riescono a fondere la tranquillità di luoghi lontani dal caos turistico di massa con straordinari percorsi archeologici, storici, artistici e naturalistici, fino all'abbondanza di ricette gastronomiche tradizionali a base di carciofo bianco accompagnate da ottimi vini aglianici.

UN PRESS-TOUR PER VALORIZZARE UN TERRITORIO. Il Vallo di Diano lo scopro anche io per la prima volta in un week-end di fine luglio, insieme altri dieci colleghi di altrettante testate giornalistiche, invitati a trascorrere qualche giorno in questo territorio. L'occasione è un Educational Press Tour promosso dalla Camera di Commercio di Salerno, dalla Federazione Provinciale Artigiani di Salerno e dalla Rete Imprese Italia. Una tre giorni di promozione turistica a mezzo stampa per cercare di dare visibilità a questa riserva di bellezza, riportandola all'attenzione dell'opinione pubblica che si accorge di questi luoghi, nemmeno a dirlo, solo in relazione a fatti di cronaca nera. Un'iniziativa fortemente voluta dai sindaci e dalle amministrazioni comunali dei paesi del Vallo impegnati nel rilancio turistico di tutto il territorio.

LE CRITICITÀ DI UN TURISMO CHE LANGUE. Il problema principale per strutture ricettive ed operatori di questa valle, infatti, è proprio l'incoming turistico. Di visitatori ne arrivano pochi e tutti concentrati maggiormente tra la metà di luglio e agosto, mese in cui tutto il Vallo di Diano raggiunge a stento il 40 per cento di presenze. Certo la crisi ci mette lo zampino e di sicuro la posizione geografica non aiuta: visitare l'entroterra di una regione che brilla invece per la sua costa, vuol dire scegliere di andarci appositamente. Il Vallo di Diano non è un territorio di passaggio e per di più si trova al confine con la Basilicata, altra regione spesso dimenticata dal sistema turismo. Sta di fatto che attualmente il territorio è vissuto per lo più da un turismo "di prossimità" - quindi Campania su Campania - che da solo, ovviamente, non basta nonostante il patrimonio storico, artistico e naturalistico che il Vallo metta sul vassoio della sua vasta offerta ricettiva.

L'IMPEGNO DI COMUNI E ABITANTI PER IL RILANCIO DI UN INTERO TERRITORIO. Eppure, nonostante le criticità appena viste, il Vallo di Diano vive oggi una seconda opportunità di rilancio proprio grazie all'impegno delle amministrazioni comunali e degli stessi abitanti. Promuovere e valorizzare, dunque, utilizzando come punto di forza la naturale predisposizione del Vallo all'accoglienza. Chi arriva qui per la prima volta si sente come a casa e viene quasi investito da un calore ed un'autenticità che si respira dappertutto: dall'accoglienza degli albergatori, alla disponibilità delle guide turistiche, dei ristoratori, dei volontari inseriti nei luoghi d'arte. Fino alle famiglie che lavorano nelle loro piccole aziende di latticini, pietra e olio, settori questi su cui si basa l'economia locale. Ai turisti che incontrano sono desiderosi di spiegare, ad esempio, come si producono mozzarelle e formaggi vaccini; come nasce la spremitura di olio a freddo con utili consigli su come riconoscere l'olio davvero buono da quello "tarocco", spiegano ad esempio l'antica arte degli scalpellini, o di come nascono di formano stalattiti e stalagmiti all'interno delle grotte di Pertosa. Insomma, nel Vallo tutto è pensato e realizzato in modo che il turista viva un'esperienza il più possibile condivisa, qualsiasi luogo o attività desideri visitare o praticare.

L'OFFERTA TURISTICA DIFFERENZIATA DEL VALLO DI DIANO. Tra i paesi che spiccano nel Vallo di Diano ci sono ad esempio, Teggiano, Patrimonio dell'Umanità dal 2008, città museo e delle tredici chiese;  Padula, città del pane, della pietra e di Joe Petrosino, ma anche città della magnifica Certosa di San Lorenzo e dall'antico Battistero paleocristiano di San Giovanni antica Commanderia dei Cavalieri Templari; Pertosa, con le sue suggestive Grotte dell'Angelo, i due musei speleo-archeologico e naturalistico e le attività di rafting nelle acque del fiume Tanagro; Caggiano, antica città templare; Sassano, o Valle delle Orchidee in cui nascono e crescono 184 entità diverse di orchidee selvatiche (68 specie, 57 sottospecie, 35 varietà, 24 ibridi). Ma tantissimi altri sono i luoghi da scoprire, ognuno nella sua specificità attrattiva.

I SINDACI: "AIUTATECI A DARE VISIBILITÀ A QUESTA TERRA MERAVIGLIOSA!" Ce lo hanno ripetuto spesso durante il nostro soggiorno i sindaci dei tre paesi che ci hanno ospitato: Rocco Cimino (Teggiano), Paolo Imparato (Padula) e Giovanni Caggiano (Caggiano). "Noi tutti speriamo di avervi fatto scoprire un territorio che ha davvero tanto da offrire, convinto come sono - ci ha detto durante un incontro il sindaco di Teggiano, Rocco Cimino - che questa esperienza vissuta con voi sia il solco giusto da seguire per rilanciare l'opportunità di economia turistica nelle nostre zone". Risorse economiche a disposizione il rilancio? Poche quelle stanziate dal governo, appena sufficienti quelle erogate dall'Unione Europea che pure, nonostante i continui tagli, hanno permesso di realizzare in molti paesi restauri di strutture antiche ed opere d'arte così come i musei molti dei quali multimediali, di avviare progetti culturali per le scuole e promuovere iniziative artistiche internazionali dedicate ad esempio alla pittura e alla pietra (fino a qualche anno fa materia prima di molti dei 14 comuni del Vallo, ndr). 

Ecco perché in un momento in cui investire nel patrimonio storico, culturale e turistico dell'Italia per molti è un'amara barzelletta, lo sforzo del Vallo di Diano (e di tantissime altre realtà, sconosciute nella Penisola, ndr) è sicuramente da sostenere. Non solo per non perdere il senso di appartenenza, la storia e le tradizioni di luoghi come questo, ma anche e soprattutto perché solo alimentando il volano di una realtà turistica ben strutturata, molti giovani che da queste terre stanno andando via per cercare una sistemazione migliore, possano tornare e decidere di restare perché è qui che vogliono vivere e lavorare.

LINK
- Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano
- Comune di Teggiano
- Comune di Paula
- Comune di Pertosa
- Comune di Caggiano
- Camera di Commercio di Salerno
- Dimora Storica Antichi Feudi di Teggiano (SA)
- Castello Macchiaroli a Tegiano (SA)
- Federazione Provinciale Artigiani di Salerno 
- Rete Imprese Italia
- Unesco