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Origine della vita: il grande mistero tra scienza, religione e ipotesi alternative

Zecharia Sitchin fu uno dei pochi ad aver letto ed interpretato le tavole di argilla lasciate dai Sumeri. Dalla divisione del territorio alla modificazione genetica dell'Homo Sapiens, alla creazione di Adamo. Ecco cosa ha scoperto l' 'archeologo eretico'

» Cronaca Scienze Massimo Rossini - 01/03/2012

Zecharia Sitchin e i suoi Anunnaki. Tutto è iniziato da semplici tavolette d'argilla scritte in cuneiforme che nessuno, almeno all'inizio, riusciva a decifrare. In questo articolo si cercherà allora di riprendere le fila e raccontare la storia della genesi umana secondo i Sumeri dal momento in cui Sitchin ha letto e tradotto le tavolette d'argilla e pubblicato la sua tesi nei suoi libri per poi andare a cercare verifiche a quanto da lui scoperto.

ALLA RICERCA DELL'ORO SUL PIANETA TERRA. Dal punto di vista gerarchico, gli Anunnaki avevano una struttura di comando che prevedeva un principale comandante sul pianeta Nibiru che rispondeva al nome di Anu (Signore Celeste). Sulla Terra erano stati inviati prima suo figlio Ea (Colui la cui Casa è l'Acqua), una sorta di scienziato che aveva gettato le basi dei primi insediamenti terrestri, ammarando con i suoi compagni, in quello che oggi è il Golfo Persico per compiere una missione specifica: trovare un metallo che avrebbe risolto il problema impellente per il pianeta dal quale giungeva, Nibiru appunto (il pianeta dell’attraversamento). L'atmosfera di quello che era il decimo pianeta del sistema solare, infatti, si stava assottigliando rapidamente e l'estrema lontananza dal sole nella sua rotazione, rendeva sempre più problematica la vita su Nibiru. L'unica soluzione per sopravvivere era quella di dissolvere nell'atmosfera un minerale che impedisse al calore di dissiparsi nei lunghi inverni: l'oro che, purtroppo, su quel pianeta scarseggiava. Ma dove questa popolazione poteva trovare il prezioso metallo? Tra i pianeti del sistema solare la loro scelta cadde sulla Terra. La spedizione portò quindi alla discesa sul nostro pianeta dei primi 'An-un-na-ki' (Coloro che dal Cielo scesero sulla Terra).

DUE FRATELLI, UN UNICO TRONO. Il primo insediamento fu quello di E-ridu, tra la palude ed il mare, perché i primi tentativi di ricerca dell'oro vennero effettuati proprio nell'acqua, ma dopo qualche sforzo, fu chiaro che in quella maniera non si riusciva a coprire i fabbisogni in tempi rapidi. Così, oltre ad Ea, primo figlio di Anu, il consiglio decise di inviare sulla Terra anche il suo secondogenito, che secondo le leggi Nibiru era il successore al trono: En-lil (il Signore del Comando), che prese le redini delle operazioni terrestri comportandosi come un vero comandante. Da qui in poi, si assiste alla contrapposizione tra i due fratellastri, dovuta non tanto alla predominanza sul comando della Terra, ma soprattutto al fatto che Ea essendo il primogenito, non poteva essere il pretendente al trono, perché era stato concepito da una concubina e non dalla regina An-tu, che per essere tale doveva essere sorella di Aanu. Quindi Enlil, essendo figlio di Anu e di Antu era il predestinato alla successione di Nibiru.



GLI ANUNNAKI SI DIVIDONO IL TERRITORIO. Questa regola di successione, che ora ci sembra perlomeno “strana”, si vedrà ripetuta con le stesse modalità, in tutte le culture umane antiche: i faraoni d’Egitto sposavano le sorelle (Osiride e Iside, Seth e Nefti, ne sono alcuni esempi); la Bibbia in più punti, scrive che si doveva preservare la stirpe scegliendo come moglie una sorella (Abram e Sarai ad esempio, ma come Isacco, Giacobbe e tanti altri); i re Maya e Atzechi facevano altrettanto. Resta il fatto che i due fratellastri sumeri decisero di definire la faccenda con un tiro a sorte al quale partecipò lo stesso Anu giunto per questo sulla terra. Sarebbe stato il Fato a scegliere il comandante sulla Terra e per questo venne effettuata una divisione dei territori terrestri: Enlil nella Prima Regione (Sumer) come comandante supremo; ad Ea venne destinata la Seconda Regione (Egitto e Nubia in particolare, ma tutta l’Africa in generale); Anu tornò sul pianeta Nibiru per continuare ad esserne il regnante. Vennero però create anche altre Regioni: la valle dell’Indo (Pakistan) era la Terza Regione destinata ad Inanna figlia di Enlil, ed una Regione neutra nella penisola del Sinai (Quarta Regione) per Ninmah la sorellastra di Ea ed Enlil dove trova posto un sito importante il legame tra Terra e Cielo.

L'INCONTRO CON L'HOMO SAPIENS. Da subito Ea manifestò il suo disappunto alla divisone di ruoli e territori, ma accetta comunque il destino scelto per lui e, come piccola ricompensa, gli è stato concesso di cambiare nome in En-ki (Signore della Terra). Il suo nome è stato ritrovato successivamente nell'antico Egitto identificato come il dio Ptah (il Creatore) e, secondo gli studi, sarà lui che attraverso la costruzione di canali idraulici ha sollevato dal mare la terra d'Egitto e regolato il flusso del Nilo. La Regione africana toccata ad Ea venne chiamata Ab-zu e in questa regione, ancora oggi, ci sono le più grandi miniere di minerali rari sulla terra (proprio in Sudafrica sono state trovate delle miniere risalenti a 100mila mila anni fa). Ma il più importante tra gli avvenimenti di cui Ea è protagonista, è l'incontro nelle savane con uno strano tipo di essere pensante: l'Homo Sapiens, che lui identifica in qualcosa di simile al suo genere primitivo.

HOMO SAPIENS, DA ESSERE PRIMITIVO A SPECIE EVOLUTA. Tornando al motivo della visita degli Anunnaki sulla Terra: i lavori fervevano nelle miniere dell'Ab-zu, da dove l'oro ed altri minerali venivano portati a Sumer, per essere lavorati, forgiati e impacchettati, per poi essere inviati sul loro pianeta madre. I lavori andarono avanti per tanto tempo terrestre e con tanta sofferenza e fatica da parte dei degli Anunnaki stessi, che chi lavorava lo faceva con  sempre più difficoltà e in aperto dissenso con chi li comandava, seduto tranquillo al riparo del suo posto di comando nello Zigurrat. Le continue difficoltà sfociarono in un aperto ammutinamento nei confronti di Enlil, che si vide costretto a chiedere l'aiuto di Enki (capo scientifico della missione) e della sorellastra Nin-mah (comandante medico), che decisero al tutto tramite le loro conoscenze di ingegneria genetica. Ecco allora l'idea di creare i servi degli dei (l'umanità) a loro immagine e somiglianza, modificando il DNA di quell'essere primitivo visto in Africa e fondednolo con il loro DNA nibiruano. È interessante notare come il simbolo rappresentante Enki siano due serpenti attorcigliati intorno ad un albero della vital Lo stessi simbolo che oggi rappresenta il DNA umano.

NEGLI ESPERIMENTI DEGLI ANUNNAKI LA CREAZIONE DI ADAMO. Numerose furono le prove prima di riuscire ad ottenere un risultato soddisfacente, e proprio in questa serie di insuccessi si nasconde uno dei grandi misteri della mitologia che alimenta la leggenda di figure metà uomo, metà animali. Tali leggende sono state generate dagli insuccessi di Enki e Ninmah descritti, anche questi, in numerose tavolette d'argilla sumere ritrovate dagli archeologi. Alla fine, però, arriva il successo della scienza genetica: il lavoratore delle miniere è finalmente creato ed Enki. Questo momento viene descritto nel libro di Zecharia Sitchin 'Il pianeta degli Dei' con queste parole: "Rivolgendo un ringraziamento a chi lo aveva aiutato nell'impresa, Enki si rivolge a Ninmah dicendo 'abbiamo creato l'Adamu (uomo primitivo) a nostra immagine e somiglianza'". E risulta incredibile quanto descritto nelle tavolette e riportato nel libro di Sitchin richiami alla mente un avvenimento che sarà descritto più tardi nella pubblicazione più importante della Storia: la Bibbia, qui nel Libro della Genesi delll'Antico Testamento, Elohim (in ebraico 'Dio', ma al plurale) crea la figura di Adamo a sua immagine e somiglianza.

Secondo quanto riportato da Sitchin, vennero creati prima gli uomini, quindi le donne, utilizzando delle femmine Anunnaki inseminate artificialmente così da avere i due generi, anche se poi non subito si creano i presupposti per la riproduzione. Il genere umano, infatti, risultava un ibrido e di conseguenza sterile. Quindi nelle miniere c'era ora chi lavorava al posto degli dei, e visto che l'uomo funzionava, perché non diffonderlo anche nelle altre Regioni? È possibile che per quanti decidano di proseguire nella lettura di questo speciale di approfondimento, quanto fin qui riportato che si precisa essere una sintesi delle teorie di Zecharia Sitchin, possa sembrare "il delirio di un povero pazzo". Ma di sicuro a lui va il merito di aver compreso che le tavolette sumeriche cuneiformi raccontano un avvenimento simile a quello descritto dalla Bibbia nell'Antico Testamento: il giardino dell'Eden. Ma questa è un'altra storia che rimanda direttamente al prossimo articolo.