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Congedo di paternità, conciliazione e 'dimissioni in bianco': le novità della riforma

Il ddl sul lavoro prevede una serie di misure tra cui l'astensione lavorativa di 3 giorni per i padri e i voucher per i servizi di baby-sitting. Novità anche per i datori: la rescissione pre-compilata di un rapporto sarà multata fino a 30mila euro.

» Pari opportunità Redazione/GP - 10/04/2012

Mentre continua il tira e molla tra Governo e parti sociali, dal testo del disegno di legge della riforma del lavoro spunta un articolo, il numero 56 in materia di 'Sostegno alla genitorialità' che introduce per il triennio 2013-2015, in via sperimentale, due novità interessanti in termini conciliazione famiglia-lavoro: l'obbligatorietà del congedo di paternità ed una serie di servizi per le madri lavoratrici acquistabili tramite voucher.
 
CONGEDO DI PATERNITÀ: ECCO COME FUNZIONA. Per quanto riguarda i padri, quelli che hanno un lavoro dipendente, possono richiedere il congedo "entro i cinque mesi dalla nascita del figlio". Il padre lavoratore "ha l'obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di tre giorni, anche continuativi, dei quali due giorni in sostituzione della madre e con un riconoscimento di un'indennità giornaliera a carico dell'Inps pari al cento per cento della retribuzione e il restante giorno in aggiunta all'obbligo di astensione della madre con un riconoscimento di un'indennità giornaliera pari al cento per cento della retribuzione". Circa le tempistiche della richiesta da effettuare al datore di lavoro, secondo quanto si legge nel ddl, "il padre lavoratore è tenuto a fornire preventiva comunicazione in forma scritta al datore di lavoro dei giorni prescelti per astenersi dal lavoro, almeno 15 giorni prima dei medesimi". 

COSTO COMPLESSIVO DEI CONGEDI. Dal momento che i congedi di paternità sono retribuiti, quindi a carico dell'Inps, il governo ha calcolato che il loro costo complessivo per il triennio 2013-2015, pari a 78 milioni di euro l'anno. "È necessario creare uno scambio virtuoso per andare avanti su questa strada che incoraggia la reciprocità - ha spiegato alla stampa Alessandra Servidori, consigliera nazionale di parità-. Perché un congedo di tre giorni è chiaramente un segnale che lavora molto su un principio culturale, quello della reciprocità della maternità e della paternità".

PER LE MADRI LAVORATRICI ARRIVANO I VOUCHER PER IL BABY-SITTING. La riforma del lavoro contiene una novità anche per la madri lavoratrici così come indicato dal  testo del ddl: "È disciplinata la possibilità di concedere alla madre lavoratrice, al termine del periodo di congedo di maternità, per gli undici mesi successivi e in alternativa al congedo parentale […], la corresponsione di voucher per l'acquisto di servizi di baby-sitting da richiedere al datore di lavoro" e in convenzione con l'Inps.

ACCESSO AI VOUCHER, LAVORI IN CORSO. Fermo restando che anche questo, come il congedo di paternità, sarà un provvedimento  sperimentale per il triennio 2013-2015, le modalità di accesso ai buoni per i servizi saranno diffuse "entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore della legge" sulla riforma del lavoro. Per cui al momento restano da capire "i criteri di accesso e le modalità di utilizzo delle misure sperimentali di cui al presente articolo" e "il numero e l'importo dei voucher, tenuto anche conto dell'indicatore della situazione economica equivalente del nucleo familiare di appartenenza". Secondo la consigliera nazionale di parità, Alessandra Servidori, la norma sui voucher riguarda "un miglioramento del decreto stabilendo, ad esempio, che i servizi possano essere acquistati da associazioni e prestatori d'opera qualificati, accreditati". "Non sono cose complicate da fare - ha detto - l'importante è andare avanti su questa strada".

'DIMISSIONI IN BIANCO', IL DATORE RISCHIA SANZIONI FINO A 30MILA EURO. Più in generale a favore del lavoro delle donne, l'articolo 55 del ddl della riforma del lavoro contiene una serie di misure contro il fenomeno delle dimissioni in bianco, quindi 'precompilate' al momento dell'assunzione poi esibite dal datore di lavoro al momento della maternità o di altre occasioni. "Salvo che il fatto costituisca reato - si legge le testo del ddl -, il datore di lavoro che abusi del foglio firmato in bianco dalla lavoratrice o dal lavoratore al fine di simularne le dimissioni o la risoluzione consensuale del rapporto, è punito con la sanzione amministrativa da euro 5.000 ad euro 30.000. L'accertamento e l'irrogazione della sanzione - prosegue il testo - sono di competenza delle Direzioni territoriali del lavoro. Si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui alla legge 24 novembre 1981, n. 689".

"Il ministro Fornero - ha sottolineato la Servidori - ha rafforzato l'attività di vigilanza sulle dimissioni e ora per validarle ci può rivolgere, oltre che agli ispettori del lavoro, anche ai sindacati ai centri per l'impiego e anche alle consigliere di parità, presenti con molti sportelli su tutto il territorio nazionale". "Si tratta - ha aggiunto - di un passaggio importante che ratifica la volontà reale di dimettersi e che permette eventualmente di 'prevenire' comportamenti corretti, intervenendo prima del contenzioso".

RISOLUZIONE CONSENSUALE DEL RAPPORTO DI LAVORO. Dal testo della riforma: "La risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice, durante il periodo di gravidanza, e dalla lavoratrice o dal lavoratore durante i primi tre anni di vita del bambino o nei primi tre anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento, o, in caso di adozione internazionale, nei primi tre anni decorrenti dalle comunicazioni di cui all'articolo 54, comma 9, devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali competente per territorio". Senza questa convalida, quindi, il rapporto di lavoro non potrà dirsi risolto.

MATERIALE
- Il testo del ddl sulla riforma del lavoro