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Roma, Botticelle: la LAV denuncia macellazioni illegali e carenze sanitarie

Vetturini in servizio senza il certifcato di idoneità, test per l'anemia infettiva equina mai effettuati, e soprattutto 'l'ultima corsa' di Pallino, cavallo finito in mattatoio nel 2005. Gli animalisti chiedono al sindaco la sospensione dell'attività.

» Animali Tatiana Battini - 20/01/2012

Un cavallo mandato al macello e altri 43 che potrebbero fare la stessa fine, diverse irregolarità sanitarie e trasgressioni al codice della strada. La denuncia della Lega Anti Vivisezione (LAV) è particolarmente dura e si basa su documenti che attestano una serie di reati commessi, negli anni, a danno dei cavalli che trainano le botticelle romane. "Per quanto frammentari e lacunosi, confrontando i certificati dei cavalli inviatici dal Comune e dalla Asl Roma A - ha dichiarato in conferenza stampa, lo scorso 16 gennaio, il presidente della LAV, Gianluca Felicetti - siamo in grado di fare il punto sulla situazione del servizio botticelle: ciò che emerge dai dati in nostro possesso è la mala gestione, reiterata negli anni, di quello che è un servizio pubblico comunale".

Tralasciando l'aspetto etico della questione, che può essere discusso, la LAV pone l'accento su tre reati compiuti dai vetturini e dalla Asl Roma A: in primo luogo la macellazione del cavallo 'Pallino' (vedi Mod4 allegato) avvenuta nel settembre 2005 per volere di un vetturino tuttora in servizio, nonostante il divieto di macellazione in vigore secondo il Regolamento Taxi Botticelle del 1998; in secondo luogo il non aver effettuato per tre anni di seguito (2009-2011) il test di Goggins, obbligatorio per legge, per l'anemia infettiva equina; in terzo luogo aver concesso lavoro ad alcuni vetturini, per tre anni, sprovvisti del certificato di idoneità al servizio (per i particolari vedi pdf allegato). 

Se già lo scorso ottobre la Lav aveva denunciato la mancanza del Capitolo IX [1] per due cavalli trainanti le botticelle, 'Romolo' e 'Bredo LB', "oggi il punto interrogativo sul Capitolo IX si estende a ben 43 cavalli che svolgono o hanno svolto il servizio a Roma - ha puntualizzato Felicetti -, e intendiamo chiedere alla Asl Roma A e al Comune capitolino di inviarci la documentazione completa su questi cavalli. Se gli aspetti etici non bastano, se non basta il movimento di opinione pubblica a favore dell'abolizione delle botticelle romane (ma la questione è dibattuta anche in altre città del mondo, penso a New York dove in questi mesi è in atto un'analoga campagna per la chiusura del servizio di trazione animale in quella città), possiamo sempre parlare dell'aspetto economico, perché il costo delle nuove stalle che accoglieranno i cavalli delle botticelle graverà sui cittadini romani".

UN MILIONE E 300 MILA EURO SULLE SPALLE DEI CITTADINI. Le stalle in cui ogni sera i cavalli romani vanno a riposare sono delle costruzioni abusive, strette e fatiscenti in zona Testaccio. "A seguito del polverone mediatico innescato dalla LAV nei mesi scorsi - sottolinea il presidente della Lega - l'amministrazione comunale ha deciso di destinare questi animali in apposite scuderie "temporanee" che sorgeranno dentro Villa Borghese e, cosa grave, senza essere in regola con le norme minime di sicurezza. Il costo che graverà sui cittadini romani per la loro costruzione sarà di 800mila euro. Come è evidente, abolire le botticelle sarebbe anche un risparmio economico per la cittadinanza". Esistono valide alternative alla botticella a trazione animale, ad esempio la carrozzella elettrica (la stessa soluzione sarà probabilmente scelta a New York): "Quando fu presentato il prototipo di botticella elettrica - ha continuato Felicetti - la precedente amministrazione comunale accolse la soluzione in pompa magna ma, terminato l'entusiasmo, nessuna legge è mai entrata in vigore e le botticelle continuano ad essere trainate dai cavalli. L'inutile carrozzella elettrica è costata ai cittadini romani circa 500mila euro. Se le sommiamo alle 800mila necessarie per le nuove stalle, si arriva alla cifra di 1,3 mln di euro. Uno spreco di risorse pubbliche che, in questo momento di crisi economica, dovrebbe far riflettere parecchio".

LAV: "SIA SOSPESO IL SERVIZIO BOTTICELLE A CAUSA DEI REATI COMMESSI". "Non capisco come un servizio di concessione pubblica come quello delle botticelle romane sia stato protagonista di tante violazioni e tanta imperizia - ha aggiunto il presidente della LAV -. Non ultima la trasgressione al codice della strada e ai regolamenti comunali, dato che i vetturini non sono provvisti di tassametro come la legge impone dal 2009. Per questo, chiederemo alla Guardia di Finanza di condurre un'inchiesta sul mancato rilascio di ricevute da parte dei conducenti di botticelle. Ricapitolando, crediamo vi siano gli estremi per ritirare la licenza al vetturino che ha mandato al macello il cavallo 'Pallino' nel 2005, e che vi siano gli estremi per sospendere l'attività delle botticelle finché non verranno realizzati i certificati di idoneità".

LO SPETTRO DELLE MACELLAZIONI ILLECITE.
Tra gli incartamenti forniti dal Comune e dalla Asl Roma A - ha spiegato alla stampa Nadia Zurlo, responsabile nazionale del settore equidi della LAV - in tutto abbiamo certificati di idoneità e licenze per un totale di 96 cavalli (che non è il totale effettivo di tutti i cavalli che a vario titolo hanno trainato le botticelle), utilizzati dal 2001 in avanti. Ottanta di questi 96 risultano attualmente impiegati. Dato che il regolamento Taxi Botticelle del 1998 prevede che nessun cavallo che svolge tale attività nella Capitale può essere destinato alla macellazione, va da sé che tutti i cavalli delle botticelle dovrebbero avere nel passaporto il Capitolo IX con la specifica 'non DPA', invece non è così. Allo stato attuale ignoriamo se, come nel caso di Pallino, si siano verificate altre macellazioni illecite. Noi continueremo a chiedere al Comune di Roma e alla Asl i riscontri di tutti i cavalli di cui ancora mancano informazioni, intendiamo inoltre vedere il Capitolo IX di tutti loro e sapere che fine hanno fatto gli animali non più in servizio".

L'AZIENDA AGRICOLA COMUNALE INUTILIZZATA. Dal momento che la macellazione è vietata, ci si potrebbe domandare che fine fanno i cavalli una volta abbandonato il servizio in botticella: "Per lo più questi cavalli, oramai in là con gli anni (la maggioranza degli equini utilizzati per trainare le botticelle ha svolto 'in gioventù' attività agonistica negli ippodromi) viene venduta o ceduta a cittadini privati o a maneggi. Ma volendo, i vetturini hanno un luogo preciso in cui lasciare i propri cavalli una volta dismessi dal servizio delle botticelle, si tratta dell'azienda agricola comunale di Castel di Guido che il Campidoglio, una decina di anni fa, ha destinato appositamente agli equini 'in pensione'. A quanto mi risulta nessun cavallo delle botticelle, finora, è stato portato in quell'azienda. Evidentemente i vetturini preferiscono cedere gli animali a privati, a maneggi, e così via".

I CAVALLI CON DOPPIO PASSAPORTO. "Altra notizia sconcertante - ha continuato la Zurlo - è che, nonostante ogni cavallo con un passato agonistico sia provvisto di passaporto U.n.i.r.e. e di un microchip identificativo, nel momento in cui inizia l'attività con le botticelle viene fornito di un passaporto tutto nuovo ad opera della Asl, e il vetturino può cambiare anche nome all'animale". In questo modo ogni cavallo torna 'nuovo', senza più un passato. "Nessun test effettuato in tre anni per l'anemia infettiva equina, doppi passaporti per lo stesso cavallo, pochi controlli sugli animali, documentazione frammentaria e divisa tra Comune di Roma e Asl: se ci trovassimo in una regione del Sud Italia anziché nel Lazio - ha concluso Gianluca Felicetti - potremmo parlare di sospetto di macellazione clandestina e mercato illegale della carne di cavallo". 

 

 

MONICA CIRINNÀ: DISCUTIAMONE IN AULA. "Quanto denunciato dalla LAV è gravissimo – ha dichiarato in una nota il consigliere del PD Capitolino Monica Cirinnà membro della commissione ambiente del Comune di Roma -. Di ciò che è accaduto dovrà rispondere il servizio della Asl competente che ha omesso il controllo sui cavalli impiegati per il trasporto pubblico. Ritengo inoltre assurda l'ingente spesa di 1,3 mln di euro, affrontata dal comune per la costruzione, in un parco monumentale come Villa Borghese, di stalle temporanee per le Botticelle anziché una decisa cancellazione del servizio. Vorrei infine ricordare che la proposta di abolizione del servizio di trasporto pubblico con traino animale è sostenuta dalle firme di oltre 5mila cittadini romani e sottoscritta da tutti i presidenti dei gruppi di opposizione. È giunto ormai il tempo per una discussione in aula non più rinviabile".

MATERIALE
- Certificato di decesso del cavallo 'Pallino'(pdf)
- I reati denunciati dalla LAV e la situazione dei cavalli delle botticelle(pdf)
- Elenco dei cavalli senza Capitolo IX (pdf)

LINK
- Lega Anti Vivisezione (LAV)

Note:
[1] Il Capitolo IX è quella parte di documento in cui il proprietario del cavallo indica la destinazione finale dell'animale, ovvero DPA (macellabile), o Non DPA. Tale Capitolo deve essere obbligatoriamente presente in ogni passaporto di idoneità.