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INTERVISTA - Amore e Psiche: il cammino dell'uomo verso il Bene Universale

La mostra ospitata a Castel Sant'Angelo raccoglie statue, sigilli, dipinti e sarcofagi che riproducono i due amanti per antonomasia, dall'antichità al XIX secolo. "Ma al di là del sentimento - spiega la Bernardini - c'è anche il legame tra l'anima e Dio".

» Mostre Tatiana Battini - 29/03/2012
Titolo: Jacopo Zucchi, 'Psiche scopre Amore', particolare, Roma, Galleria Borghese
Fonte: Museo di Castel Sant'Angelo

La favola di Amore e Psiche, narrata nel II secolo da Lucio Apuleio e compresa negli undici libri de L'Asino d'Oro, ha ispirato numerosi capolavori dall'antichità ai nostri giorni, in particolare durante il Rinascimento e in epoca neoclassica. La Soprintendenza speciale per il patrimonio storico artistico ed etnoantropologico e del Polo Museale della città di Roma, diretta da Rossella Vodret, ha voluto dedicare una mostra a una delle favole più affascinanti del nostro passato, curata dal direttore del Museo di Castel Sant'Angelo, Maria Grazia Bernardini, e dal curatore archeologo dei Musei Capitolini, la dottoressa Marina Mattei. NanniMagazine.it ha rivolto alcune domande alla professoressa Bernardini:

Come è nata l'idea di ospitare la mostra su Amore e Psiche all'interno di Castel Sant'Angelo?
"L'idea è nata nel corso del riallestimento delle stanze di Paolo III Farnese a seguito del restauro operato sul fregio di Perin del Vaga, raffigurante Amore e Psiche. In quella occasione mi sono chiesta come mai Papa Farnese avesse deciso di ornare le proprie camere private con affreschi a carattere  'profano', amoroso, sensuale. Approfondendo l'oggetto in esame, quindi la favola di Amore e Psiche, che come sappiamo è compresa negli undici libri che conpongono 'L'Asino d'Oro' di Lucio Apuleio, è stato chiaro che il riferimento all'amore terreno non è che il primo gradino di una scala che punta in realtà verso il Cielo, perché Apuleio tratteggia una storia ben più profonda, la favola descrive il percorso iniziatico dell'Anima (Psiche) che, avendo superato una serie di dure prove ed essendosi purificata, può ricongiungersi a Dio (Amore). Questa bellissima storia, scritta dall'autore nel II secolo dopo Cristo, ha trovato grande fortuna in epoca umanistica e rinascimentale, perché rispecchiava in pieno gli ideali filosofici neoplatonici in voga tra XV e XVI secolo. Non stupisce quindi che Paolo III Farnese, uomo colto, abbia deciso di affrescare le sue stanze con una storia dai rimandi profondamente religiosi e morali".

Simon Vouet, 'Psiche scopre Amore', particolare, Lione, Musée des Beaux-Arts
[Simon Vouet, 'Psiche scopre Amore', particolare, Lione, Musée des Beaux-Arts]

Apuleio era un iniziato, conosceva il cammino di purificazione dell'uomo che si avvicina alla Verità. Trova che L'Asino d’Oro, oltre che toccare temi universali, sia anche un'opera autobiografica?
"Lucio Apuleio ha attinto a numerose fonti (racconti orali, tradizioni) per scrivere la sua storia, ma non credo che abbia trasferito su carta parte della propria storia personale. L'Asino d'Oro è un romanzo contenuto in ben 11 volumi, dunque estremamente corposo e complesso, e a sua volta la favola di 'Amore e Psiche' occupa tre degli undici libri, essendo a tutti gli effetti una storia nella storia. La grande varietà di episodi, narrazioni, avventure, vicende che si intrecciano lungo il cammino dell'asinello (Lucio) rendono impossibile persino un riassunto sensato. L'unica analogia tra l'autore e il personaggio è che entrambi sono interessati ai riti magici, tutto il resto esula dalla biografia di Apuleio".

John Gibson, 'Psiche trasportata dagli Zefiri', particolare, Roma Galleria Nazionale Arte AnticaGli appartamenti di Paolo III Farnese in Castel Sant'Angelo e la villa Farnesina di Agostino Chigi: entrambe le dimore ospitano scene tratte dalla favola di Amore e Psiche, ma il significato delle due rappresentazioni è opposto: vuole spiegare perché?
"Esatto, perché come abbiamo accennato la favola di Amore e Psiche si presta a molteplici livelli di lettura, e dunque se da un lato Papa Paolo III ornava le sue stanze con affreschi di una storia profondamente ascetica, morale, che descriveva 'il cammino dei cammini', quello dell'uomo verso l'Universale, allo stesso modo Agostino Chigi abbelliva la sua dimora con scene tratte dalla storia d'amore per eccellenza, in onore della sua novella sposa, Francesca Ordeaschi (su richiesta del padrone di casa, Raffaello realizzerà la Loggia di Amore e Psiche). La favola può tranquillamente essere interpretata come la straziante vicenda passionale e terrena tra Psiche, bellissima fanciulla che metterà in ombra Venere, e il semidio Amore. In effetti, il racconto indugia sui sentimenti tipici dell'essere umano: amore, eros, curiosità, abbandono, dolore, sollievo. Tanto è vero che la storia dei due amanti, anche in epoche molto precedenti al Rinascimento, è stata sempre utilizzata come 'porta fortuna' e stilizzata in oggetti donati alle coppie di coniugi, quindi cassettoni da letto decorati con Amore e Psiche, ma anche cammei, sigilli, statue. In mostra è presente una gran varietà di queste opere d'arte".


[Jacopo Zucchi, 'Psiche scopre Amore', particolare, Roma, Galleria Borghese]

Come mai ha deciso di dedicare una stanza della mostra a un singolo episodio della favola, ovvero la vicenda della lampada?
"Perché tra tutti gli episodi narrati in Amore e Psiche quello della lampada è decisamente il più affascinante, ed è tuttora aperto a numerose interpretazioni. La sala dedicata a questa vicenda ospita quattro diversi dipinti che rappresentano Psiche nell'atto di illuminare il volto di Amore dormiente grazie a una lampada, per vedere finalmente le sembianze del suo amato. Amore aveva proibito a Psiche di vederlo, e i due si amavano sempre di notte, al buio. Tra queste tele, quella di Jacopo Zucchi è diventata l'immagine-simbolo della mostra. Le altre opere sono di Simon Vouet, Candlelight Master e Giuseppe Maria Crespi. La lampada rappresenta la luce, intesa come verità, ed è solo attraverso di essa che Psiche riesce a 'vedere' la verità, nella favola l'aspetto fisico di Amore. Psiche paga cara questa curiosità, perché quando una goccia di olio bollente cola dalla lampada e ustiona l'amato questi si sveglia e, sentendosi tradito da Psiche (che non ha avuto fede), la abbandona e vola via. La donna, disperata, dovrà allora superare una serie di prove prima di essere finalmente pronta al ricongiungimento con Amore. L'episodio della lampada può suggerire che, per reggere lo sguardo della Verità (Dio), occorre essere pronti, occorre purificarsi".

Perin del Vaga, fregio della sala di Amore e Psiche in Castel Sant?Angelo, particolare
[Perin del Vaga, fregio della sala di Amore e Psiche in Castel Sant’Angelo, particolare]

Voltaire ha detto che la favola di Amore e Psiche è la più bella che gli antichi ci abbiano lasciato: forse è per via dei suoi temi universali?
"Per questo e per altri motivi: innanzitutto questo racconto rappresenta la prima narrazione letteraria romanzata dell'antichità, e poi si presta a più piani di lettura, da quelli profani a quelli religiosi, poi c'è il tema della magia, del mistero, è il grande affresco di una storia d'amore terreno, ma anche la parabola dell'uomo in cammino verso la conoscenza, o Dio stesso. Allo stesso tempo è una fiaba, inizia infatti con la descrizione di un reame e di una bellissima ragazza, Psiche. C'è la storia dell'oracolo, la tristezza della donna che si reca in cima alla rupe, c'è l'elemento mitico perché Zefiro, il vento, la solleva dalla rupe e la trasporta nel palazzo incantato di Amore, qui la ragazza è vittima dell'invidia delle sorelle di Amore, poi c'è il tema della vendetta...È davvero una storia piena di suspense e azione, ecco perché, anche solo come favola, raggiunge un ambito universale".

Manifattura di Limoges, metà del sec. XVI, 'Psiche accolta all?Olimpo', Ecouen, Musée National de la RenaissancePerché è proprio nell'Umanesimo e nel Rinascimento che questo racconto trova nuova linfa?
"Perché si presta ad essere letto in chiave neoplatonica. Sappiamo che nel corso del Quattrocento c'è la riscoperta della classicità, e quindi anche della filosofia greca, in particolare platonica. Platone descrive il mondo delle idee, parla dell'anima celeste e dell'anima terrestre, se ci pensa tante raffigurazioni artistiche hanno per soggetto la Venere celeste e la Venere terrestre, dunque si avverte fortemente la corrispondenza tra Cielo e Terra e si avverte la necessità di superare la fase di vita terrena per andare oltre, verso la Verità. È un concetto classico del neoplatonismo e anche nell'opera di Apuleio si narra il percorso interiore dell'anima umana che cerca di innalzarsi fino a Dio. Il primo scrittore a riprendere la storia di Apuleio fu Boccaccio, ma sarà Beroaldo, nel Quattrocento, a dargli una chiara interpretazione neoplatonica e cristianizzante".

INFORMAZIONI
Titolo:
'La favola di Amore e Psiche'
Dove: Roma, Museo di Castel Sant'Angelo, Lungotevere Castello, 50
Quando: fino al 10 giugno 2012, dal martedì alla domenica ore 9-19
Curatori: Maria Grazia Bernardini, Marina Mattei, Rossella Vodret
Biglietto: intero 10 euro, ridotto 7,50 euro
Prenotazioni: Tel. 0632810 - 066819111

MATERIALE
- Elenco delle opere in mostra (pdf)