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Animali domestici: ecco perché mezza Italia non potrebbe mai rinunciarci

Secondo l'Eurispes oltre il 48% dichiara di non poterne fare a meno e per il 51,3% si tratta di un vero e proprio affetto. Il 41,75 ne prende uno con sé per colmare la solitudine ma per tutti vale la stessa cosa: possederne uno vuol dire avere un amico

» Animali Redazione - 24/01/2013

Italiani pazzi per gli animali domestici. Sarà perché sono da sempre i migliori amici dell’uomo, la loro curiosità e simpatia riescono a strappare un sorriso dopo una giornata storta, e il solo fatto di averli con sé allontana la solitudine di molte persone. Sta di fatto che, secondo l’Eurispes, nel Bel Paese nel 2011 i possessori di animali domestici dai 18 anni in su hanno superano i 21 milioni. Nel caso particolare dei due animali domestici più diffusi nelle famiglie italiane, si stima che oltre 10 milioni 170mila italiani (dai 18 anni in su) abbiano in casa uno o più cani, mentre superano i 7 milioni i possessori di gatti. Un amore antico come il mondo che  ha via via accresciuto la sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso questo argomento con un’accresciuta attenzione alla salute e al trattamento degli animali utilizzati, ad esempio, per la macellazione, le pellicce e da ultimo per gli esperimenti di  laboratorio come il recente caso di Green Hill.

I SENTIMENTI DEGLI ITALIANI VERSO GLI ANIMALI. Dai dati Eurispes emerge che l’87 per cento nutre sentimenti positivi nei confronti degli animali. Per il 51,3 per cento si tratta di un vero e proprio affetto, mentre il 35,9 per cento dichiara di attribuire a tutte le specie viventi un doveroso rispetto. La quota restante, il 12,8 per cento, si schiera, invece, su posizioni meno entusiastiche. Sono il 7 per cento coloro che affermano di essere totalmente indifferenti e il 3 per cento coloro che addirittura evitano di instaurare qualsiasi tipo di rapporto con il mondo animale per paura o per fastidio (2,7 per cento). Se si incrocia questo dato con l’appartenenza di genere, emerge che a provare affetto sono soprattutto le donne, le quali, probabilmente per la naturale propensione alla cura dell’altro, umano o animale. Il 38,7 per cento degli uomini dichiara, invece, di aver rispetto per tutti gli animali. Parallelamente sono soprattutto le donne italiane a manifestare indifferenza (7,7 per cento), paura (4,1 per cento) o fastidio (3,1 per cento).

LA GEOGRAFIA DEI AMANTI DEGLI GLI ANIMALI. In molti casi si tratta di una sola presenza (29,8 per cento), ma non mancano situazioni in cui sono presenti due animali (30,9 per cento) o tre (13 per cento). Incrociando ancora una volta questi dati con il genere sessuale vediamo che: il 44,2 per cento delle donne ha adottato uno o più animali domestici (contro il 39, per cento degli uomini). Se, invece, si incrociano queste cifre con l’appartenenza geografica si evidenzia che la tendenza ad avere un animale in casa è maggiore nelle regioni del Nord-Ovest (44,5 per cento) e del Centro (44,4 per cento), mentre appare più contenuta nel Nord-Est (37,6 per cento) e nelle isole (38,3 per cento).

MA QUALI SONO ACCOLTI MAGGIORMENTE IN CASA? Quella degli animali è una vera e propria passione: il 48,4 per cento degli italiani ha dichiarato di non poterne fare a meno. Accanto ai cinofili, sono molti (33,4 per cento) coloro che posseggono un gatto. Più contenute le percentuali di coloro che hanno altri animali quali i pesci (4,9 per cento), le tartarughe (4,7 per cento), i volatili (4,1 per cento), i roditori (conigli: 2,1 per cento, criceti: 1,6 per cento) e i rettili (0,8 per cento).

LE MOTIVAZIONI CHE SPINGONO A PRENDERE UN ANIMALE. Molto spesso chi decide di adottare un cucciolo finisce per considerarlo, a tutti gli effetti, un membro del nucleo familiare, trasferendo su di esso bisogni e aspettative personali. Bisogno di colmare la solitudine (41,7 per cento) e di avere qualcuno di cui prendersi cura (18,5 per cento), mentre sono ridotte le percentuali di coloro che prendono un animale per difesa (5,3 per cento) o per esprimere il bisogno di essere obbediti (0,9 per cento). Sono gli uomini a considerare gli animali domestici come degli amici con i quali trascorrere il tempo libero, mentre le donne tendono a vedere in essi un essere bisognoso di attenzioni e amore. Per entrambi i sessi, però, vale comunque l’assunto di base secondo il quale possedere un animale vuol dire avere un amico. E per essi gli italiani, soprattutto uomini, nonostante la crisi economica sono disposti a spendere anche cifre considerevoli, alla luce dello stile  “glamour” che ha “investito” anche il mondo animale.

COME GLI ANIMALI HANNO MODIFICANO ABITUDINI E STILI DI VITA. Nell’analizzare il rapporto uomo-animale, la maggiore sensibilizzazione dell’opinione pubblica ha comportato una accresciuta attenzione al trattamento degli animali utilizzati per la macellazione. La protezione degli animali durante questa pratica o l’abbattimento è una questione che incide sull’atteggiamento del consumatore nei confronti dei prodotti agricoli. Inoltre, una migliore protezione degli animali durante la macellazione contribuisce a migliorare la qualità della carne e indirettamente produce un impatto positivo sulla sicurezza del lavoro nei macelli. All’interno di tale aspetto si inseriscono anche i cambiamenti delle abitudini culinarie; è il caso di coloro che hanno compiuto una scelta in senso vegetariano, soprattutto nelle regioni del Nord e del Centro.

ANIMALI DA PELLICCIA: LA PRUDZIONE È IN CALO, MA…Argomento delicato perché connesso a un settore commerciale di una certa rilevanza che, se pure ha subito una importante diminuzione della domanda, continua ad essere strategico per la moda e l’economia italiane. I dati elaborati da Pambianco Strategie di Impresa (società specializzata in ricerche di mercato) confermano questa tendenza, già registrata dall’Eurispes nel 2002: il 2008 e ancor più il 2009 hanno segnato un forte calo della produzione italiana di pellicce, così anche se il 2010 ha registrato un aumento del 18 per cento, non è stato sufficiente a colmare il calo degli anni precedenti. La percentuale di coloro che valutano positivamente l’uso delle pellicce supera appena il 14,1 per cento.

DALLA VIVISEZIONE ALLA PESCA, PASSANDO PER LA CACCIA. Questa maggiore sensibilizzazione ha riguardato anche l’utilizzo degli animali e la loro vivisezione nei laboratori scientifici. Ma, anche se messa al bando dai più (88 per cento), la sperimentazione medica sugli animali è intesa come ammissibile dall’8,2 per cento degli italiani. Infine, ancora qualche considerazione sul rapporto animale-uomo. La pratica della pesca, percepita da molti come alla stregua di uno sport e di un passatempo rilassante, non sembra essere considerata come una pratica da bandire: il 48,1 per cento approva molto (29,2 per cento) o abbastanza (18,9 per cento) questa abitudine. Al contrario la caccia, forse per una più consistente campagna di sensibilizzazione, non riscuote lo stesso successo: coloro che la considerano accettabile sono il 17,8 per cento. Decisamente antisociale, infine, il comportamento di quanti abbandonano i propri animali, fenomeno che si verifica soprattutto nei periodi estivi.