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INTERVISTA - Botticelle romane, Zurlo: "Per i cavalli c'è una grave lacuna legislativa"

Una proposta di legge sulla detenzione di questi animali giace in Parlamento da 3 anni. La protesta della Lav sui cavalli 'tassisti' della Capitale ha sollevato un polverone e la responsabile del settore equidi chiede chiarezza al Comune e alla Asl.

» Animali Tatiana Battini - 12/10/2011

Sensibili, fieri, estremamente intelligenti. I cavalli sono amati dai grandi e dai piccini, la loro forza è tornata utile alle attività umane da tempo immemorabile e la loro dolcezza gioca un ruolo di primo piano nelle terapie mediche, in cui la base fondante della cura è proprio l'interazione tra uomo e animale (Ippoterapia). Nonostante tutto ciò, il cavallo è tra i pochissimi animali a non godere di una specifica legislazione, né nazionale né europea. Quanto deve essere ampio un box per assicurare il benessere minimo al cavallo? Quante ore al giorno deve poter trascorrere all'aria aperta, per pascolare e correre? Nessuna legge lo dice. In Italia esistono regolamentazioni comunali che ogni città stila per proprio conto, ma risultano troppo generiche e non sempre assicurano la tutela dell'animale.

In questi giorni, sotto i riflettori della stampa è finito il Campidoglio, per via di una polemica sollevata dalla Lega anti vivisezione (Lav) che, indagando sulla documentazione relativa ai cavalli che trainano le tipiche 'botticelle' romane, ha rilevato delle irregolarità riguardanti la possibile destinazione finale di due cavalli dismessi dal servizio, oltre a una serie di perplessità in merito al trattamento riservato a questi cavalli, e per esteso a l'intera razza equina italiana. Per cercare di approfondire la questione NanniMagazine.it ha intervistato la dotttoressa Nadia Zurlo, responsabile nazionale del settore equidi della Lav:

Come è nato il polverone sulle botticelle romane e la regolamentazione vigente?
"Da anni si dibatte sulla possibile eliminazione delle carrozzelle romane, perché sono un'inutile crudeltà per l'animale. I cavalli che trainano le botticelle nella Capitale sono inquadrati negli autoservizi non di linea del Comune di Roma, per questo la documentazione riguardante gli animali è negli archivi dell'ufficio Mobilità del Campidoglio. Volendo verificare se i documenti di questi animali sono in regola e se ricevono le giuste cure, nei mesi scorsi ho inviato una richiesta al Comune di Roma per avere l'accesso agli atti, chiedendo tutta la documentazione amministrativa e sanitaria dei cavalli, oltre naturalmente alle licenze dei vetturini. Ho potuto farlo grazie alla legge sulla trasparenza amministrativa. Dopo vari solleciti ho ricevuto la documentazione dall'ufficio Mobilità. Tale documentazione consiste in 43 copie di licenze comunali dei vetturini per 47 cavalli attualmente in servizio (alcuni vetturini posseggono più di un cavallo), alle quali sono allegati i passaporti dei cavalli (non tutti, perché parte della documentazione risulta mancante) e, laddove presente, è inserito il certificato di idoneità del cavallo. Sei anmali risultano esenti dal servizio dal 2005, ma la documentazione che ci hanno inviato, tenuto conto di ogni certificato e passaporto, riguarda ben 67 cavalli. Perché non c'è una documentazione completa su tutti i cavalli? Questa è una domanda che continuo a porre all'ufficio Mobilità. Per i sei cavalli non più in servizio, inoltre, era specificato il cosiddetto 'capitolo IX', documento che ha sollevato il polverone".


[Le stalle del Testaccio dove trovano ricovero i cavalli e le botticelle. Fonte: Lav]

Di cosa si tratta?
"Il 'capitolo IX' è una pagina presente nel libretto sanitario del cavallo, che dal 2011 va obbligatoriamente vidimata da parte della Asl o dell'Associazione provinciale allevatori (Apa), e che quindi tutti i proprietari dei cavalli sono tenuti a far compilare. Questo foglio decreta se l'animale sarà tenuto 'a vita' dal proprietario o, al contrario, se potrà essere sottoposto a macellazione per il consumo alimentare umano (destinazione DPA). È un documento importante, perché gli animali che sono destinati al macello non possono assumere determinati farmaci (che noi mangeremmo), mentre gli animali con destinazione a vita non hanno restrizioni da questo punto di vista. Attenzione: il Regolamento 'Taxi Botticelle', riguardante il trasporto a trazione ippica del Comune di Roma, già dal 1998 vieta la macellazione degli animali al termine della loro carriera, va da sé che tutti i passaporti dei cavalli adibiti a tale trasporto devono vedere esclusa tale possibilità, eppure, per due dei sei 'capitoli IX' rinvenuti nella documentazione (quelli relativi ai cavalli 'Bredo LB' e 'Romolo'), nel 2003 e nel 2004 sono state apposte le firme dei proprietari che decretavano la futura la macellazione degli animali. È chiaro che i due vetturini, all'epoca, hanno violato il Regolamento comunale vigente, con la complicità della Asl".

Come vi siete mossi a questo punto?
"Abbiamo diffuso un comunicato stampa sul quale riportavamo le due fotocopie dei 'capitoli IX' riguardanti i due cavalli. Per fare chiarezza sulla questione, l'assessore all'Ambiente del Comune capitolino, Marco Visconti, si è recato presso le stalle del Testaccio (zona adibita anche al rimessaggio delle botticelle) ed è spuntato fuori un nuovo 'capitolo IX' del cavallo 'Bredo LB' , firmato nel 2006, che esclude la possibilità di macellazione dell'animale. Se non altro, è sicuro che uno dei due animali non morirà in questo modo. Come Lav prendiamo atto di questo documento, tramite il quale il proprietario di 'Bredo LB' risulta nuovamente in regola. Nessuna novità, invece, sul destino di 'Romolo', riguardo il quale non è stata presentata una prova contraria che dimostri che l'animale non è macellabile, è stato solo assicurato a parole che il cavallo è in regola. A noi non basta".

Cosa chiedete, come Lav, al Comune di Roma?
"Se il 'polverone' che abbiamo alzato in questi giorni servirà a mettere in regola tutti i cavalli che trainano le botticelle sarà già un bel passo avanti. Al Campidoglio chiediamo la documentazione completa riguardante i 67 cavalli, non lacunosa e poco aggiornata come quella che ci è pervenuta finora. Chiediamo di poter verificare il passaporto di ogni cavallo, accertarci che il capitolo IX sia regolare per tutti (che gli animali non siano DPA), e soprattutto chiediamo l'elenco di tutti gli animali dichiarati  pensionati dal 1998 in avanti, per sapere che fine hanno fatto. Dalla documentazione pervenutaci sappiamo che alcuni cavalli non sono più in servizio, ma non conosciamo i loro nomi e ignoriamo dove si trovino adesso. Questi animali sono ancora di proprietà dei vetturini o sono stati venduti? E, nel caso, a chi sono stati venduti?". 

Un flash-mob organizzato a Roma
[Un momento del flash-mob romano organizzato nel giugno 2011 dalla Lav]

Vi siete rivolti solo al Campidoglio?
"No, anche alla Asl, perché ci siamo posti la seguente domanda: 'Sulla base di quale protocollo medico i cavalli vengono ritenuti idonei o meno al trasporto a trazione ippica?', e di conseguenza  abbiamo fatto richiesta di accesso agli atti alla Asl, per visionare i certificati di idoneità dei cavalli delle botticelle: l'azienda sanitaria non ci ha mai risposto, ma la domanda che ci siamo posti è più che sensata: i cavalli utilizzati per trasporto a trazione sono per la maggior parte ex trottatori, hanno avuto cioè una lunga carriera come cavalli da corsa e, al termine, sono stati impiegati nel trasporto pubblico. Sono quindi animali di una certa età, con una certa dose di malanni dovuti all'attività agonistica, poco adatti a un lavoro impegnativo e stressante come quello del traino della botticella. Questi cavalli, chiedo ancora alla Asl, stanno ricevendo le dovute visite veterinarie? Dov'è il certificato di 'buona salute' che attesta l'idoneità al servizio di questi animali? Come mai la Asl non ci degna di risposta?".

Decretare se un cavallo è DPA o meno è una responsabilità della Asl?
"I veterinari incaricati di firmare il 'capitolo IX' fanno parte della Asl o dell'Associazione provinciale allevatori (Apa). Racconto un aneddoto che farà riflettere i consumatori. Di recente un mio conoscente ha comprato un cavallo adulto. Quando si è recato presso l'Apa di competenza per fare il passaporto dell'animale (con annesso capitolo IX), il cavallo è stato giudicato macellabile, quindi DPA, senza sapere che farmaci avesse assunto in vita sua. Per la nostra salute, le Asl e le Apa dovrebbero decretare d'ufficio la non macellazione per animali dei quali si ignorano i trascorsi farmacologici…ma non è così. E quella carne finisce sui banchi alimentari".

A quale tipo di stress sono sottoposti i cavalli che trainano le carrozzelle a Roma?
"Sono sottoposti a un lavoro fisico molto gravoso, perché trainano la botticella che ha un suo peso, al quale va sommato il peso del vetturino e quello dei turisti. Se a questo uniamo la pesante bardatura che l'animale ha sempre su di sé, il morso che ha tra i denti, il terreno accidentato, il traffico delle macchine, il rumore acustico, lo smog e la temperatura troppo elevata del centro città, ne risulta una vera tortura per l'animale. La Roma dell'800 non esiste più, oggi il traffico regna sovrano, gli spazi in cui muoversi sono limitati, e anche la passeggiata in carrozzella per turisti non dovrebbe avere più ragion d'essere. Per non parlare del rischio che corrono questi animali. Restando alla cronaca recente, nel 2009 'Legoli' è stato travolto e ucciso da un auto in zona Lungotevere, e sempre nello stesso anno 'Birillo' si è spezzato una gamba in zona Colosseo ed è stato abbattuto in seguito a una lunga agonia sull'asfalto. È una crudeltà del tutto inutile verso il cavallo e per di più le passeggiate per turisti in botticella non sono regolamentate: un vetturino può arrivare a chiedere 600 euro per una singola corsa, naturalmente senza ricevuta".

Qual è la regolamentazione vigente attualmente nella Capitale?
"Dal 1998 è entrato in vigore il Regolamento 'Taxi Botticelle' (tra le altre cose prevede che il cavallo adibito a trasporto pubblico a trazione ippica non può essere ceduto a nessun titolo per scopo macellazione) e comprende una serie di nome generiche, come ad esempio il fatto che il cavallo non deve essere inteso come "mero strumento di lavoro" ma deve essere trattato con "dignità e rispetto". Regole troppo generiche che, di fatto, lasciano il tempo che trovano. Nel 2005 è entrato in vigore il Regolamento comunale a tutela degli animali per la città di Roma, e prevede un capitolo relativo agli equidi e ai cavalli delle botticelle, e anche in questo documento le raccomandazioni sono troppo superficiali. Attraverso l'approvazione della deliberazione n. 64 del 2009 il Comune di Roma avrebbe dovuto modificare il Regolamento 'Taxi Botticelle' introducendo tutta una serie di regole (uso dei catarifrangenti per i cavalli, zone di sosta lungo il tragitto, ferratura in gomma, microchip, etc) che non sono mai state applicate nella pratica, quindi, di fatto, non c'è una seria regolamentazione a tutela dei cavalli che trainano le botticelle. Non solo: sarebbe il caso di compiere degli studi sugli effetti che le continue inalazioni di smog hanno su questi cavalli, ho chiesto se esistessero studi in tal senso, ma nessuno si è mai preso la briga di approfondire la questione".

Nonostante una petizione di oltre 5mila firme dei cittadini romani per abolire questo tipo di trasporto, le botticelle sono ancora in servizio…
"A ottobre dello scorso anno ho partecipato alla conferenza stampa organizzata dalla Lav in Campidoglio per la consegna della petizione: il sindaco non ha mai preso formalmente in consegna il plico con le oltre 5mila firme né ha mai accettato un incontro con le associazioni a difesa degli animali per discutere la questione delle botticelle".

Esistono ricoveri in cui i cavalli possono vivere i loro giorni una volta che sono stati dichiarati non più utili alla società, come ad esempio il 'Serenity Horse' a San Marino?
"In Italia non esistono strutture pubbliche che accolgono i cavalli (come nel caso dei canili), esistono invece diverse strutture private, pensioni sparse lungo tutto lo Stivale, dove il proprietario lascia il cavallo pagando una certa somma di denaro. Anche il 'Serenity Horse', che noi appoggiamo, è una struttura privata, si tratta di un cittadino che ha adibito la sua residenza a ricovero per cavalli malati, maltrattati o a fine carriera agonistica. Se non esistono pensioni pubbliche che accolgono cavalli il motivo è culturale: questo animale è concepito come una bestia da sfruttare, utile a uno scopo lavorativo, nulla di più. E se è vero che i cavalli utilizzati per il trasporto pubblico romano non saranno macellati a fine carriera, è anche vero che molti proprietari di 'ex cavalli di botticella' non sanno cosa farsene né riescono a cedere facilmente l'animale a terzi. Una buona notizia in tal senso è giunta dal Corpo Forestale dello Stato, che ha offerto di mettere a disposizione una vasta area per ricoverare tutti i cavalli dimessi dal servizio delle botticelle che i proprietari non intendono più tenere, che non riescono a vendere o cedere a terzi. A breve il Comune di Roma dovrebbe stilare un protocollo di intesa con il CFS. Per i cavalli impiegati nell'agonismo o in altri settori (equitazione, palii, etc), invece, è prevista anche la macellazione".

Sono numerosi gli ex cavalli da corsa che vengono macellati a fine carriera?
"Dipende. Da qualche tempo la polizia veterinaria ha apportato delle modifiche al proprio regolamento e sono stati introdotti dei farmaci (antibiotici, anti infiammatori) che è possibile somministrare al cavallo quando è ancora in attività, questo fatto esclude automaticamente la possibilità di macellazione, perché la carne venduta nei mercati sarebbe 'intrisa' di sostanze tossiche derivanti dai medicinali somministrati all'animale. La scelta se tenere il cavallo a vita o macellarlo a fine carriera resta sempre del proprietario. Se il proprietario sceglie di tenere a vita il cavallo non è soggetto all'obbligo di registro del farmaco: l'animale può assumere medicinali senza che il proprietario sia costretto a registrare l'avvenuta somministrazione. Mentre ai cavalli DPA possono essere somministrati solo alcuni farmaci, sempre per evitare di vendere carne inquinata. Alcuni proprietari scelgono la destinazione a vita per evitare l'obbligo di registro del farmaco, ma non sa quanti proprietari scelgono di destinare il loro cavallo alla macellazione per non trovarsi con un animale inutile da dover sistemare da qualche parte o per evitare di pagare il veterinario per la soppressione dell'animale in fin di vita".

Prima ha nominato le stalle del Testaccio, in che condizioni sono queste strutture?
"Personalmente non le ho mai visitate, ma ho visto più di una fotografia. Si tratta di depositi in cui trovano posto cavalli, botticelle e cianfrusaglie varie, completamente abusivi. Gli stalli o box individuali sono stati creati tirando su assi di legno e sono poco più grandi del corpo del cavallo. Da quattro anni il Comune di Roma assicura di star meditando una nuova struttura per i cavalli, un ricovero che sia a norma, ma il tempo passa e gli animali sono ancora lì. In passato si era pensato di creare una struttura dentro Villa Borghese, ma sembra non sia possibile edificare nel parco".

Esistono leggi a livello europeo che regolamentano e tutelano i cavalli che svolgono questo tipo di servizio?
"No. Possiamo dire che il cavallo è un animale particolarmente sfortunato, perché non gode della regolamentazione e dunque della tutela di cui godono altri animali. Una legge che disciplini la detenzione dei cavalli non esiste né a livello italiano né a livello europeo. A dire il vero c'è una proposta di legge sulla detenzione degli equini, presentata dall'onorevole Paola Frassinetti, che giace da tre anni in Parlamento. Se passasse quella proposta di legge sarebbe un bel passo avanti perché il cavallo non sarebbe più considerato un 'animale da reddito' ma un 'animale d'affezione', e automaticamente sarebbe vietata la macellazione delle sue carni su tutto il territorio nazionale. Naturalmente tale proposta di legge è stata (ed è) duramente osteggiata da tutti coloro che hanno interesse nella macellazione degli equini. Il cavallo, attualmente, non ha una legge che regoli la sua detenzione, questo vuol dire che può anche trascorrere le sue giornate in un box di un metro quadro senza un recinto esterno entro il quale pascolare e trottare ogni tanto…Senza una legge apposita, nessuno può stabilire quale luogo sia idoneo e quale no, o se il cavallo stia subendo maltrattamenti fisici o psicologici, e questo è un problema gravissimo, che lede la dignità dell'animale".

In sostanza, il proprietario di un cavallo può fare un po' come vuole?
"Esatto. Prendiamo ad esempio le stalle del Testaccio: al di là del fatto che sono costruzioni abusive, rispettano almeno le regole minime di benessere per l'animale? E quali sono queste regole, dato che manca una legislazione in materia? Non esiste legge che preveda che per un numero di ore al giorno il cavallo debba uscire dal box per fare una passeggiata in un paddock esterno e non esiste legge che regolamenti la grandezza minima della stalla o del box, e questo è assurdo. Attualmente il cavallo potrebbe essere scuderizzato a vita, senza che il proprietario violi alcuna legge. È vero che esistono dei regolamenti comunali che variano da città a città, ma anche in questo caso sono fallaci: alla Lav arrivano numerose segnalazioni che avvisano che in un determinato maneggio vi sono cavalli chiusi nei box da tre mesi, perché magari è inverno, piove spesso e i proprietari non vogliono sporcare gli animali. Questo è un maltrattamento, ma non esistono regole né sanzioni penali e noi non possiamo far nulla".

Come si potrebbe colmare questa lacuna?
"Attraverso una legge che definisca i parametri di detenzione tanto degli animali scuderizzati che di quelli che vivono allo stato semi brado, come ad esempio i cavalli del Serenity Horse di San Marino che vivono in grandi spazi aperti, naturalmente recintati. Ma la maggior parte dei cavalli è scuderizzata, e la dignità di questi animali andrebbe tutelata".

MATERIALE
-
Lettera della Lav al Comune di Roma (pdf)
- Certificati di Bredo LB e Romolo (pdf)
- Capitolo IX (pdf)
- Bozza della Proposta di legge sugli equini dell'On. Frassinetti (pdf)

LINK
- Lega anti vivisezione (Lav)