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AIDS: ISS, si muore di meno ma sono ancora tanti casi di positività al virus dell'Hiv

Secondo i dati del Centro Operativo dell'Istituto Superiore di Sanità, i decessi sono in calo per effetto delle terapie antiretrovirali combinate, ma nel 2011 sono stati comunque diagnosticati 5,8 nuovi casi ogni 100mila residenti.

» Ricerca in Medicina Redazione - 01/12/2012

"Nel 2011 il 24,8 per cento delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV ha eseguito il test per la presenza di sintomi che facevano sospettare all'infezione stessa, il 13,4 per cento in seguito ad un comportamento a rischio non specificato e il 10,3 per cento in seguito a rapporti sessuali non protetti". È questo, secondo il report diffuso nei giorni scorsi dalla dottoressa Barbara Suligoi, Direttrice del Centro Operativo Aids (COA) dell'Istituto Superiore di Sanità, l'aspetto più interessante nello studio del virus: per la prima volta, infatti, dai dati emergono le motivazioni che conducono le persone scoperte come HIV positive ad effettuare il test HIV.

Nonostante una maggiore coscienza verso il virus, grazie alla quale l'AIDS sembra uccidere sempre di meno in Italia, restano comunque stabili i casi di positività al virus dell'Hiv. Così in occasione della Giornata Mondiale di lotta contro l'AIDS, sabato 1 dicembre 2012, il COA) ha reso noti i nuovi dati relativi al contagio. Dall'inizio dell'epidemia nel 1982 ad oggi, infatti, sono stati segnalati circa 64mila casi conclamati di malattia, di cui quasi 50mila deceduti. Nel 2011 sono stati diagnosticati 5,8 nuovi casi di HIV positività ogni 100mila residenti. Un trend che conferma l'andamento degli anni passati. L'incidenza di Aids e il numero di decessi per anno continuano a diminuire, principalmente per effetto delle terapie antiretrovirali combinate. "La sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV - ha spiegato la Suligoi -, che riporta i dati relativi alle persone che risultano positive al test HIV per la prima volta, è stata attivata in tutte le regioni italiane grazie alla stretta collaborazione tra il COA, le regioni e il ministero della Salute".

LA GEOGRAFIA DELLE INFEZIONI DI HIV. Nella maggior parte delle regioni l'incidenza dell'infezione sembra avere un andamento sostanzialmente stabile; in alcune aree, però, come Bolzano, Sassari, Valle d'Aosta, Umbria, Sicilia, appare in aumento, mentre in altre si osserva un andamento in diminuzione (Lazio, Piemonte, Emilia-Romagna, Marche, Trento). Nel 2011 l'incidenza più bassa è stata osservata in Calabria e quella più alta in Valle d'Aosta.

Tabella 1 - Sintesi dei dati relativi all'attività di HIV/AIDS/IST counselling telefonico (1 gennaio - 15 novembre 2012)


LE DIFFERENZE PER GENERE E NAZIONALITÀ. Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2011 sono maschi nel 75 per cento dei casi; la quota di maschi è in aumento, infatti nel 2001 il numero di maschi diagnosticati era il doppio rispetto a quello delle femmine, mentre nel 2011 è il triplo. L'età mediana è di 38 anni per i maschi e di 34 anni per le femmine. Nel 2011 quasi una persona su tre diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera. L'incidenza è di 3,9 nuovi casi HIV per 100mila italiani residenti e 21,0 nuovi casi HIV per 100mila stranieri residenti. Tra gli italiani, l'incidenza HIV è più elevata al nord, mentre tra gli stranieri si osserva un'incidenza maggiore al sud. Nel 2011 continua a crescere la quota di nuove infezioni attribuibili a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono il 78,8 per cento di tutte le segnalazioni (eterosessuali 45,6 per cento; MSM 33,2 per cento).

Tabella 2 - Analisi della differenza del numero delle telefonate pervenute ogni 1 dicembre (dal 1987 al 2011) e la loro media giornaliera per anno 


[*Si riferisce ad un solo semestre]


LE TERAPIE FUNZIONANO DUNQUE SI MUORE DI MENO. Nel 2011 più della metà dei casi segnalati con una nuova diagnosi di HIV era già in fase avanzata di malattia: il 56 per cento è stato diagnosticato con un numero di linfociti CD4 inferiore a 350 cell/Μl. L'incidenza di AIDS e il numero di decessi per anno continuano a diminuire, principalmente per effetto delle terapie antiretrovirali combinate (introdotte nel nostro Paese nel 1996). È diminuita negli ultimi dieci anni la proporzione di persone che alla diagnosi di AIDS presentano una candidosi o una tubercolosi polmonare, mentre è aumentata la quota di pazienti che presentano sarcoma di Kaposi o linfomi. Nel 2011 poco più di un quarto delle persone diagnosticate con AIDS ha eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS. Il fattore principale che determina la probabilità di avere eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS è la consapevolezza della propria sieropositività: tra il 2006 e il 2011 è aumentata costantemente la quota di persone che è arrivata allo stadio di AIDS conclamato ignorando la propria sieropositività. Nel 2011 questa proporzione è del 62,9 per cento.

MATERIALI
- Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezioni da HIV e i casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2011

INFORMAZIONI SUL CENTRO OPERATIVO AIDS (COA) DELL'ISS
Telefono Verde AIDS e IST: 800.861.061
- Link del COA