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Emofilia: nel Decreto Sanità nessun risarcimento per 600 pazienti vittima di infezioni

Riceviamo e pubblichiamo la lettera con cui la FedEmo esprime al ministro della Salute Balduzzi, preoccupazione per l'assenza nel documento di provvedimenti circa le infezioni da trasfusione contratte negli anni '80 e '90 dai pazienti

» Patologie Redazione - 04/09/2012

Nessun risarcimento per 600 pazienti emofilici, o loro familiari danneggiati dall'utilizzo di farmaci plasmaderivati infetti. Il Decreto sanità elaborato dal ministro della Salute, Renato Balduzzi, in discussione al Consiglio dei ministri, infatti, sembra non comprendere alcuna modifica alla questione dell'iter transattivo per la risarcibilità dei pazienti vittime di omessi controlli da parte di chi aveva il dovere di vigilare sulla salute pubblica. Ad evidenziare la questione è la Federazione delle Associazione Emofilici (FedEmo), secondo cui è più che mai necessario quel provvedimento normativo ad hoc da parte del ministero, che era stato promesso alle Associazioni dei pazienti nel corso di un incontro lo scorso 2 febbraio.

Negli anni '80 e '90, infatti, circa 500 emofilici (metà dei quali nel frattempo deceduti) hanno contratto il virus HIV ed almeno 1.500 i virus dell'epatite (C,B, etc) e altre forme di epatopatie. Gli ultimi decreti che si sono succeduti nel tempo introducevano un termine di prescrizione prima di dieci anni e poi di cinque. Ciò significa che il 70 per cento delle persone che hanno contratto HIV e epatite C a seguito dell'utilizzo di prodotti plasmaderivati infetti, tra loro emofilici, talassemici, politrasfusi, vaccinati e altri, è escluso dal diritto ad un giusto risarcimento. Per questa ragione la Federazione delle Associazione Emofilici (FedEmo), esprime la propria forte preoccupazione in una lettera al ministro della Salute, Renato Balduzzi, di cui proponiamo il testo integrale:

Ch.mo Prof. Renato Balduzzi 
Ministro della Salute 
Onorevole Ministro,


in veste di presidente della Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo), intendo rivolgermi a Lei alla vigilia della discussione in Consiglio dei Ministri del Decreto che reca importanti provvedimenti in tema di Sanità. I testi circolati in queste settimane attraverso i media non contengono alcun riferimento a provvedimenti a vantaggio dei soggetti attualmente esclusi dal processo di transazione, tra cui la maggior parte dei 600 pazienti emofilici, o loro familiari, contagiati negli anni Ottanta da infezioni da HIV ed epatite (B, C, D) a seguito di trasfusioni di sangue infetto.

Quando a pochi mesi dal Suo insediamento, lo scorso 2 febbraio, incontrò i rappresentanti delle Associazioni nella biblioteca del Ministero, Le furono rappresentati tutti i limiti e le problematiche del procedimento di transazione in corso e, in particolare, del decreto sui moduli transattivi in fase di emanazione. Non credo possa esserLe sfuggito il dolore, la disperazione (e talora l'astio) di coloro che da molti anni (almeno cinque dall'approvazione delle Leggi 222 e 244 del 2007) stanno aspettando una risposta da parte dello Stato, un atto di "giustizia". In quell'occasione, pur nella consapevolezza della "complessità e spinosità" del tema, Lei si impegnò ad avviare un tavolo di lavoro con le Associazioni per porre in essere dei correttivi attraverso l'emanazione di un provvedimento ad hoc: in particolare la revisione dei criteri fortemente restrittivi in materia di prescrizione dei termini utili a una valida richiesta di risarcimento che attualmente escludono, di fatto, la grande maggioranza dei soggetti interessati. Ma da allora il silenzio, nonostante i numerosi solleciti a Lei pervenuti.

Questo è umanamente inaccettabile e stride in maniera vistosa con il dovere dello Stato di garantire la tutela della vita e della salute dei propri cittadini. Quegli stessi cittadini che sottoponendosi a un trattamento considerato "salvavita" sono deceduti o irreversibilmente compromessi proprio a seguito di negligenze sui controlli che lo Stato aveva in obbligo di compiere.

FedEmo aveva riposto fiducia nelle Sue parole di impegno, confidando nel "coraggio" delle Sue iniziative in linea con lo spirito di servizio che ha posto nel Suo Dicastero. I pazienti che FedEmo rappresenta attendono una risposta concreta perchè il dolore e le difficoltà di chi ha contratto trent'anni fa un'infezione profondamente invalidante o è nel frattempo deceduto non siano dimenticate con una formula di 'prescrizione'. Anche quando si è capaci di voltare pagina, di riabbracciare la vita, non sarebbe giusto dimenticare.

Certamente, siamo consapevoli delle notevoli difficoltà economiche, nonostante in quella sede Lei ci avesse assicurato che i fondi erano stati solo distolti da un "arteficio" di bilancio. Tuttavia auspichiamo che nel Decreto Sanità di prossima emanazione venga inserita una norma che preveda che coloro che hanno fatto nei termini domanda di accesso alla transazione di cui alle leggi 222 e 244 del 2007, con causa in corso e con danno e nesso causale riconosciuti, e che non vengono ammessi alla transazione perchè, per esempio, il loro diritto viene considerato prescritto, possano ricevere un "indennizzo", anche rateizzato, anche di importi inferiori a quelli riconosciuti agli ammessi alla transazione, come misura solidaristica per l'infezione contratta. 

Vogliamo credere che le innumerevoli rassicurazioni fornite dal Ministero della Salute, nell'arco dei lunghi anni che hanno preceduto l’emanazione del Decreto transattivo, siano ancora valide e possano ricomprendere anche gli esclusi a causa della prescrizione. Per questo ci appelliamo a Lei, certi della Sua sensibilità e attenzione su un tema di così grande rilevanza, per far sì che agli impegni da Lei assunti recentemente seguano reali misure pratiche atte a consentire un decoroso superamento di una pagina così triste della nostra storia
.

Con i sensi della mia più alta stima
Il Presidente 
Dott. Gabriele Calizzani

 

MATERIALI
- La lettera della FedEmo in originale

LINK
Federazione delle Associazioni Emofilici (FedEmo)