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Sclerosi Multipla e CCSVI: i 'Sogni Coraggiosi' del professor Zamboni

Tra scetticismo e speranza procede lo studio clinico 'Brave Dreams', promosso dall'Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara, atto a sperimentare l'angioplastica su pazienti affetti da SM e insufficienza venosa cronica cerebrospinale.

» Ricerca in Medicina Tatiana Battini - 19/12/2011

La sclerosi multipla (SM), o sclerosi a placche, è una patologia cronica che interessa la sostanza bianca del sistema nervoso centrale. Si calcola che nel mondo siano circa 1,3 milioni le persone colpite da questa malattia, di cui 400mila in Europa e circa 63mila in Italia. Purtroppo, la sclerosi multipla è diagnosticata in massima parte tra i giovani adulti (dai 20 ai 40 anni di età), risultando pesantemente invalidante, con una percentuale di incidenza maggiore nelle donne rispetto agli uomini (circa il doppio). La ricerca scientifica internazionale è impegnata da decenni nello studio delle cause alla base della patologia, e negli anni sono stati compiuti numerosi passi avanti in questo senso. 

Tra le scoperte che riguardano un possibile miglioramento dello stile di vita dei pazienti affetti da SM, sicuramente la più 'discussa' è quella del professor Paolo Zamboni, direttore del Centro malattie vascolari dell'università di Ferrara, che nel 2008 ha scoperto una nuova patologia vascolare, l'insufficienza venosa cronica cerebrospinale o CCSVI, dichiarandosi convinto del fatto che tale patologia, curabile mediante un intervento di angioplastica dilatativa (PTA), è presente nella maggioranza dei malati di sclerosi multipla."Nel 90 per cento dei casi i malati di SM hanno le vene del collo e del torace occluse a causa di una malattia vascolare chiamata CCSVI - si legge nel sito web CCSVI-SM -. Nei malati di CCSVI, il sangue non ossigenato proveniente dal cervello e dal sistema nervoso centrale fatica ad arrivare al cuore a causa di ostacoli venosi e restringimenti vari. Un semplice intervento di angioplastica dilatativa (PTA), ripristinando il normale circolo venoso, può fermare la sclerosi multipla e attenuarne i sintomi. Affinché ciò sia definitivamente provato occorrono studi clinici".

'BRAVE DREAMS': SOGNI CORAGGIOSI. Si chiama così lo studio clinico dedicato alla valutazione dell'efficacia e della sicurezza dell'intervento di disostruzione delle vene extracraniche nei pazienti con sclerosi multipla e diagnosi di CCSVI. La ricerca, promossa dall'Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara, è capitanata dallo stesso professor Zamboni. Oltre ad indicare i 'Sogni Coraggiosi' di un gruppo di ricercatori ferraresi, Brave Dreams, letto BRA.VE DR.E.A.M.S, è l'abbreviazione della frase inglese BRAin VEnous DRainage Exploited Against Multiple Sclerosis, che significa 'sfruttare il drenaggio venoso contro la sclerosi multipla'. Numerose associazioni, compresa la Onlus 'CCSVI nella Sclerosi Multipla', stanno sostenendo lo studio clinico 'Brave Dreams' attraverso una raccolta fondi internazionale. "Il 28 Novembre 2010 il protocollo della sperimentazione è stato approvato dal Comitato Etico di Ferrara - si legge nel sito 'Brave Dreams' -. Oltre 19 centri in Italia, le cui credenziali saranno valutate da una apposita Commissione, hanno inviato la loro richiesta di adesione. Lo studio è multicentrico, prevede il reclutamento di 679 pazienti ed è in doppio cieco, infatti, confronta gli esiti di un intervento di flebografia con angioplastica venosa con un trattamento di controllo in cui viene effettuata solo la flebografia".


[Fonte: 'Brave Dreams']

PAOLO ZAMBONI: "ATTENDIAMO I RISULTATI FINALI DELLO STUDIO CLINICO".
La scoperta della malattia venosa da parte del professor Zamboni e la sua ipotesi di una presenza forte di questa patologia nei pazienti con sclerosi multipla è stata accolta con scetticismo dalla comunità scientifica internazionale, che attende prove certe in grado di certificare tale connessione. Fino a questo momento, come ha spiegato lo stesso Zamboni a NanniMagazine.it, "le ricerche hanno dato risultati estremamente variabili. Esistono studi che non hanno ritrovato questo fattore vascolare nella SM, ed altri invece che lo trovano molto frequentemente. Un'analisi statistica commissionata dal Governo canadese - ha proseguito il medico - che ha riguardato tutti gli studi comparabili usciti fino ad oggi, ha indicato con chiarezza che la CCSVI si associa alla SM con una frequenza 13 volte più alta, mentre una Conferenza Internazionale di Consenso, analizzando studi confirmatori e no, ha assegnato la CCSVI al 70 per cento in media dei malati SM e a meno del 10 per cento dei soggetti sani". Dopo la pubblicazione della meta-analisi che ha dimostrato la maggiore prevalenza epidemiologica della CCSVI fra i malati di SM, il Canada ha deciso di stanziare sei milioni di euro per far partire uno studio analogo all'italiano 'Brave Dreams'.

MASSIMA CAUTELA PRIMA DEI RISULTATI DELLO STUDIO. Ma quale tipo di beneficio può avere l'intervento di angioplastica e per quali pazienti è più indicato? Nel rispondere a questa domanda il professor Zamboni si è mostrato cauto: "Una risposta certa si potrà avere solamente dopo il completamento dello studio 'Brave Dreams' - ha detto il medico ricercatore a NanniMagazine.it -. Tuttavia, i dati preliminari degli studi pilota indicano vantaggi sulla prevenzione della disabilità per i pazienti affetti da sclerosi multipla a stadi precoci della malattia e miglioramenti della qualità di vita per i pazienti con forme progressive". A tal proposito, la Campagna stampa organizzata dalla Onlus 'CCSVI nella Sclerosi Multipla' lancia un messaggio visivo inequivocabile: una locandina mostra un uomo e una donna imprigionati fino al collo dalla gabbietta tipica dei tappi di champagne. Il titolo della Campagna palesa il riferimento all'intervento di angioplastica: 'Togliendo un tappo...la vita dei malati di sclerosi multipla può tornare a scorrere'.  


[Fonte: Brave Dreams']

UN SOGNO CORAGGIOSO? TRATTARE GRATUITAMENTE LA CCSVI. Se i risultati dello studio clinico 'Brave Dreams' dovessero dar ragione al professor Zamboni, confermando la presenza di CCSVI nella SM, uno dei prossimi passi per l'Italia potrebbe essere quello di offrire, da parte del Sistema Sanitario Nazionale (SSN), il trattamento gratuito la CCSVI nei pazienti affetti da sclerosi multipla. "Ma per arrivare a questo - ha ricordato il medico ferrarese - occorre che sia dimostrata l'efficacia del metodo e che sia comprovata in seguito ad ulteriori studi che certifichino i risultati dei trattamenti in Europa e nel mondo". In questi tre anni Paolo Zamboni e il suo team hanno incontrato il favore di una parte del mondo accademico e una sospensione di giudizio da parte di un'altra: "C'è grande apertura e curiosità tra gli esperti di malattie vascolari - ha concluso lo studioso - e c'è chiusura all'interno dell'ambiente neurologico. Il dibattito e la ricerca scientifica sono in corso proprio per dare risposte più precise rispetto a quelle che abbiamo oggi". 

PUNTO DI ASCOLTO CCSVI NELLA SCLEROSI MULTIPLA
Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara
Telefono: 0532.236524
Martedì dalle 11 alle 13
Mercoledì dalle 15 alle 17
Giovedì dalle 12.30 alle 14.30
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